Ma gli antidepressivi funzionano davvero oppure no?

Ma gli antidepressivi funzionano davvero oppure no?

Recentemente, si è riaperto il dibattito scientifico riguardante l’efficacia degli antidepressivi.

La domanda che in molti si pongono, soprattutto tra i pazienti pazienti, riguarda appunto la reale efficacia degli antidepressivi nel combattere la depressione. Cerchiamo di capirne di più.

Depressione: c’è chi dice che i farmaci non curino la depressione

La depressione può essere considerata come uno dei principali problemi dell’era moderna. Ne soffrono circa 350 milioni di persone nel mondo, e i numeri di questa epidemia sembrano destinati a crescere, probabilmente a causa dell’aumento e dell’invecchiamento della popolazione.

Uno dei principali fautori del dibattito a proposito di antidepressivi è Johann Hari, scrittore inglese che ha recentemente pubblicato un libro di grande successo dal titolo “Connessioni perdute: alla scoperta delle vere cause della depressione e le sue insospettabili soluzioni”. Hari, in particolare, tratta gli antidepressivi dal punto di vista del paziente, avendo lui stesso assunto questi farmaci per ben 13 anni, iniziando i primi trattamenti già in età adolescenziale.

Il libro, come lui stesso racconta, nasce dal tentativo di trovare una risposta ad alcune delle tante domande che lo hanno perseguitato per anni: quali sono le vere cause della depressione e perché – a suo dire – gli antidepressivi non curano la depressione? 

Il libro sostiene l’ipotesi che gli antidepressivi siano per lo più inefficaci: questo perché, ancora oggi, non si conoscono del tutto i meccanismi fisiologici alla base della depressione.

«Dire alle persone, come dissero a me molti anni fa, che la depressione è provocata da problemi all’equilibrio chimico del cervello è assolutamente falso – ha dichiarato Hari nel corso di un’intervista rilasciata al The GuardianQuesta assunto impedisce alle persone di cercare e quindi trovare la vera causa della loro depressione. Tale meccanismo va avanti da 35 anni e ogni anno che passa i tassi di depressione e ansia continuano ad aumentare a livello epidemico”.

La posizione di Hari ha suscitato non poche polemiche fra gli addetti ai lavori, allarmati dalle possibili conseguenze di simili affermazioni sui pazienti che potrebbero, sulla spinta delle idee esposte nel libro, decidere di sospendere i farmaci senza consultare il proprio medico, non credendo più nella loro efficacia. 
Senza ombra di dubbio questo libro ha proposto una questione molto interessate ed ha toccato un nervo scoperto della psichiatria moderna. Ma qual è la verità? Gli antidepressivi funzionano oppure no?

La scienza ribalta le posizioni di Hari: gli antidepressivi funzionano

A porre fine alla questione, almeno per il momento, sembra essere stata la pubblicazione sulla rivista scientifica The Lancet di uno studio condotto dall’Università di Oxford.

La ricerca, coordinata dal dr. Andrea Cipriani, ha analizzato i dati di 522 studi, pubblicati e non, che hanno visto la partecipazione di ben 116.477 persone. Secondo il team di ricercatori dell’Università di Oxford gli antidepressivi più comunemente prescritti hanno dimostrato di avere un’efficacia di gran lunga superiore rispetto a quella del placebo.

Secondo Cipriani, «Questo studio è la risposta definitiva a una controversia di lunga data sugli antidepressivi. Abbiamo scoperto che gli antidepressivi più comuni sono efficaci nei casi di depressione da moderata a grave, e penso che questa sia un’ottima notizia sia per pazienti che medici».

Il dr. Carmine Pariante, portavoce del Royal College of Psychiatrists in Inghilterra, ha sottolineato che lo studio «mette fine a tutte le polemiche sugli antidepressivi, mostrando chiaramente che questi farmaci aiutano a migliorare il tono dell’umore nella maggior parte delle persone affette da depressione».

Malgrado questi risultati, il dibattito per alcuni sembra rimanere aperto: nonostante ne sia stata dimostrata l’efficacia, nessuno studio sembra – almeno fino ad oggi – sembra essere stato in grado di chiarire il funzionamento degli antidepressivi e la loro azione sul nostro cervello.

Sappiamo con certezza che la maggior parte degli antidepressivi inclusi nello studio appartengono alla classe di farmaci definita come SSRI, ovvero farmaci inibitori della ricaptazione selettiva della serotonina. Questa classe agisce aumentando i livelli di serotonina e migliorando l’umore. Ma sapere che gli antidepressivi hanno questo effetto non spiega comunque come riescano ad alleviare i sintomi della depressione. Così come ancora non è del tutto chiaro perché gli antidepressivi incrementano l’attività dei neurotrasmettitori quasi immediatamente, ma gli effetti terapeutici di solito siano avvertiti dai pazienti diverse settimane dopo l’inizio del trattamento.

Queste e altre perplessità sembrano mantenere il dibattito sugli antidepressivi ancora aperto.

 Anche i ricercatori di Oxford, consci dello stato dell’arte sulla ricerca a proposito di queste molecole, hanno precisato che sono necessarie ulteriori e più recenti ricerche che spieghino il funzionamento degli antidepressivi per porre definitivamente fine alla questione. Non ci resta che aspettare e avere fiducia nel progresso della ricerca in questo campo.

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