Diabetici, attenzione agli occhi: i rischi (e le complicanze) dell’edema maculare

Diabetici, attenzione agli occhi: i rischi (e le complicanze) dell’edema maculare

Secondo i numeri diffusi da Cittadinanza Attiva, solo in Italia sono circa 200 mila le persone affette da edema maculare diabetico. Si tratta della complicanza oculare più diffusa nei pazienti che soffrono di diabete e, soprattutto, parliamo della principale causa di perdita della vista nella popolazione con età compresa tra i 20 e i 64 anni.

Cerchiamo di capirne di più.

Edema maculare diabetico: la principale complicanza del diabete

Come se non bastasse, il diabete di tipo 1 e 2 – oltre ad aumentare il rischio cardiovascolare del paziente, dando origine a numerose altre problematiche – può causare danni ai piccoli vasi sanguini presenti nella retina, andando a determinare la comparsa dell’edema della retina. Purtroppo, però, almeno in una prima fase, questa complicanze appare in modo totalmente asintomatico, causando solo lievi danni di visione. È solo in un secondo momento che si verifica una perdita sostanziale della vista, che può arrivare fino alla cecità.

«L’edema maculare diabetico si manifesta con un calo progressivo della vista e una visione deformata (immagini ondulate, aree sfocate, macchie scure, alterazione dei colori), che impediscono lo svolgimento delle principali attività quotidiane – spiega il Prof. Francesco Bandello, Direttore Clinica Oculistica Università Vita-Salute, Istituto Scientifico San Raffaele, Milano e Responsabile Scientifico del Congresso “Edema Maculare Diabetico: quando una complicanza diventa patologia”  – Una patologia sottostimata se si considera che oggi molti pazienti con diabete non sanno di avere questa complicanza e non sono pertanto stati diagnosticati».

Nonostante spesso passi inosservata, questa patologia colpisce circa il 30% della popolazione diabetica. Essendo altamente prevedibile, la chiave per evitarne la comparsa sta sicuramente nella prevenzione – e, ovviamente, in una corretta diagnosi. Non è un caso che chi soffre di diabete debba sottoporsi, almeno ogni due anni, a screening per valutare la presenza di retinopatia diabetica, per poter intervenire nel modo più consono e tempestivo possibile. Tuttavia, almeno secondo il Rapporto ARNO 2018, le cose non vanno propriamente così. Sembra infatti che solo l’8,6% dei pazienti con diabete si sia sottoposto a un controllo della retina negli ultimi 12 mesi.

«L’emergenza Diabete, pur sottolineata sempre più spesso negli ultimi anni, non sembra tuttavia suscitare nell’opinione pubblica il necessario allarme che induca migliori e corretti comportamenti e stili di vita in grado di prevenire e curare il diabete di tipo 2 , cioè quello più diffuso nella popolazione italiana e mondiale – ha affermato Tamara Grilli, Consigliere Nazionale FAND (Associazione Italiana Diabetici) e Coordinatrice FAND Lombardia – La vista è forse il bene più prezioso e insostituibile e la sua perdita è irrimediabile: occorre dunque una vigorosa sinergia fra medici e pazienti, per recuperare una qualità di vita dignitosa per la persona e per i familiari e per la società tutta».

Verso un nuovo trattamento

Per decenni, il trattamento laser fotocoagulativo ha rappresentato l’unica terapia possibile ed efficace per la cura dell’edema maculare diabetico.

Oggi esistono fortunatamente nuove strategie laser, meno invasive e con tecnologie ad alta precisione. Esistono ovviamente anche terapie farmacologiche, capaci di tenere sotto controllo l’edema, tramite la somministrazione di ripetute iniezioni intravitreali.

La cadenza mensile dei trattamenti, però, spesso induce i pazienti a tralasciare le cure. Di recente, la disponibilità di desametasone, un trattamento specifico per l’edema che agisce in maniera mirata sull’infiammazione, ha inciso significativamente sulla frequenza delle somministrazioni – diminuendole – dunque sulla qualità di vita dei pazienti.

«In uno scenario così complesso, novità nelle diverse opzioni di trattamento dell’edema maculare diabetico rappresentano un grande avanzamento scientifico sia per la classe medica sia per i pazienti – conclude il Prof. BandelloOggi è disponibile un trattamento specifico per curare l’edema maculare diabetico a partire dall’infiammazione che ne è la causa. Si tratta di un farmaco cortisonico (a base di desametasone) a lento rilascio, che viene iniettato nella cavità vitreale: il principio attivo si disperde gradualmente nel vitreo, rimanendovi per diversi mesi. Questo rende necessaria soltanto una iniezione ogni 6 mesi, con grande vantaggio per il paziente».

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