Effetto placebo: agisce davvero così l’omeopatia?

Pubblicato il 08/01/2018
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Uno studio condotto in Francia dai Laboratoires Boiron, diretto dal dr. Lucien Abenhaïm, ex direttore generale del Dipartimento della Salute francese, ha dimostrato come per il trattamento delle patologie più comuni (infezioni respiratorie, dolori muscolari o alle ossa, disturbi del sonno o dell’umore) il decorso clinico abbia gli stessi risultati se il medico utilizza prodotti omeopatici, rispetto a quando non lo fa, con il vantaggio di una drastica riduzione nei consumi dei medicinali tradizionali e dei loro effetti collaterali. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Medicina omeopatica: lo studio Epi3

Lo studio, denominato Epi3, ha coinvolto un totale di 8559 pazienti (paragonabili sul piano sociologico, così come su quello della gravità delle patologie) in 825 ambulatori di medicina generale, allo scopo di confrontare l’effetto della terapia medica convenzionale, omeopatica e integrata (ossia la commistione di entrambe le metodologie).

Si tratta del più importante studio farmaco-epidemiologico mai realizzato nel campo della medicina generale in Francia, che è stato capace di dimostrare come la percentuale di guarigione tra i campioni sia pressapoco la stessa. Ciò che cambia – secondo i ricercatori – è che con la medicina omeopatica si sono registrati un numero minore di effetti collaterali.
 In particolare, secondo quanto emerso, chi si è rivolto a un medico omeopata ha dimezzato la quantità di antibiotici e antinfiammatori ingeriti, e ridotto così a un terzo l’assunzione di analgesici e benzodiazepine.

Lo studio ha focalizzato il suo interesse su tre tipologie di disturbi, che da sole rappresentano la metà dei motivi per i quali le persone si rivolgono al medico:

  1. Infezioni del tratto respiratorio superiore
  2. Dolori muscoloscheletrici
  3. Disturbi del sonno, ansia e depressione

Ogni paziente, a seguito del consulto, è stato seguito per un intero anno allo scopo di valutare l’evoluzione clinica del disturbo, verificare la tipologia di medicinali assunti e la presenza di eventuali effetti collaterali.

Dall’analisi dei dati raccolti, lo studio Epi3 ha messo in evidenza come non esistano differenze significative in termini di efficacia terapeutica, a seconda che si sia seguito un trattamento completamente allopatico, del tutto omeopatico o misto (allopatico ed omeopatico). Secondo lo studio, i pazienti che hanno seguito una cura omeopatica hanno avviato un processo di guarigione quanto i pazienti curati con i farmaci tradizionali. In più, sempre che vi sia il vantaggio di ridurre il quantitativo di farmaci ingeriti, fattore che diminuisce anche il rischio potenziale di effetti collaterali.

In particolare, nel gruppo di pazienti affetti da infezioni delle vie respiratorie (518 pazienti), il decorso clinico è del tutto analogo. Tuttavia, i pazienti trattati con rimedi omeopatici o trattamenti misti hanno assunto il 57% in meno di antibiotici.

I 1.153 pazienti con dolori muscoloscheletrici, invece, trattati da medici omeopati e medici con pratica mista hanno ridotto di quasi la metà il consumo di antinfiammatori e di due terzi (il 67% in meno) quello di analgesici, a parità di risultati terapeutici.

I pazienti affetti da disturbi del sonno, ansia e depressione (710 soggetti) curati con rimedi omeopatici o misti hanno consumato il 71% in meno di benzodiazepine. Il ridotto consumo di psicofarmaci, antibiotici e antinfiammatori non steroidei, dovuto alle scelte terapeutiche dei medici omeopati, secondo quanto stimato dal gruppo di ricercatori coordinato dal dr. Lucien Abenhaïm, offrirebbe anche dei vantaggi in termini di spesa sanitaria pubblica, un risparmio di circa il 20% rispetto all’uso dei farmaci tradizionali.

L’omeopatia ha solo un effetto placebo?

Lo studio Epi3, dalle parole dei ricercatori, dimostra che l’omeopatia sia ben lontana dall’essere efficace solo per un mero effetto placebo. Il placebo è una sostanza, oppure un trattamento, che non ha nessuna reale capacità farmacologica o terapeutica ma che viene presentata deliberatamente alla persona come fosse un medicinale.

L’effetto placebo dunque si riferisce a colui che, ricevendo a sua insaputa un placebo, ottiene comunque un miglioramento delle condizioni rispetto a una specifica patologia o un sintomo. Secondo quando emerso dallo studio Epi3 non trova riscontro la credenza che l’omeopatia sarebbe inefficace, risultato dell’effetto placebo o addirittura una perdita di opportunità terapeutica.

I medici che hanno partecipato allo studio erano infatti liberi di prescrivere farmaci allopatici, solo omeopatici o entrambi, a seconda della diagnosi, delle condizioni del paziente e delle abitudini prescrittive del medico e dell’opportunità terapeutica ritenuta migliore per la salute del paziente. 
Il risultato principale della ricerca è quello di confermare l’efficacia dei trattamenti omeopatici, con qualche minima differenza, a volta a favore della medicina tradizionale, a volte a favore dell’omeopatia o ancora dei trattamenti misti. 
Secondo i Laboratoires Boiron, è un dato di fatto: l’omeopatia ha una effettiva valenza terapeutica, ora convalidata dai dati raccolti. Attenzione, però: la scelta di uno e dell’altro trattamento non deve mai essere casuale ma ben indirizzata dal proprio medico di fiducia, e solo per le cosiddette patologie comuni.

E voi cosa ne pensate dei risultati di questa ricerca? Credete nell’efficacia dei rimedi omeopatici?

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Martina Valizzone
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Categoria: Salute

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