Fuoco di sant'Antonio (Herpes Zoster)

Contenuto di: - Curatore scientifico: Dr. Giuseppe Hautmann
Indice contenuto:
  1. Cos'è il fuoco di Sant'Antonio?
  2. Quali sono le cause del fuoco di Sant'Antonio?
  3. Quali sono i sintomi del fuoco di Sant'Antonio?
  4. Quali complicazioni può comportare?
  5. Come si cura il fuoco di Sant'Antonio?
  6. Chi è maggiormente colpito?
  7. L'Herpes Zoster è contagioso?
  8. Fuoco di Sant’Antonio: come appare?
  9. Come si collega all'herpes all’occhio?
  10. Quali rimedi naturali sono consigliati?
  11. Quale dieta è preferibile seguire in caso di fuoco di Sant'Antonio?

Cos'è il fuoco di Sant'Antonio?

Varicella zoster virus

Il fuoco di Sant'Antonio, noto anche con il nome di herpes zoster, è una patologia cutanea e delle terminazioni nervose, causata dal virus della varicella infantile (varicella zoster virus). Il fuoco di Sant'Antonio può provocare danni al sistema nervoso e causare dolori anche molto forti. Fa parte di un gruppo di virus detti herpes virus.

Si tratta del Virus Herpes Varicella Zoster e la malattia si chiama scientificamente Herpes Zoster. L’herpes zoster esprime la riattivazione del VZV nell’ambito di uno o, più raramente, più dermatomeri ed è caratterizzato da una fase prodromica di pochi giorni con un'intensità di sintomi molto variabile.

Nella varietà di herpes gangrenoso, può verificarsi una colliquazione purulenta, più o meno estesa a tutto il territorio cutaneo interessato dalla forma morbosa. 

In altri casi, accade che l'eruzione si limiti allo stadio eritematoso, senza che si abbia la formazione di vescicole: è il cosiddetto herpes abortivo.

Il virus dell'herpes zoster può durare da 2 a 6 settimane.

Quali sono le cause del fuoco di Sant'Antonio?

La varicella e il fuoco di Sant’Antonio sono causati dallo stesso virus. Gli adulti che hanno contratto la varicella, anche in forma lieve, potrebbero essere colpiti dal fuoco di Sant’Antonio. Nel primo contatto con il virus della varicella, alcune particelle del virus passano dal sangue agli agglomerati di cellule nervose (neuroni) detti gangli sensoriali, dove rimangono anche per molti anni in forma latente.

I gangli sensoriali, che si trovano vicino al midollo spinale e al cervello, forniscono le informazioni sensoriali di caldo, freddo e dolore. Se il virus della varicella si riattiva, si diffonde attraverso le fibre di prolungamento nervoso che, partendo dal corpo cellulare dei neuroni, raggiungono la pelle. A questo punto, si manifesta il fuoco di Sant'Antonio e compare l’eruzione cutanea.

Quali sono i sintomi del fuoco di Sant'Antonio?

Il fuoco di Sant'Antonio può comportare diversi sintomi, tra i quali:

  • Bruciore della pelle.
  • Formicolio e prurito.
  • Eruzioni eritemato-vescicolo-pustolose.
  • Dolore al tatto.
  • Bolle unite a creare una zona simile ad una profonda bruciatura.

Le lesioni provocate dal fuoco di Sant’Antonio guariscono nel giro di poche settimane, il prurito e il dolore diminuiscono e lo sfogo non lascia cicatrici. In alcuni casi, invece, i sintomi permangono per alcuni mesi.

Dopo un periodo iniziale (periodo prodromico della malattia), caratterizzato da malessere generale, febbre, disturbi gastro-intestinali e dolori nevralgici, si ha la comparsa, sempre monolaterale, lungo il decorso di uno o più tronchi nervosi vicini, di chiazze eritematose, rigonfie; ben presto, queste chiazze si ricoprono di vescicole, a cupola notevolmente resistente. Esse contengono inizialmente un liquido chiaro, ma dopo alcuni giorni, esso diventa più o meno purulento, talora emorragico.

