Obesity Day 2017: non solo diabete e pressione alta, ecco i rischi legati all’obesità

Pubblicato il 10/10/2017
Obesity Day 2017: non solo diabete e pressione alta, ecco i rischi legati all’obesità | Pazienti.it

Nell’ultimo anno, un italiano su quattro si è messo a dieta per dimagrire: la svolta salutista sulle nostre tavole sembra essere davvero innegabile. È questo quanto emerge da un’indagine condotta da Coldiretti e divulgata in occasione dell’Obesity Day 2017, celebrata in tutto il mondo con diverse iniziative volte alla prevenzione dell’obesità. Se è vero che gli italiani si stanno mostrando sempre più attenti nell’imbandire la tavola, è altrettanto vero che i dati riguardanti la diffusione di patologie legate al peso rimangono ancora allarmanti.

L’INCO, l’Istituto Nazionale per la Chirurgia dell’Obesità del Gruppo ospedaliero San Donato, ha presentato i risultati di una ricerca sul fenomeno dell’obesità nel nostro Paese: l’indagine mostra che i pazienti obesi raggiungono il 13% degli abitanti, mentre resta invariato il dato della popolazione adulta in sovrappeso, da alcuni anni stabile al 35%. Insomma, la metà degli italiani in età adulta presenta fa quotidianamente i conti con quei fastidiosi chili di troppo, con maggiore incidenza al Sud e con l’avanzare dell’età.

Eppure, le conseguenze associate a questa condizione hanno di che far preoccupare. Se è ormai noto che l’obesità è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e il diabete, meno conosciuto è il contributo che questa condizione dà al rischio di sviluppare alcuni tumori. Vediamo perché.

Tumore e obesità, una preoccupante correlazione

Evitare di mettere su chili di troppo rappresenta un’ottima strategia preventiva contro alcuni tipi di tumore, messi in stretta correlazione con l’obesità stessa. Tra questi, noti già da molto tempo, non bisogna dimenticare:

  • Tumore al colon
  • Tumore all’esofago
  • Tumore al rene
  • Tumore alla mammella, in post-menopausa
  • Tumore al corpo dell’utero

Anche da una ricerca condotta dallo Iarc, International Agency for Research on Cancer, un’agenzia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che si occupa di portare avanti la ricerca sul cancro, arriva la conferma di questa pericolosa correlazione: oltre ai tumori già noti, si aggiungono alla lunga lista anche il tumore allo stomaco, del fegato, della colecisti, del pancreas, dell’ovaio e della tiroide. Come se non bastasse, a questi si sommano il mieloma multiplo e il meningioma. Vi è poco da scherzare, quando si tratta di sovrappeso. Le donne e gli uomini sono ugualmente suscettibili e il rischio maggiore è legato ad altre due tipologie cancro: quello all’esofago, noto anche come adenocarcinoma, e quello all’endometrio.

Il rischio, però, è assolutamente modificale con alcune “paroline magiche”: perdere peso. Alcuni studi dimostrano infatti come nei pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica vi sia una riduzione del rischio di tumore.

Insomma, prima di giungere a casi limite, dove l’intervento appare come l’unica soluzione possibile, vi è sempre una valida alternativa: frenarsi dinnanzi al cosiddetto cibo spazzatura e dedicarsi, con l’aiuto di un professionista, ad un regime alimentare sano, ma non per questo privo di gusto e di bontà. Ecco alcuni validi suggerimenti, di cui i promotori dell’Obesity Day si sono fatti portavoci.

La “dieta” non è la scelta migliore per perdere peso

Sembra strano, vero? Eppure è proprio così. Per perdere peso con facilità, i dietologi e i nutrizionisti sembrano aver cambiato direzione. Come diceva Nanni Moretti in un famoso sketch di Palombella Rossa, «le parole sono importanti!». Al termine dieta viene infatti dato un valore di privazione. La dieta implica l’astenersi dal mangiare i cibi più buoni. È importante, dunque, evitare presupposti costrittivi per facilitare la perdita di peso: ogni ordine implica infatti una minaccia, generando una inutile resistenza.

Obesità: la dieta mediterranea per perdere peso

Importante, dunque, non è lo stare a dieta, ma cambiare in positivo il proprio stile di vita, in un’ottica sì salutistica ma priva di imperativi categorici. Non è un caso che l’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) abbia inserito la Dieta Mediterranea nella Intangible Heritage Lists (IHL): la piramide alimentare che rappresenta questo “modo di mangiare”, vede alla sua base non determinati e specifici alimenti, bensì comportamenti caratterizzanti l’area meditteranea: tra questi, l’attività fisica, la convivialità, il riposo, la stagionalità dei prodotti e la biodiversità. Insomma, la dieta deve essere intesa come un nuovo stile di vita e non come una serie di dickat dai quali sembra impossibile sottrarsi.

Ciò, ovviamente, non significa che tutto è permesso. Rimangono alcune regole, che tutti dovrebbero seguire, al di là dell’ago della bilancia. L’attenzione ai condimenti, la distribuzione dei pasti lungo l’arco della giornata, la regolare attività fisica devono essere atteggiamenti condivisi da tutta la popolazione. E ancora, sì alle verdure, sì al pesce, sì a ad un bicchiere di vino o di birra nelle occasioni particolari. Un grande sì se lo meritano anche agli alimenti “ingrassanti”: pane, pasta e patate sono infatti gli alimenti che maggiormente contribuiscono ad una sensazione di sazietà e, se in porzioni ragionevoli e conditi semplicemente, sono sani e non eccessivamente calorici. Ponete però attenzione alle quantità di sugo o di condimento aggiunto, ed eventualmente riducetene un poco la porzione.

Inoltre, non utilizzate la bilancia in modo maniacale: controllate, piuttosto, la taglia dei vestiti, e promettevi di rientrare negli ultimi jeans che avete appena abbandonato. E soprattutto, evitate la cosiddetta sindrome dello yoyo, con oscillazioni di peso costanti: è meglio un lieve soprappeso costante, che fluttuazioni ponderali, anche se queste raggiungono il tanto desiderato pesoforma!

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Categoria: Salute

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