Diarrea, la parola all’esperto: dalla ricerca delle cause all’alimentazione corretta

Pubblicato il 06/11/2017
Diarrea, la parola all’esperto: dalla ricerca delle cause all’alimentazione corretta | Pazienti.it

aDr.ssa Valentina Fratoni, specialista in nutrizione


Oggi è già la terza volta che corri in bagno e la consistenza delle tue feci è eccessivamente liquida? Purtroppo, la diarrea ha colpito anche te.

Come ben saprete, la diarrea non è una vera e propria malattia, bensì un sintomo aspecifico comune a molte patologie, perlopiù gastrointestinali. Ma non solo: questo problema può essere associato a condizioni non patologiche, legate a intolleranze alimentari, oppure a un banale stress.

La diarrea si accompagna a uno stimolo continuo a evacuare, anche in assenza di materiale fecale: in queste specifiche situazioni, si è in presenza del cosiddetto tenesmo rettale.

In altre condizioni, invece, la diarrea si complica, sino a causare l’evacuazione di liquidi senza caratteristiche fecali (come acqua, muco o sangue): in queste situazioni, si è in preda a un vero e proprio episodio di dissenteria. Purtroppo, sebbene spesso sia considerata come un disturbo di poco conto, nei Paesi in via di sviluppo la diarrea causa ancora molte morti, soprattutto tra i più piccoli.

Nonostante ciò, ricordiamo che la diarrea rappresenta una sorta di risposta difensiva dell’organismo: le scariche diarroiche, infatti, aiutano il nostro corpo a eliminare i microrganismi patogeni, come tossine e sostanze irritanti.

Attenzione, però. Prima di ricorrere a qualsiasi rimedio – sia farmacologico sia naturale – è bene capire le cause della diarrea, consultando sempre il proprio medico curante.

Cerchiamo di capirne di più insieme al dr.ssa Valentina Fratoni, specialista in nutrizione.

Non tutti gli episodi di diarrea sono uguali: quali sono le diverse tipologie?

In primo luogo, è bene controllare la frequenza della diarrea, per poter capire di quale tipologia si tratta. In particolare, quando l’andamento è ciclico e si verificano episodi molto vicini tra loro, si è in presenza di una diarrea ricorrente. Se il disturbo dura più di due settimane, siano dinnanzi a un disturbo acuto. Se, invece, gli episodi di protraggono per più di venti giorni, si ha diarrea cronica.

Entrando ancor più nello specifico, ricordiamo che esistono quattro tipi di diarrea, che si caratterizzano per i diversi meccanismi fisiopatologici che vi sono alla base:

 

  • Diarrea osmotica – Questa tipologia compare laddove siano presenti nel lume intestinale soluti non assorbili che, per un meccanismo osmotico, richiamano liquidi (acqua): ciò determina un aumento della quantità di feci, con una diminuzione della sua consistenza. In questi casi, i liquidi rappresentano degli elementi della dieta non digeriti o mal assorbiti. Non sono rari i casi in cui questi elementi siano componenti di farmaci. Generalmente, questo tipo di diarrea si arresta con il digiuno.
  • Diarrea secretoria – È causata da una aumentata secrezione di liquidi ed elettroliti da parte della mucosa enterica. Generalmente, i responsabili di questo problema sono infezioni oppure intossicazioni alimentari. Non è da escludersi, però, che la causa sia da ricercarsi nella presenza di tumori intestinali ormonosecernenti, del morbo di Crohn, di enteriti batteriche o virali, da coliti ulcerose o da alcuni tipi di lassativi. In questi casi, le feci contengono anche acqua, oppure sangue e pus. Questo tipo di diarrea, a differenza di quella osmotica, persiste anche con il digiuno.
  • Diarrea da alterazione della motilità intestinale – È determinata da una alterazione della mobilità e della velocità del transito intestinale, noto anche come iperperistaltismo. Questo fenomeno genera un cattivo assorbimento dell’acqua e delle sostanze nutritive, generando diarrea. Non è raro che questo fenomeno sia associato a disturbi come il colon irritabile, la diverticolite, il diabete e, ancora, l’ipertiroidismo.
  • Diarrea infiammatoria – L’esistenza di lesioni ulcerative o infiammatorie della mucosa intestinale può modificare la permeabiltà all’acqua, oltre a causare la perdita di muco, di sangue e di proteine nel lume. Questo tipo di diarrea è strettamente associato a quella secretoria: spesso, infatti, vi è una sovrapposizione di queste due forme.

