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Flogosi

Contenuto di: Medicina generale - Aggiornato il 05/07/2016

La flogosi, più comunemente nota come infiammazione, è l’insieme delle reazioni che si verificano in una zona del corpo colpita da danni di variabile entità. È una forma di difesa dell’organismo contro stimoli avversi che possono essere di natura irritante, allergica o infettiva. La risposta al danno è data dalle cellule sopravvissute ad esso. La flogosi è una reazione prevalentemente locale.

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Cosa si intende con il termine flogosi?

Flogosi

Quando parliamo di flogosi ci riferiamo a una infiammazione.

L'infiammazione si verifica in un'area definita dell'organismo, colpita da un'alterazione della normale vitalità cellulare, a seguito dell'azione di un fattore esterno. 

Le cause delle flogosi possono essere legate a:

  • agenti fisici, come traumi, fratture
  • agenti chimici, come acidi, sostanze chimiche; 
  • agenti tossici; 
  • batteri e virus. 

Quanti e quali sono i tipi di flogosi?

La flogosi può essere di due tipi, in base ad una classificazione temporale:

  • acuta
  • cronica

La flogosi acuta si caratterizza per il suo inizio brusco e la risoluzione rapida; la flogosi cronica, invece, dura molto di più a causa della prevalenza dei fenomeni tissutali, essa inoltre si distingue a sua volta, sulla base di un criterio spaziale, in:

  • diffusa
  • circoscritta

Che cos'è la flogosi cronica diffusa?

La flogosi cronica diffusa è un'infiammazione cronica interstiziale.

Che cos'è la flogosi cronica circoscritta?

La flogosi cronica circoscritta è un'infiammazione cronica granulomatosa.

Quali sono i sintomi dell'infiammazione?

Quando è in atto una infiammazione (o flogosi) i sintomi che si avvertono più frequentemente sono: 

  • aumento della temperatura nella zona colpita, a causa della maggiore vascolarizzazione; 
  • gonfiore; 
  • rossore; 
  • dolore e ipersensibilità; 
  • torpore e scarsa mobilità dell'area infiammata. 

Questi sintomi compaino nelle flogosi acute e possono continuare in caso di cronicizzazione del disturbo. 

È anche possibile constatare la presenza di un processo infiammatorio con esami del sangue, che dimostreranno l'aumento dei leucociti (leucocitosi), o misurando la temperatura del corpo; in alcuni casi, infatti, può esserci febbre

Non di rado le affezioni flogistiche sono segnali di una patologia grave, che può danneggiare anche seriamente l’organismo. È bene, quindi, fare molta attenzione ai segni con cui una flogosi si presenta.

Flogosi acuta: eziologia

La flogosi acuta si manifesta rapidamente a seguito di una lesione, risolvendosi nella maggior parte dei casi in poco tempo. 

Si verificano:

  • modificazioni vascolari;
  • globuli bianchi passano dai capillari al tessuto leso;
  • i leucociti si spostano all'interno del tessuto infiammato. 

Le cause della flogosi acuta sono: 

  • infezioni; 
  • necrosi;
  • ipossia;
  • corpi estranei che causano una infiammazione. 

Flogosi cronica: eziologia

Quando l'infiammazione è cronica il processo flogistico si protrae nel tempo. Ciò può derivare da una forma acuta mal curata o dall'incapacità del sistema immunitario di combattere una infezione. 

Il livello di cronocità dell'infiammazione è dato dalla quantità di tessuto di granulazione.

Qual è l'evolversi di una infiammazione?

Tre sono le possibilità evolutive di una infiammazione. Può accadere che si manifesti: 

  • la necrosi dei tessuti, ovvero la distruzione cellulare operata dagli enzimi lisosomiali; 
  • la cronicizzazione, quando l'agente infiammatorio non è vinto; 
  • la guarigione, quando gli agenti flogogeni sono sconfitti. 

In quest'ultimo caso, si ha una nuova continuità cellulare, con la stimolazione alla proliferazione delle cellule superstiti presenti, non danneggiate dalla flogosi.

