Stefania Virginio
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Un’aspirina al giorno può aumentare le probabilità di successo di una gravidanza

Pubblicato il 14/02/2017
Un’aspirina al giorno può aumentare le probabilità di successo di una gravidanza | Pazienti.it

Per le donne in gravidanza, prendere una bassa dose di aspirina al giorno potrebbe scongiurare il rischio di aborto, come sostenuto da una nuova indagine.

Aspirina e gravidanza: quali sono i vantaggi?

La ricerca ha coinvolto un gruppo di donne che avevano subito un aborto, constatando in loro un alto livello ematico di roteina C-reattiva (CRP), un marker che indica un’infiammazione in atto nel corpo. Dopo l’assunzione quotidiana di aspirina, il 31% di queste donne ha dimostrato di avere più possibilità di una gravidanza e il 35% in più di probabilità di buona riuscita della gestazione.

Tuttavia, è troppo presto per raccomandare ufficialmente l’aspirina per prevenire la perdita di una gravidanza, sono gli stessi ricercatori a dichiararlo.

Le analisi precedenti sugli effetti dell’aspirina in gravidanza

Prima di questo rapporto, gli scienziati erano al corrente che un’infiammazione all’interno dell’organismo poteva contribuire all’insorgere di problemi di fertilità. Ad esempio, le donne con una malattia infiammatoria pelvica o la sindrome dell’ovaio policistico, due condizioni che presuppongono un’infiammazione, sono ad aumentato rischio di infertilità.

Mancano ancora, però, dimostrazioni scientifiche sufficienti.

La novità di questa indagine

Con la nuova indagine, i ricercatori hanno analizzato le informazioni provenienti da più di 1.200 donne statunitensi di età compresa tra i 18 anni e i 40, che in precedenza avevano avuto un aborto spontaneo o un parto prematuro. Le donne sono state sorteggiate in modo casuale per la somministrazione di una bassa dose di aspirina al giorno (81 milligrammi), che credevano di assumere per contrastare le infiammazioni, e un placebo, per la durata di 6 cicli mestruali, il tutto mentre stavano cercando di rimanere incinta. Le donne che sono rimaste incinte hanno continuato a prendere le pillole fino alle 36 settimane di gravidanza (una gravidanza a termine è di 39/40 settimane).

Successivamente, i ricercatori hanno diviso le donne in 3 gruppi, in base ai livelli bassi, medi e alti di CRP.

Nel complesso, il 55% delle donne che hanno partecipato allo studio sono rimaste incinta e hanno partorito. Tra le donne con livelli elevati di CRP, quelle che hanno preso un’aspirina al giorno avevano un tasso di natalità del 59%, rispetto al 44% tra coloro che avevano preso il placebo. L’assunzione di un’aspirina ogni giorno è riuscita anche ad abbassare i livelli di CRP nelle donne con più alti livelli di CRP.

Le donne con livelli bassi o medi di CRP avevano circa lo stesso tasso di natalità, indipendentemente dal fatto che avessero preso l’aspirina o un placebo.

I nuovi risultati suggeriscono che l’infiammazione potrebbe danneggiare significativamente la capacità delle donne di rimanere incinta e che l’assunzione di un’aspirina prima del concepimento potrebbe ridurre questo rischio.

L’aspirina: un beneficio dimostrato per la gravidanza?

In futuro, i medici potrebbero considerare l’utilizzo di un test di screening per i livelli di CRP per determinare se una donna può beneficiare dell’assunzione dell’aspirina, trattamento da seguire prima e durante la gravidanza. Tuttavia, sarebbero necessari studi futuri per esaminare queste possibilità.

Prendere alte dosi di aspirina (più di 100 milligrammi al giorno) durante la gravidanza, potrebbe aumentare il rischio di perdita del feto, difetti congeniti e complicazioni al cuore dei bambini. Le donne dovrebbero parlare con il proprio medico prima di prendere farmaci per il dolore durante la gravidanza.

Come agisce l’aspirina?

L’aspirina, nota anche con il nome di acido acetilsalicilico, è un farmaco analgesico, antipiretico e antinfiammatorio. L’aspirina è anche un antiaggregante e fluidificante del sangue, grazie alla sua azione che inibisce la produzione di trombossano: sostanza che aggrega le piastrine per riparare i vasi sanguigni danneggiati. Per questa ragione, il farmaco può essere usato a basso dosaggio per prevenire gli attacchi cardiaci, l’infarto e la trombosi.

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Stefania Virginio
Stefania Virginio

Ciao a tutti, sono Stefania e sono una friulana doc! Da quando mi hanno dato in mano la prima matita alle elementari non ho mai smesso di scrivere, e nemmeno di leggere tutto quello che mi passa sotto gli occhi. Sono molto contenta di scrivere per Pazienti.it perchè mi dà la possibilità di imparare cose nuove. Mi auguro che i miei scritti aiutino le persone a risolvere i propri dubbi e a incrementare la propria cultura.

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