Anisocitosi

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L’anisocitosi è una condizione medica caratterizzata dalle dimensioni abnormi e variabili dei globuli rossi nel sangue. Le dimensioni dei globuli rossi non sono simili tra loro. Queste dimensioni irregolari sono diagnosticate come un problema diverso dall’anemia, dalla talassemia, ecc.

Che cos'è l'anisocitosi?

Globuli_rossi | Pazienti.it

L’anisocitosi è un’anomalia dei globuli rossi, una condizione clinica piuttosto varia, che può essere ricollegata a diverse situazioni più o meno fisiologiche o patologiche, contraddistinta dalla presenza nel sangue di globuli rossi di diverse dimensioni, i quali dovrebbero essere tutti della medesima grandezza.

L’anisocitosi influisce sull’intero sistema fisiologico, il soggetto interessato da tale patologia avverte stanchezza dopo un’attività fisica non impegnativa, tachicardia, pallore, mani e piedi freddi, mal di testa, vertigini, ipossia, ovvero apporto di ossigeno insufficiente in una determinata zona del corpo, mancanza di respiro e difficoltà nel respirare. Bisogna dunque fare attenzione soprattutto se ciò si verifica in maniera ciclica ed anomala.

Dunque l’anisocitosi è essa stessa un sintomo, correlato a diversi disturbi, per cui i sintomi che possiamo riscontrare nella persona cambiano in maniera rilevante a seconda del disturbo che ha provocato l’anisocitosi.

Quali sono le cause dell'anisocitosi?

Tale anomalia si riscontra soprattutto in individui affetti da anemia ma può essere causata da altre condizioni.
L’anisocitosi può essere dovuta alla presenza di globuli rossi più piccoli del normale (microciti), tale fenomeno è presente in soggetti carenti di ferro o affetti da anemia falciforme, o di macrociti (cioè globuli rossi nel sangue con volume superiore alla media) e può dipendere da carenza di vitamina b12, anemia megaloblastica, epatopatie croniche, chemioterapia, disturbi della tiroide, malattie cardiovascolari e cancro.

Sintomi dell’anisocitosi: quali sono?

Le funzioni vitali dei globuli rossi sono quelle di trasportare l’ossigeno e le sostanze nutrienti ai diversi tessuti del corpo. In generale, le dimensioni dei globuli rossi sono uguali tra loro, ma quando si verifica l’anisocitosi, i globuli rossi di diversa dimensione causano una diminuzione dell’attività del trasporto di ossigeno e delle sostanze nutritive. Questo influisce sull’intero sistema fisiologico. Con l’anisocitosi, di solito, si avvertono i seguenti sintomi:

  • fatica anche nello svolgere attività non pesanti;
  • stanchezza dopo aver fatto un esercizio fisico non impegnativo;
  • dispnea, mancanza del respiro e difficoltà di respirazione;
  • ipossia, cioè una condizione in cui una zona del corpo è priva di un apporto sufficiente di ossigeno;
  • tachicardia, cioè l’aumento della frequenza cardiaca.

Anche questi sintomi sono comuni in presenza dell’anisocitosi:

  • pallore della pelle, delle unghie e del bulbo oculare;
  • temperatura corporea troppo bassa;
  • freddezza nei palmi delle mani e dei piedi;
  • mal di testa;
  • vertigini.

Anisocitosi alta: quali sono le cause?

L’eritropoiesi, ovvero lo sviluppo dei globuli rossi, ha origine nel midollo osseo. Il rene secerne l'ormone eritropoietina, che stimola il midollo osseo nella produzione dei globuli rossi e dei fattori come la vitamina B12, l’acido folico e il ferro che promuovono la crescita dei globuli rossi. Nell’anisocitosi, i globuli rossi sono sottosviluppati. Le cause possono essere le seguenti.

La carenza di acido folico

L'acido folico è essenziale per la sintesi del DNA, che ha un ruolo fondamentale nella crescita delle cellule e nella divisione cellulare. La carenza di acido folico porta ad avere un DNA anormale e di conseguenza i globuli rossi differiscono in termini di dimensioni.

La carenza di vitamina B12

La funzione della vitamina B12 è simile a quella dell’acido folico. La vitamina B12 che viene secreta dalle ghiandole gastriche aiuta ad assorbire le sostanze nutrienti con l'aiuto di fattori intrinseci. La carenza di vitamina B12 porta degli squilibri nella crescita dei globuli rossi e un cattivo assorbimento delle sostanze nutritive essenziali come l’acido folico e il ferro.

