Esami del sangue: i valori che indicano che soffriamo di ansia e paura

Esami del sangue: i valori che indicano che soffriamo di ansia e paura

Sappiamo molto bene che l’ansia, così come le depressione e la paura, è caratterizzata da una una serie di sintomi ben definiti.

Mancanza di energie, alterazioni del sonno e dell’appetito, battiti cardiaci accelerati, riduzione della libido, spossatezza, agitazione e sensi di colpa assolutamente immotivati: sono proprio questi i campanelli di allarme che tentano di avvertici che il nostro equilibrio emotivo non è del tutto in salute.

Spesso, però, la diagnosi dei disturbi del tono dell’umore non è affatto semplice, basandosi perlopiù sull’osservazione dei sintomi riportati dal paziente. Una ricerca pubblicata su Translational Psychiatry sembra, però, poter cambiare le carte in tavola. Pare, infatti, che nei prossimi anni la depressione potrà essere diagnosticata tramite un semplice esame del sangue, che permetterà – di conseguenza – una terapia specifica, personalizzata e quindi efficace. Vediamo di cosa si tratta.

Analisi del sangue per la depressione

Insomma, riuscire a individuare la depressione attraverso un’analisi del sangue potrebbe rappresentare una vera rivoluzione nel campo della diagnostica.

La ricerca, condotta dalla scuola di medicina del Northwestern University Feinberg, ha individuato 9 molecole di Rna (conosciuto anche come l’acido ribonucleico, un polimero organico simile al Dna) che, se presenti nel sangue in particolari concentrazioni, potrebbero attestare la presenza di alcuni disturbi del tono dell’umore.

Insomma, identificare questo genere di patologie tramite un dato quantitativo (e obiettivo!) potrebbe rappresentare davvero una svolta nel campo della psicologia e della psichiatria. Non solo per la diagnosi ma anche, e soprattutto, per ciò che riguarda la cura. I ricercatori, infatti, attraverso l’analisi del sangue di 64 volontari – 32 dei quali clinicamente depressi – hanno misurato una differente concentrazione di nove molecole, che andavano calando nei soggetti sottoposti a psicoterapia. Come se non bastasse, sembra che tali concentrazioni variassero persino nei soggetti a rischio di sviluppare ansia e depressione, anche in assenza di eventuali episodi di manifestazione della patologia.

C’è poco da aggiungere. Se davvero, grazie a un semplice prelievo, saremo in grado di eseguire un’analisi di depressione, il salto qualitativo in ambito della salute mentale potrebbe essere davvero enorme. E le ricadute vantaggiose per tutti, se solo si pensa che stando ai dati dell’Organizzazione Mondiale di Sanità, la depressione è seconda solo alla HIV come causa di invalidità permanente. 

Esami del sangue: quando sono utili per escludere la depressione e l’ansia

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Sono molte le patologie che presentano una sintomatologia a tratti simile a quella che caratterizza gli stati depressivi e ansiogeni.

Non è raro, infatti, che una volta presentati determinati sintomi al vostro medico di fiducia, vi siano prescritti eventuali esami del sangue di routine per escludere la presenza di alcune patologie, e confermare (o meno) una diagnosi di depressione. In particolare:

  • Emocromo – Può rilevare la presenza di malattie, come l’anemia o di eventuali infezioni che, tra le altre cose, presentano sintomi molto simili a quelli delle sindromi depressive.
  • Esami della tiroide – Come sappiamo, quando la ghiandola tiroidea smette di funzionare correttamente, sono i nostri ormoni a risentirne in modo particolare, provocando alterazioni sensibili del tono dell’umore (e non solo).
  • Glicemia – Quando si è in presenza di stati simil depressivi, è necessario escludere la presenza del diabete: sembra, infatti, che l’incidenza delle due patologie in correlazione sia molto alta.
  • Misurazione dell’acido folico e della vitamina B 12 – Una loro carenza, combinata o meno, può essere un campanello di allarme per l’anemia perniciosa che sappiamo essere la causa di una sintomatologia spesso caratterizzata da stanchezza e similari.

Insomma, se stanchezza, sbalzi di umore e cuore in fibrillazione tormentano la vostra quotidianità, provate a eseguire un semplice esame del sangue, in attesa che le ricerche portate avanti dal Northwestern University Feinberg si rivelino davvero efficaci.

FONTE:  http://www.nature.com/tp/journal/v4/n9/abs/tp201466a.html
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