Quali sono le cause della diarrea?

Come abbiamo accennato, le diverse tipologie di diarrea sono legate a diverse cause. In molti casi, i responsabili sono virus, batteri e parassiti. I colpevoli più comuni includono: Campilobacter, Salmonella, Shigella, Rotavirus, virus di Norwalk, Citomegalovirus, Herpes simplex e virus dell’epatite virale.

La famosa diarrea del viaggiatore (DDV), ad esempio, è causata da Campylobacter Jejuni che, in presenza di cattive norme igieniche, può contaminare cibi e acqua.

Le cause della diarrea

Riproduzione 3D del batterio responsabile della diarrea del viaggiatore, il Campylobacter Jejuni.

In altri casi, i disturbi legati a questo sintomo possono essere molto più seri. Tra questi:

  • Colon irritabile
  • Diabete
  • Intolleranze e/o allergie alimentari
  • Linfomi o carcinomi intestinali
  • Lesioni anatomiche
  • Ipertiroidismo
  • Insufficienza mesenterica
  • Farmaci

Insomma, il vostro medico saprà aiutarvi, indagando al meglio le cause della diarrea, soprattutto quando è associata ad altri sintomi, come febbre, nausea, crampi e dolore addominale.

Come? Ecco gli esami che, generalmente, potranno esservi prescritti:

  • Esami delle feci, per verificare la presenza di batteri, parassiti o eventuali segnali di infezione.
  • Digiuno, per capire se la causa è legata a una intolleranza alimentare al lattosio, ai carboidrati o al frumento.
  • Esami del sangue, necessari per escludere o confermare la presenza di serie patologie.
  • Colonscopia, per visualizzare il colon.
  • Sigmoidoscopia, per indagare lo stato del retto e del colon.
  • Scintigrafia, per esseri certi che la diarrea non sia imputabile a una anomalia strutturale.

Prima di recarvi dal medico – a meno di situazioni di evidente emergenza – si consiglia di tenere controllate le proprie abitudini alimentari, così come il proprio stato di salute generale: l’esperto, infatti, prima di procedere con esami più approfonditi vi interrogherà sulla vostra storia clinica. Fate, inoltre, sempre attenzioni al colore delle feci. Feci nere, ad esempio, possono essere sintomo di un disturbo ben più grave.

Quali sono i pericoli della dissenteria o del tenesmo rettale?

Purtroppo, una delle più gravi complicanze della diarrea – così come della dissenteria – è la tanto temuta disidratazione. In questi casi, il corpo ha eliminato troppo liquidi ed elettroliti, non funzionando più nel modo corretto.

Come ovvio, la disidratazione diviene molto pericolosa per gli anziani e per i bambini, che necessitano trattamenti e cure tempestive. Riconoscere i sintomi della disidratazione è abbastanza semplice. Questa, infatti, si manifesta con una sete evidente, con stanchezza, spossatezza e pelle secca. Le urine, sebbene molto rare, si presentano invece di colore scuro.

Qual è la dieta per la diarrea? Quali sono i cibi sì e quelli no?

