Alessia Di Nardo
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Come gestire la rabbia

Pubblicato il 24/06/2016
Come gestire la rabbia | Pazienti.it

Quante volte capita di essere davvero arrabbiati per un motivo qualsiasi? “Beh, praticamente sempre”, direte voi! Esatto!

Tra l’altro, ognuno di noi affronta la rabbia in modo diverso: c’è chi urla, chi piange, chi tiene tutto dentro, e così via. Ma tutti, di continuo, ci lasciamo prendere da questo sentimento.

Rabbia: negativa o positiva?

Ryan Martin, presidente del dipartimento di psicologia dell’Università del Wisconsin-Green Bay, ritiene che lo stile di vita moderno abbia generato un continuo stato di stress al quale siamo sottoposti.

Si pensa che la rabbia indichi qualcosa di negativo; in realtà, è una prima risposta di protezione a emozioni come la paura e il dolore. Infatti, come spiega Veronica Rojas, psichiatra di Ridgewood, quando si avverte un senso di minaccia, la nostra amigdala, la parte del cosiddetto encefalo umano che gestisce le emozioni basiche, provoca un rilascio di adrenalina e ormoni dello stress. La nostra energia aumenta, le nostre espressioni e i nostri pensieri non riescono a concentrarsi su altro e, così, nel giro di pochi secondi, lo scoppio iniziale di paura o dolore diventa rabbia e il cervello analizza la minaccia.

Proprio per questo, la rabbia viene definita “emozione secondaria”, perché non si verifica da sola, ma è il modo che il nostro cervello ha di creare un meccanismo di protezione per uscire da una situazione vulnerabile.

La rabbia è un modo per dirci qualcosa riguardo la nostra vita, la nostra mente, il nostro corpo, ecc…

Se siamo sottoposti a sensazioni continue di fastidio, il nostro corpo si trova in una condizione di stress prolungato, che lo rende più incline a contrarre malattie, perché interferisce con la capacità del sistema immunitario di regolare le infiammazioni.

Più è alto il livello di stress, più un problema che, altrimenti, sembrerebbe minore, potrebbe essere ingigantito. Infatti, la rabbia è considerata un’emozione virale, più contagiosa della gioia e della tristezza.

Fa bene reprimere la rabbia?

Tenere tutto dentro non è un bene, perché, come suggerisce Matthew J. Zawadzi, il semplice fatto di pensare al motivo che ha scatenato l’ira, anche risalente a molto tempo prima, aumenta la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna.

Uno studio del Journal of Abnormal Psychology, ha dimostrato che reprimere la rabbia, può contribuire a soffrire di ansia e depressione. Infatti, la dottoressa Rojas ha detto che, spesso, i suoi pazienti affetti da tali disturbi, hanno dentro di loro, una rabbia radicata da anni.

Secondo Mary Coussons, professoressa di psicologia all’Università del Colorado, lo stesso può valere per disturbi quali la pressione alta, la sindrome dell’intestino irritabile o altre malattie croniche, ognuna delle quali viene aggravata da elevati livelli di stress. A conferma di ciò, si aggiunge anche uno studio dell’Università del Michigan che ha dimostrato che le coppie che sopprimono la rabbia, hanno un maggiore rischio di morte prematura, rispetto a quelle che la esprimono.

Ma attenzione, ciò non implica che sia giusta litigare di continuo, perché recenti ricerche dell’European Heart Journal hanno mostrato che, nelle due ore successive a una lite furiosa, il rischio di attacco di cuore è più forte.

Quindi, cosa fare?

Ricordate che la rabbia è un segnale che indica di affrontare qualcosa e il conflitto è salutare solo se si cerca di capire cosa non vada e di fare qualcosa al riguardo. Per cui, è opportuno osservare le sensazioni che il nostro corpo prova quando ci arrabbiamo, senza sopprimerle. E’ utile rilassare le spalle e respirare profondamente in modo che la mente si calmi, o anche fare una passeggiata, o, come suggerisce la dottoressa Rojas, bagnare i polsi o cantare una canzone che ha un effetto calmante.

In questo modo, si raggiunge la chiarezza necessaria a risolvere problemi, anche, ad esempio, ponendosi domande sull’accaduto, valutando gli eventi, il contesto e cercando di capire cosa abbia spinto l’altra persona a farci un’azione del genere. Poi si può giungere a un dialogo costruttivo, per evitare la sensazione di impotenza, che potrebbe causare ansia o depressione.

Qualche consiglio in più…

E’ importante evitare che la fase iniziale, la “pre-rabbia”, diventi rabbia completa.

Ecco come si può fare.

  1. evitare, su Facebook, i post di quelle persone che danno sempre notizie scadenti, che ci fanno innervosire;
  2. mangiare alimenti che contribuiscono a mantenere un buon livello di zucchero nel sangue e l’umore in equilibrio;
  3. ordinare la propria scrivania o i propri spazi, perché contribuisce a trasmettere una sensazione di calma;
  4. dedicarsi a una cosa alla volta, perché gli studi evidenziano che il multi-tasking rende meno efficienti.

Quindi, la rabbia non è per forza una cosa negativa, anzi, può essere utile ad affrontare alcune situazioni che ci fanno stare male, ma dobbiamo imparare a gestirla bene, per non lasciare che prenda il sopravvento sulle nostre emozioni.

 

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Alessia Di Nardo
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La scrittura è la mia più grande passione. Lavorare come web editor per Pazienti.it è un’opportunità per unire questa passione all'utilità di comunicare alla gente messaggi di salute. Sono convinta che diffondere informazioni utili aiuti le persone a stare meglio!

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