Le cellule labili si moltiplicano, le cellule stabili si replicano e le cellule perenni non si riproducono mai nel tempo.

Laddove c'è un danno ai tessuti, si crea del tessuto di granulazione, grazie agli endoteliociti, che consente al sangue di fluire nuovamente e, nello stesso tempo, si moltiplicano i fibroblasti che formeranno la cicatrice.

Lo stimolo alla proliferazione degli endoteliociti e delle cellule labili e stabili è dato dalle citochine, liberate dalle cellule sane superstiti. 

Infiammazione intestinale, appendicite, malattia reumatica: alcuni cosi di flogosi

Ecco alcuni esempi di flogosi molto comuni. Parliamo di: 

  • Infiammazione intestinale. Si manifesta con colite (infiammazione del colon), colon irritabile (disordine della funzione intestinale con dolore addominale e diarrea), dolori e problemi intestinali di diverso genere. 
  • Appendicite. Un disturbo molto comune causato da un rigonfiamento doloroso dell'appendice e dalla sua infiammazione. 
  • Malattia reumatica. Fanno parte delle malattie reumatiche l'artrosi, l'artrite reumatoide, l'artrite psoriasica, i reumatismi in genere.   

Flogosi e ricostruzione dei tessuti: come avviene?

Vicino alla lesione tissutale si verifica una reazione flogistica acuta: l’area si riempie di fagociti che distruggono i detriti cellulari.

Si forma quindi il tessuto di granulazione che porta alla creazione di cicatrice e nuove cellule tissutali.

In questo processo può giocare un ruolo fondamentale l’acido arachidonico, un grasso insaturo che contribuisce al rafforzamento del tono muscolare e alla riparazione delle zone danneggiate di tessuto.

Flogosi allergica: di cosa si tratta?

Con il termine flogosi allergica si è soliti designare un processo infiammatorio che avviene nei tessuti durante una patologia allergica.

Nella fase iniziale della flogosi allergica due tipi cellulari, i mastociti ed i linfociti, rivestono un ruolo di grande importanza: ricevuto uno stimolo, liberano i mediatori responsabili delle reazioni immediate della sintomatologia; in seguito favoriscono la crescita cellulare e l’attivazione delle cellule coinvolte nella riparazione tessutale.

La flogosi allergica si differenzia dalle altre forme infiammatorie proprio per la presenza di questa azione cellulare.

Flogosi al seno: quando?

Una flogosi al seno può essere un segnale della presenza di una forma tumorale alle mammelle.

Spesso, tuttavia, può trattarsi anche di alterazioni cellulari benigne.

In questi casi si verifica, cioè, una  presenza di cellule alterate ma non tumorali.

Queste alterazioni cellulari possono avere natura infettiva (batteri, virus) o reattiva (infiammazioni).

Spesso è possibile associare ad una flogosi anche modificazioni cellulari reattive: ci sono, cioè, alcune cellule con alterazioni non particolarmente gravi ma che probabilmente sono un effetto reattivo di un’infiammazione aspecifica.

Quando andare dal medico?

È importante rivolgersi al proprio medico curante per valutare insieme il grado di infiammazione in atto e le cause che scatenano la flogosi. La terapia sarà relativa alla patologia riscontrata, potrà basarsi sulla somministrazione di antinfiammatori, antidolorifici e, se necessario, antibiotici.   

Come guarire da una flogosi?

Per guarire da una flogosi è necessario permettere all’organismo la continua formazione di cellule che rimpiazzino quelle colpite dalla lesione.

Ciò avviene in genere grazie alla stimolazione delle cellule superstiti presenti nella zona lesionata. 

Le cellule si possono dividere in:

  • cellule labili (si moltiplicano continuamente)
  • cellule stabili (con potenzialità di replicarsi)
  • cellule perenni (non si riproducono mai)

In ultima analisi, gli esiti di un processo di flogosi possono essere:

  • necrosi, causata dalla distruzione cellulare
  • non completa eliminazione dell’agente scatenante
  • guarigione

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Argomenti: flogosi flogosi delle ghiandole sudoripare infiammazione
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