Scabbia (malattia): sintomi, diagnosi, cura

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La scabbia è una malattia della pelle, pruriginosa e altamente contagiosa, causata dall’acaro Sarcoptes scabiei, che è in grado di vivere e di riprodursi solo su ospiti a sangue caldo: uomo e animali. Gli acari sono piccoli parassiti (visibili solo al microscopio o con lenti d’ingrandimento) che si insidiano nella pelle causando un prurito intenso, che tende a peggiorare di notte. La femmina dell’acaro penetra nella cute e scava nello spessore dello strato corneo dove depone le uova.

Cosa è la scabbia?

Scabbia | Pazienti.it

La scabbia è una malattia della pelle altamente contagiosa causata da un’infestazione da acari, gli sarcoptes scabiei, i quali provocano prurito. La malattia si trasmette con contatto diretto pelle a pelle.

Il principale sintomo della scabbia è un prurito forte e implacabile. Il contatto sessuale è la forma più comune di trasmissione tra i giovani sessualmente attivi, infatti, la scabbia è considerata da molti una malattia sessualmente trasmissibile. La scabbia provoca degli sfoghi cutanei composti da piccole protuberanze rosse e vesciche, che si manifestano in aree specifiche del corpo. Il trattamento comprende farmaci specifici assunti per via orale o topica.

Gli acari e la scabbia

Gli acari sono piccoli parassiti con otto zampe (diversi dagli insetti che hanno sei zampe). Sono grandi 1 o 3 millimetri e scavano nella pelle, provocando un prurito intenso, che tende a peggiorare di notte. Gli acari della scabbia possono essere osservati con una lente d'ingrandimento o al microscopio. Gli acari della scabbia strisciano, ma non sono in grado di volare o saltare. Sono immobili a temperature inferiori a 20C°, anche se possono sopravvivere per periodi molto lunghi a queste temperature.

L’infestazione da scabbia è registrata in tutto il mondo ed è molto comune. È stato stimato che si verificano ogni anno circa 300 milioni di casi. La scabbia umana esiste, secondo testimonianze, da 2500 anni. La scabbia è stata segnalata in forma epidemica in case di cura, ospedali, cliniche e altre istituzioni.

Come si trasmette la scabbia?

La scabbia è molto contagiosa, il contatto diretto, pelle a pelle, è la principale modalità di trasmissione. Gli acari della scabbia sono molto sensibili all’ambiente. Lontano dall’ospite, in condizioni ambientali standard (temperatura 20 °C), vivono per 24-36 ore.

La trasmissione è molto frequente tra persone appartenenti allo stesso nucleo familiare. Mentre tra gli adulti sessualmente attivi, il contagio avviene prevalentemente per contatto sessuale, tanto da essere considerata da molti una malattia a trasmissione sessuale, al pari di sifilide e gonorrea.

L’ambiente scolastico e le normali relazioni sociali non rappresentano un pericolo, in quanto il livello e l’intensità del contatto personale non giustificano la possibilità di contagio.

Contagio che si riscontra più frequentemente in case di riposo, ospedali, strutture per la lungodegenza e altre istituzioni, dove si verificano (seppur non di frequente) delle vere e proprie epidemie.

Quali sono i sintomi della scabbia?

La scabbia produce degli sfoghi cutanei composti da piccole protuberanze rosse e vesciche, che si manifestano in aree specifiche del corpo.

Queste protuberanze, chiamate papule, possono contenere croste di sangue. È utile sapere che non tutte le papule contengono un insetto. Nella maggior parte dei casi di scabbia che si manifesta negli adulti, anche se sono presenti centinaia di papule, in realtà gli acari all’interno di esse sono solo 10-15.

L'eruzione provocata dalla scabbia è spesso evidente sulla testa, sul viso, sul collo, sulle mani e sulle piante dei piedi nei neonati e nei bambini molto piccoli, ma di solito non negli adulti e nei ragazzi. I manuali, quando descrivono la scabbia, parlano di "cunicoli": si tratta di proiezioni filiformi, che misurano dai 2 ai 15 mm di lunghezza e che appaiono come linee sottili di colore grigio, marrone o rosse nelle zone colpite.

Individuare i cunicoli può essere difficile. Spesso, si scambiano per cunicoli semplici segni di graffi che possono apparire nelle persone affette da qualsiasi malattia che provoca prurito. I sintomi possono non comparire fino a due mesi dopo essere stati infestati dall'acaro della scabbia, ma questo non significa che non si possa diffondere comunque la malattia. Quando i sintomi si manifestano, il segno più comune della scabbia è il prurito insidioso e inarrestabile che, tipicamente, peggiora di notte. Nelle prime settimane, il prurito è lieve e poi diventa via via più intenso fino a quando, dopo un mese o due, dormire diventa quasi impossibile.

Ciò che contraddistingue il prurito provocato della scabbia è il suo essere implacabile. Altre malattie della pelle che provocano prurito, come eczema, orticaria e così via, tendono a dare sintomi che peggiorano e migliorano e che difficilmente impediscono il sonno.