Il dolore, in corrispondenza del tronco nervoso colpito, è vivissimo, di tipo urente. Le linfoghiandole regionali appaiono modicamente tumefatte. Dopo un periodo che varia da 1 a 3 settimane, le lesioni si afflosciano e si essicano, con formazione di croste.

La caduta successiva delle croste mette e nudo piccole ulcerazioni che tendono a riepitelizzarsi, lasciando come residuo delle chiazzette biancastre depresse.

Non sempre il fuoco di Sant'Antonio si manifesta con un'eruzione cutanea, in alcuni casi, potrebbe essere non visibile.

Quali complicazioni può comportare?

Il fuoco di Sant'Antonio può causare complicazioni, come:

  • Infezioni oculari, se compare l'eruzione cutanea vicino agli occhi.
  • Problemi di udito o di equilibrio.
  • Debolezza muscolare sul lato del volto colpito.

In casi rarissimi, il virus si può diffondere nel cervello o nel midollo spinale, causando attacchi cardiaci o la meningite (un’infezione delle membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale).

Come si cura il fuoco di Sant'Antonio?

Il fuoco di Sant’Antonio può essere combattuto con l’assunzione di farmaci antivirali.

Questi farmaci, che necessitano di prescrizione medica, possono diminuire la durata e l’intensità della patologia, ma anche impedire la comparsa di alcuni disturbi connessi con la patologia.

È consigliabile iniziare la terapia non appena si nota la comparsa di eritemi sulla pelle.

Un’altra possibilità di trattamento è costituita dall’assunzione di antinfiammatori corticosteroidi.

Per via generale, si rivelano utili gli antibiotici, gli antinevralgici, gli analgesici e le vitamine del gruppo B

Qualche risultato si può ottenere con gli ultrasuoni. Metodi chirurgici di anestesia (asportazione di gangli nervosi, infiltrazione degli stessi con sostanze anestetiche) possono essere presi in considerazione in quei casi, rari per fortuna, in cui il dolore è assolutamente insopportabile.

In soggetti che non soffrono di altre patologie, se trattato immediatamente, l’eritema ed il dolore causati dal fuoco di Sant’Antonio scompaiono dopo poche settimane, senza lasciare cicatrici.

Tuttavia, è una malattia ben più pericolosa per chi ha già un sistema immunitario indebolito a causa di altre patologie.

Chi è maggiormente colpito?

Il fuoco di Sant’Antonio è una malattia piuttosto comune, ma è impossibile soffrirne se prima non si ha già contratto la varicella.

Più nello specifico, colpisce maggiormente soggetti oltre i 40 anni e la sua incidenza in generale aumenta con l’età.

Inoltre, possono essere più inclini a sviluppare questa patologia:

  • Soggetti con disturbi del sistema immunitario.
  • Soggetti che fanno uso di farmaci immunosoppressori.
  • Soggetti affetti da tumori.
  • Soggetti affetti da HIV.

In particolare, tutte queste persone possono anche soffrire di ulteriori ricadute, considerando che il virus potrebbe non scomparire mai del tutto dal loro organismo.

Infine, anche i neonati, le cui madri hanno sofferto di varicella nelle ultime settimane di gravidanza, possono essere particolarmente a rischio di contrarre il fuoco di Sant’Antonio sin da piccoli.

La malattia è più frequente in primavera ed in autunno.

L'Herpes Zoster è contagioso?

Varicella e fuoco di Sant’Antonio sono malattie causate dallo stesso virus e sono entrambe contagiose.

Un soggetto affetto dal fuoco di Sant’Antonio, però, contagiando un soggetto sano, può trasmettergli la varicella se questo non l’ha ancora mai contratta.

Il virus non si diffonde per via aerea perché non transita nel sangue né nei polmoni. Il contagio, quindi, è possibile solo attraverso il contatto diretto con le lesioni dell’eritema e lo sfogo.

