Tumore al seno in fase avanzata: qual è il nuovo farmaco rimborsabile

Pubblicato il 09/02/2018
Tumore al seno in fase avanzata: qual è il nuovo farmaco rimborsabile | Pazienti.it

Sono circa 30 mila le donne che soffrono di tumore metastatico al seno, che si verifica quando la patologia si diffonde in tempi brevissimi e senza nessun controllo nei polmoni, nel fegato, nel cervello, nell’intestino e nelle ossa. E colpisce una fetta di popolazione ben identificabile. Nel 90% dei casi, infatti, ne soffrono le donne in menopausa, dopo aver superato la soglia di 60. La guarigione, purtroppo, in questi casi è abbastanza difficile.

Ma al di là dei dati, vi è un’ottima notizia. Dopo 10 anni, è arrivata in Italia una vera e propria innovazione terapeutica, che sarà rimborsabile dal Sistema Sanitario Nazionale. Si chiama palbociclib ed è stato recentemente approvato per il trattamento delle donne con tumore al seno metastatico sensibile agli ormoni (dunque alla terapia endocrina): si tratta della metà di tutti i casi di carcinoma mammario metastatico. Ma facciamo un passo indietro, per capire di cosa si tratta.

Tumore al seno in fase avanzata: il nuovo farmaco

Per chi soffre di questa tipologia di tumore – che, in termini scientifici, indichiamo con il nome di carcinoma al seno metastatico HR+/HER2 – la terapia endocrina rappresenta la vera pietra miliare del trattamento. Nonostante ciò, non sono per nulla rari i casi in cui le pazienti, con il tempo, acquisiscono una resistenza al trattamento ormonale.

Le cellule neoplastiche, infatti, sono estremamente furbe, se così si può dire. Mutano in continuazione, sviluppando resistenze o sensibilità ai farmaci.

Ora, però, grazie a numerosi farmaci davvero innovativi, il tumore mammario metastatico si sta trasformando in una sorta di malattia cronica, con la quale le donne riescono a convivere sempre più a lungo e con una buona qualità di vita.

Palbociclib – sviluppato dall’Azienda farmaceutica Pfizer – rappresenta il primo farmaco di una nuova classe di prodotti a bersaglio molecolare, che vanno a colpire gli inibitori delle chinasi ciclina-dipendenti 4 e 6 (CDK 4/6), due proteine implicate nella regolazione e progressione del ciclo cellulare.

Non solo. L’importanza del farmaco si rende ancora più evidente sottolineando il fatto che questo non va ad abbassare le difese immunitarie – che, per i pazienti oncologici, risulta davvero fondamentale.

Certo, dopo tre settimane di assunzione, i valori dei globuli bianchi si abbassano. Ma, nonostante ciò, interrompendo il trattamento per una settimana i valori tornano alla normalità, senza le classiche controindicazioni che possono portare a un crollo delle difese immunitarie con conseguenti febbri e infezioni anche piuttosto gravi.

Per quali pazienti può essere prescritto il Palbociclib

Ma a quali pazienti può essere prescritto il Palbociclib? È questa la domanda che più interessa. Secondo la parola degli esperti, il farmaco non va utilizzato solo in prima battuta.

È infatti indicato sia per le donne in fase metastatica, che ancora non hanno ricevuto nessun tipo di terapia, sia per quelle con cancro metastatico ormono-sensibile, che già hanno ricevuto il classico trattamento endocrino. Per quest’ultime, in particolare, sembra proprio che l’associazione di palbociclib a fulvestrant abbia raddoppiato la sopravvivenza senza progressione di malattia.

Ricordiamo, infine, che il regime di rimborsabilità per il palbociclib (classe H) nelle formulazioni da 75 mg, 100 mg e 125 mg in capsule rigide, soggetto ovviamente a prescrizioni, è stato stabilito dalla determina AIFA pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 22 dicembre. Insomma, sembra proprio che sia arrivata una svolta nel trattamento del tumore al seno.

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