Rinite allergica: l’immunoterapia potrebbe davvero risolvere il problema?

Pubblicato il 07/02/2018
Rinite allergica: l’immunoterapia potrebbe davvero risolvere il problema? | Pazienti.it

Sembra che l’efficacia dell’immunoterapia utilizzata nel trattamento della rinite allergica sia legata a filo doppio con la durata delle cure.

In altre parole, iniezioni e pillole a base di estratti di pollini “guariscono” le allergie in maniera durevole, solo se il ciclo di cure viene protratto per tre anni.

Questo concetto viene rimarcato e suggerito dai risultati di uno studio che aveva il fine opposto, ovvero dimostrare che l’immunoterapia per la rinite allergica sfruttata per tempi più brevi rispetto alle più moderne indicazioni – quindi della durata di due anni rispetto ai tre previsti – sarebbe stata comunque efficace e meno costosa. Vediamo di cosa si tratta.

Immunoterapia e allergia: ecco il legame

Secondo lo studio, condotto dal team del dr. Stephen Durham, direttore della Sezione di asma e immunologia al National Heart and Lung Institute di Londra, l’immunoterapia, ovvero quel trattamento che mira alla rieducazione del sistema immunitario al fine di evitare reazioni esagerate rispetto all’esposizione ai pollini, è molto efficace e libera dai sintomi delle allergie stagionali o oculo-riniti allergiche per tempi lunghi, ma solo se la terapia dura almeno tre anni.

In particolare, la ricerca, pubblicata sul Journal of the American Medical Association, ha preso in esame circa cento volontari con rinite allergica da pollini o febbre da fieno. Inoltre, coloro che hanno partecipato hanno assunto per due anni una immunoterapia o un placebo.

L’immunoterapia utilizzata nel corso dello studio era di tipo iniettivo, somministrata ogni due settimane, o di tipo orale, assunta mediante una pillola formulata con un estratto pollinico.

Dai risultati dello studio, si evince come dopo due anni di immunoterapia i sintomi delle allergie fossero molto migliorati, con un incremento relativo alla qualità della vita. Tuttavia, dopo un altro anno, gli effetti benefici dell’immunoterapia erano spariti e i soggetti allergici mostravano nuovamente i medesimi sintomi dei componenti del gruppo non sottoposto ad immunoterapia e a cui veniva somministrato il placebo.

Quindi, la ricerca mostra come il protocollo per risultare efficace anche nel tempo debba durare necessariamente a lungo. Nel corso dei tre anni di terapia, si viene esposti a dosi progressivamente crescenti di estratti di polline e ciò consente, secondo studi precedenti, la remissione dei sintomi legati all’allergia in modo evidente e durevole poiché la rinite allergica sparisce per anni. Dopo due anni di intervento i sintomi sono molto migliorati e tutti i trattati hanno riferito effetti positivi sulla qualità della vita. Tuttavia, a un anno di distanza gli allergici erano tornati alla situazione di partenza, con sintomi paragonabili al gruppo non sottoposto a immunoterapia.

Rinite allergica: facciamo il punto

La rinite allergica è una patologia caratterizzata da un’infiammazione delle mucose nasali scatenata dall’esposizione a una sostanza (allergene) a cui il sistema immunitario delle persone allergiche reagisce in modo improprio.

Per comprendere l’importanza dei risultati dell’immunoterapia, è sufficiente ricordare che i sintomi dell’oculo-rinite allergica possono ridurre la qualità di vita dei pazienti compromettendo il riposo ma anche il lavoro o il rendimento scolastico per alcuni mesi all’anno.

I principali sintomi della rinite allergica sono rappresentati da:

  • Congestione nasale
  • Rinorrea (naso che cola)
  • Prurito intranasale
  • Starnuti

In taluni casi, si possono registrare mal di testa, riduzione dell’olfatto e sintomi oculari, con una eccessiva lacrimazione, prurito agli occhi e arrossamento degli stessi.

Ma come curare la rinite allergica? Normalmente, la cura principale della rinite allergica consiste nel trattamento con farmaci antistaminici. Tuttavia, in casi con sintomi più gravi, alcuni pazienti non traggono giovamento dall’assunzione degli antistaminici o accusano effetti secondari e collaterali derivanti dalla somministrazione di questi farmaci.

In questi e in altri casi, l’immunoterapia, iniettiva o sublinguale, si rivela molto utile in pazienti con sintomi debilitanti: questo tipo di trattamento riduce infatti l’entità dei sintomi stessi della rinite allergica e va seguita per tre anni affinché riesca a liberare dall’allergia per tempi lunghi, anche dopo l’interruzione della terapia.

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Elisabetta Ciccolella
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