Anemia perniciosa

In questa condizione, l'anomalia di base è nella mucosa gastrica che non riesce a produrre normali secrezioni e fattori intrinseci. In assenza di questi ultimi, la vitamina B12 non è in grado di funzionare correttamente.

Malattie del fegato

Dopo l’assorbimento della vitamina B12 dal tratto gastrointestinale, essa viene prima conservata nel fegato e poi rilasciata lentamente ogni volta che il midollo osseo ne ha bisogno. In caso di malattie del fegato, la conservazione e il rilascio della vitamina B12 viene ostacolato.

Anemia

L’anemia può essere di diversi tipi, ma in ogni caso la quantità di globuli rossi e dell’emoglobina è sempre molto bassa. La condizione può verificarsi a causa della mancanza di ferro, della vitamina B12 o dell’acido folico.

Trasfusione di sangue

Nelle persone che ricevono una trasfusione di sangue spesso si verifica l’anisocitosi causata della mancata corrispondenza delle dimensioni dei globuli rossi del sangue del donatore con quella del sangue del ricevente. Questo è un fattore importante che deve essere preso in considerazione prima della trasfusione di sangue.

Cosa indica un aumento dell'anisocitosi?

L'anisocitosi è la presenza contemporanea, nel sangue, di eritrociti di piccole e grandi dimensioni. Solo l'aumento della anisocitosi eritrocitaria è ritenuta importante ai fini diagnostici.L'aumento di questo parametro è indice di anemie o emoglobinopatie.

Anisocitosi eritrocitaria: cos’è?

Il parametro che indica la variabilità della dimensione dei globuli rossi o eritrociti è il RDW. Quando questo valore risulta alto nelle analisi del sangue, si parla di anisocitosi, ovvero l’aumento della variazione delle dimensioni dei globuli rossi. In caso di eritrociti alti, è necessario sottoporsi a degli esami più approfonditi per capire esattamente la natura del disturbo. 

Anisocitosi in gravidanza

È ormai risaputo che una donna in gravidanza deve tenere sotto controllo il proprio stato di salute per salvaguardare se stessa e il proprio bambino, per garantirgli uno sviluppo e una crescita adeguati. 

Molto frequente in gravidanza è l’anemia, cioè la carenza di ferro nell’organismo, tanto che nel mondo scientifico è ancora aperta la questione riguardo alla necessità di somministrare sistematicamente una terapia supplementare di ferro durante la gravidanza, attraverso degli integratori.

L’anisocitosi in gravidanza è causata nel maggior numero di casi proprio dall’anemia. Le donne interessate da questa patologia devono intervenire tempestivamente sulla causa, sull’origine di tale disturbo perché possono insorgere complicazioni per la gravidanza, inclusi gravi difetti nel feto, a livello del midollo spinale e del cervello. Infatti una donna in stato interessante, durante i nove mesi di gestazione, necessita di una maggiore quantità di ferro. Alcuni studi hanno associato l’anemia delle neo-mamme alla depressione post partum nonché a un calo nella memoria delle gestanti.

Come può essere diagnosticata l'anisocitosi?

L'anisocitosi può essere diagnosticata tramite un esame emocromocitometrico. In particolare il medico valuterà i valori MCV (volume corpuscolare medio) che risultano superiori o inferiori alla norma a causa rispettivamente della presenza di macrociti e microciti. La diagnosi di anisocitosi è particolarmente importante in gravidanza.

Macrociti e microciti

I macrociti sono globuli rossi di dimensioni maggiori della norma, mentre i microciti sono eritrociti di dimensioni inferiori alla norma. Sono caratteristici rispettivamente dell'anemia macrocitica e dell'anemia microcitica.

Come si cura?

Rimane comunque vero che nel caso di anisocitosi dovuta a varie forme di anemia, il trattamento più comune è di tipo alimentare, normalmente infatti è sufficiente migliorare l’apporto di vitamina B6, una dieta sana ed equilibrata è il modo migliore per prevenirla, caratterizzata da varietà e con il giusto apporto di tutti i nutrienti fondamentali per la salute umana, in questo modo non solo ci proteggiamo da un gran numero di malattie ma anche, appunto, dalle anemie che sono la principale causa di anisocitosi.

Il rischio di complicazioni dell’anisocitosi è direttamente proporzionale al rischio di trascurare le patologie che hanno provocato questa condizione.

Argomenti: beta talassemia analisi del sangue volume dei globuli rossi anisocitosi anemia di Diamond-Blackfan carenza di vitamina A
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