Anche in caso di diarrea è opportuno seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, seguendo poche e semplici regole. Ecco i cibi consigliati per soffre di diarrea:

  • Pane bianco tostato
  • Pane bianco senza mollica
  • Fette biscottate
  • Pasta da farina bianca 00
  • Riso
  • Semolino

Anche i prodotti di origine animale sono ammessi nella dieta per la diarrea:

  • Carni magre (manzo, pollame, vitello eccetera)
  • Pesce lesso o ai ferri
  • Formaggi freschi o non fermentati (crescenza, mozzarella, robiola)
  • Uova in camicia o sode
  • Bresaola
  • Prosciutto sgrassato (cotto o crudo)

Tra la frutta e la verdura, è bene scegliere:

  • Carote
  • Lattuga
  • Patate
  • Spinaci (meglio verdure cotte)
  • Albicocche
  • Ananas
  • Banana
  • Limone
  • Mele
  • Pesche
  • Pompelmo

Per quanto riguarda i condimenti, è opportuno utilizzare soltanto olio di oliva extravergine a crudo, evitando di impiegare burro o strutto.

Ecco, invece i cibi no per la dieta per la diarrea. Sono sconsigliati, in generale, tutti gli alimenti ricchi di fibre poiché accelerano il transito e lo svuotamento intestinale. Dunque è bene evitare:

  • Pane integrale
  • Mollica di pane bianco
  • Alimenti a base di farine integrali

Scegliete ortaggi e verdure crudi, come:

  • Broccoli
  • Carciofi
  • Cavoli
  • Ceci
  • Cime di rapa
  • Cipolla
  • Fagioli
  • Fave
  • Lenticchie
  • Piselli
  • Ravanelli
  • Sedano

Tra gli alimenti per chi soffre di diarrea, sono da evitare anche i cibi troppo grassi: le fritture, le creme, salumi piccanti e insaccati, lardo, pancetta, strutto, cachi, cocco, datteri, fragole, fichi, frutta secca, lamponi, mandorle, more, nocciole, noci, pinoli, pere, prugne, ribes, uva, dolciumi troppo elaborati a base di creme, e cioccolato.

Come comportarsi in caso di disidratazione?

Per non incorrere nel pericolo della disidratazione, è bene prediligere l’assunzione di liquidi isotonici o blandamente ipotonici che vengono assorbiti con maggiore facilità ristabilendo il naturale equilibrio salino.

Si può preparare una sana e gustosa bevanda reidratante o aggiungendo a un bicchiere di acqua naturale un integratore salino in polvere rispettando i dosaggi riportati in etichetta oppure miscelando cinque cucchiai di zucchero per ogni litro di acqua ed aggiungendovi un pizzico di sale (1g) e 100 ml di succo d’arancia concentrato. La bevanda idratante va consumata con gradualità a temperatura ambiente nell’arco della giornata.

Durante i pasti è meglio prediligere il consumo di alimenti che contengono una discreta concentrazione d’acqua evitando di bere a tavola, in modo da non stressare troppo l’apparato digerente.

Come riequilibrare la flora intestinale dopo episodi di diarrea?

Riequilibrare la flora batterica è davvero importante dopo la presenza di episodi diarroici o di dissenteria. Un rimedio indispensabile è rappresentato dai probiotici, ovvero batteri vivi e attivi capaci di ricostituire e rinforzare la flora batterica intestinale che con la diarrea ha subito un impoverimento.

Ovviamente oltre che ai probiotici è importante fornire all’intestino anche i prebiotici, ovvero i nutrienti necessari alla popolazione batterica intestinale per crescere e sopravvivere, rappresentata dalla fibra solubile.

I probiotici si possono trovare, in forma liofilizzata, in molti preparati farmaceutici facili da assumere; ma sono presenti anche in alcuni alimenti nei quali si è verificato un processo di fermentazione naturale.

Fra gli alimenti ricchi di probiotici ricordiamo lo yogurt e il kefir (fungo vivo che va conservato a contatto con il latte, attraverso cui innesca un processo fermentativo dal quale se ne ricava una bevanda ricca di fermenti vivi).

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