I sintomi della scabbia norvegese

La scabbia norvegese è una grave forma di scabbia descritta per la prima volta in Norvegia. Quasi sempre colpisce le persone con un sistema immunitario compromesso e si osserva più frequentemente negli anziani, nelle persone colpite da deficit mentale o fisico e nei pazienti affetti da AIDS, dea linfoma o da altre malattie che riducono l'efficacia della risposta immunitaria. A causa della scarsa funzionalità del sistema immunitario, un individuo può essere infestato da centinaia o da migliaia di acari.

Le lesioni di questa particolare forma di scabbia sono ampie e possono diffondersi su tutto il corpo. I gomiti, le ginocchia, le mani, il cuoio capelluto e le piante dei piedi sono le aree più colpite. Le unghie possono ispessirsi e scolorirsi. In questa forma di scabbia il prurito può essere lieve o assente. Il pericolo maggiore rappresentato dalla scabbia norvegese è l’infezione che può svilupparsi nelle lesioni.

Chi è colpito dalla scabbia?

Gli anziani nelle case di cura e in ambienti simili possono contrarre la scabbia senza mostrare segni visibili della malattia. In questi casi, ci possono essere delle epidemie diffuse tra i pazienti e gli operatori sanitari. Tali casi sono gravi ma, per fortuna, non comuni.

Qual è il tempo di incubazione della scabbia?

Il periodo di incubazione, dalla contaminazione alla comparsa dei sintomi, va da 2 a 6 settimane per l’infestazione primaria, ma può essere di sole 24-48 ore in caso di reinfestazione.

Come si diagnostica la scabbia?

Solitamente, quando un soggetto manifesta uno sfogo cutaneo (con le caratteristiche sopracitate) accompagnato da prurito intenso si pensa immediatamente alla scabbia.

La diagnosi definitiva però, viene effettuata tramite un esame di laboratorio, l’esame al microscopio di frammenti di tessuto corneo prelevato con un bisturi in corrispondenza di una lesione sospetta che consente la ricerca diretta del parassita e/o delle sue uova.

Come si cura la scabbia?

Curare la scabbia è piuttosto facile grazie alla prescrizione di medicinali scabicidi.
Di seguito, proponiamo una lista di medicinali e indicazioni efficaci per il trattamento della scabbia:

  • La permetrina. L’applicazione di questo antiparassitario viene solitamente ripetuta per sette giorni. Il suo uso è consigliato in soggetti dai 2 mesi d’età in poi. É considerato il trattamento più sicuro ed efficace contro la scabbia.
  • Un trattamento alternativo è l’applicazione di lindano. Se ne sconsiglia l’utilizzo per le seguenti categorie di individui: donne in attesa, persone anziane, persone con dolori alla pelle, bambini con età inferiore a 2 anni o soggetti che pesano meno di 50 kg.
  • L’ivermectina, è un farmaco orale, antiparassitario con effetti scabicidi. Se ne raccomanda un dosaggio di 200 μg per Kg corporeo per una dose singola, seguito da un’altra dose dopo due settimane. L'ivermectina, è un farmaco non molto utilizzato, in quanto ha un’alta tossicità rispetto alla permetrina e non mostra effetti scabicidi migliori.
  • Il crotamitone è un farmaco topico sotto forma di lozione, utilizzato per il trattamento della scabbia dagli adulti e non indicato per i bambini. 
  • 5Gli antistaminici sono invece usati per alleviare il senso di prurito. 
  • Lavare asciugamani e lenzuola in acqua calda, è una delle indicazioni principali per evitare di diffondere tra coabitanti la malattia.
  • Si ricorda che il trattamento va esteso anche a eventuali partner sessuali e familiari, anche se questi non manifestano alcun sintomo.

Dopo una o due settimane di trattamento i sintomi iniziano a regredire. Se questo non accade, la diagnosi di scabbia deve essere messa in dubbio e vanno condotti ulteriori esami per valutare la possibilità che si tratti di una patologia diversa dalla scabbia ma con una sintomatologia simile.

Cosa è l’acaro della scabbia?

L’acaro della scabbia, nome scientifico sarcoptes scabiei, è un artropode parassita dell’uomo e di tutti i mammiferi domestici. Gli artropodi sono tutti quelli animali invertebrati dotati di un esoscheletro esterno contenente chitina. L’acaro della scabbia si nutre di cellule epiteliali, causando per questo la scabbia. E’ un animale notturno e predilige il caldo. E’ dotato di sensori che lo rendono capace di riconoscere l’odore umano ed in grado di muoversi ad una velocità di 2-5 cm /minuto.

A muoversi è soprattutto la femmina che, una volta trovato il maschio, inizia a deporre le uova scavando la sua tana, il cunicolo, che è la lesione tipica della malattia.

E possibile contrarre la scabbia da cani o gatti?

Cani e gatti sono infestati da diversi tipi di acari, noti come zecche, che però non veicolano la diffusione della scabbia umana. Quando gli acari dei cani o dei gatti si posano sulla pelle umana, non riescono a proliferare e producono solo un leggero prurito che svanisce da solo.

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