Chi è affetto da varicella, invece, non può trasmettere a nessuno il fuoco di Sant’Antonio, ma solo la varicella stessa, una patologia che può diffondersi anche per via aerea.

Il fuoco di Sant’Antonio compare quando un fattore scatenante attiva il virus latente nell’organismo; questo virus raggiunge poi l’epidermide attraverso i nervi e provoca la comparsa dell’eritema.

Fuoco di Sant’Antonio: come appare?

Il fuoco di Sant’Antonio provoca la comparsa di una fascia di eruzioni eritemato-vescicolo-pustolose, di sfoghi e di lesioni, all’altezza della vita e su un solo fianco. A volte, può manifestarsi anche su un lato del viso, intorno agli occhi e sulla fronte

Le lesioni dell'herpes zoster tendono, come si è detto, a localizzarsi lungo il decorso di un nervo sensitivo cutaneo e l'eruzione, di solito unilaterale, è localizzata cioè ad una sola metà del corpo, caratteristica questa molto importante ai fini di un'esatta diagnosi.

Sede di predilezione è il torace, in cui le vescicole sono disposte lungo una striscia nettamente delimitata, in corrispondenza di un nervo intercostale. In questo caso, si parla di zoster intercostale o zoster toracico.

Se la malattia interessa la cute della nuca e del braccio, allora si parla di zoster cervico-brachiale.

Nello zoster sacro-ischiatico, infine, l'eruzione cutanea interessa il perineo, vale a dire quella zona costituita dal complesso delle parti molli fibromuscolari che chiudono in basso il bacino. 

Esiste una forma di zoster generalizzato, che colpisce soprattutto gli individui anziani, debilitati: le lesioni, in questo caso, tendono all'emorragia ed alla gangrena ed interessano soprattutto la regione della bocca e quella genitale. Si osserva spesso febbre, prostrazione, mal di testa ed abbastanza comune è la compromissione delle meningi.

Come si collega all'herpes all’occhio?

Il fuoco di Sant’Antonio può diffondersi un po’ ovunque all’interno dell’organismo e colpire diverse aree del corpo umano.

Eritemi cutanei nelle zone oculari possono essere molto pericolosi e causare gravi infezioni.

Un fenomeno noto come herpes oculare non solo può causare infezioni dolorose, ma rischia anche di compromettere completamente la vista di chi ne è affetto.

Inoltre, le infezioni nelle zone oculari possono provocare:

Chi soffre di herpes all’occhio deve essere curato con regolare somministrazione di farmaci antivirali.

Quali rimedi naturali sono consigliati?

Anche se il farmaco antivirale è un trattamento efficace per il fuoco di Sant'Antonio, non è l'unica opzione. Diversi rimedi naturali possono ridurre il dolore e il disagio:

  • Bagni curativi: la pulizia quotidiana delle vesciche riduce il rischio di diffusione dell'infezione. Fare un bagno o una doccia per lenire la pelle. La freschezza dell'acqua può alleviare il dolore dalle vesciche e calmare il prurito. Si può anche fare un bagno curativo per ridurre i sintomi. Versare da 1 a 2 tazze di farina d'avena colloidale o amido di mais in acqua tiepida e immergersi per 15/20 minuti. Non usare acqua calda, la quale può peggiorare le vesciche, perché il calore aumenta il flusso sanguigno. Asciugare completamente il corpo e quindi lavare l'asciugamano per evitare di diffondere il virus agli altri.
  • Impacco umido e fresco: oltre a fare un bagno per alleviare il dolore e il prurito associati ad un'eruzione di herpes zoster, applicare un impacco fresco e umido. Farlo più volte durante il giorno per alleviare i sintomi. Immergere un panno in acqua fredda, strizzare l'acqua e applicare il panno sull'eruzione e sulle vesciche. La freschezza può ridurre il dolore. Ripetere il ​​processo tutte le volte che serve. Non applicare un impacco di ghiaccio sull'eruzione. Il freddo può aumentare la sensibilità della pelle e peggiorare il dolore.
  • Bicarbonato di sodio e pasta di amido di mais: creare una pasta utilizzando amido di mais o bicarbonato di sodio e acqua per alleviare naturalmente il prurito. Versare 2 parti di amido di mais o bicarbonato di sodio in una tazza, aggiungere una parte di acqua per ottenere la consistenza desiderata per la pasta. Applicare la miscela sull'eruzione cutanea, quindi risciacquare dopo 10/15 minuti. Ripetere più volte al giorno secondo necessità.
  • Lozioni e creme lenitive: grattare un'eruzione può causare cicatrici e prolungare le vesciche. Se il prurito non migliora dopo un bagno, un impacco fresco o una miscela di bicarbonato di sodio o amido di mais, utilizzare creme e lozioni lenitive. Lozioni e creme non accelerano il processo di guarigione, ma possono aumentare il livello di benessere. Evitare lozioni profumate che possono causare ulteriore irritazione. Applicare unguenti topici contenenti la capsaicina, fino a 3/4 volte al giorno. E' l'ingrediente attivo dei peperoncini. Ha un effetto anti-infiammatorio per aiutare ad alleviare il dolore, il quale può aumentare dopo l'applicazione iniziale della crema, ma andrà via lentamente. Questa crema agisce riducendo i segnali di dolore inviati al cervello. Inoltre, è possibile applicare una lozione a base di calamina dopo bagni e docce per lenire la pelle irritata e aiutare a seccare le vesciche.
  • Rimedi omeopatici: si potrebbero considerare i rimedi omeopatici insieme alla terapia convenzionale per aiutare i sintomi a svanire. Alcuni supplementi e medicine a base di erbe possono anche aiutare il corpo a combattere il virus e trattare l'insonnia e l'ansia a causa del fuoco di Sant'Antonio. Questi includono: melatonina, erba di San Giovanni, olio di origano, echinacea, balsamo di limone, tè verde, acidi grassi essenziali. Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi integratore. 

Anche se si trova un rimedio naturale efficace, non esiste una cura per l'herpes zoster. Il virus deve fare il suo corso. I rimedi non convenzionali, tuttavia, possono ridurre il disagio e l'irritazione e accelerare il processo di guarigione se usati in concomitanza con la terapia convenzionale. 

Quale dieta è preferibile seguire in caso di fuoco di Sant'Antonio?

Un sistema immunitario indebolito peggiora il fuoco di Sant'Antonio. Alcuni cambiamenti nella dieta possono rafforzare il sistema immunitario e impedire che l'herpes zoster si diffonda ad altre parti del corpo. E' consigliabile adottare misure per potenziare la funzione del sistema immunitario mangiando determinati cibi ed evitando gli altri.

Una dieta adatta per chi è affetto da herpes zoster consiste in alimenti ricchi di vitamine A, B-12, C ed E e l'amminoacido lisina. Gli alimenti che promuovono la guarigione includono:

  • Frutta arancione e gialla.
  • Verdure a foglia verde.
  • Carne rossa.
  • Uova.
  • Pollo.
  • Pesce.
  • Latticini.
  • Cereali integrali.
  • Legumi.
  • Fagioli.
  • Pomodori.
  • Spinaci.

Si dovrebbero evitare certi cibi se si è affetti dal fuoco di Sant'Antonio. Gli alimenti da escludere dalla dieta includono:

  • Cibo e succhi con elevate quantità di zucchero.
  • Cibi ricchi di arginina (tra cui cioccolato, gelatina e noci).
  • Carboidrati raffinati.
  • Cibi ricchi di grassi saturi.

Mangiare troppo questi alimenti può indebolire il sistema immunitario e potenzialmente prolungare il virus. Gli alimenti con alti livelli di arginina possono persino causare la riproduzione del virus.