Quando si tratta di polmonite?

Pubblicato il 09/11/2017
Quando si tratta di polmonite? | Pazienti.it

I dati UNICEF parlano chiaro e la Giornata Mondiale contro la Polmonite (12 novembre) vuole essere un’occasione per mantenere alta l’attenzione su questa forma acuta di infezione respiratoria.

La polmonite è infatti la principale malattia killer dei bambini sotto i 5 anni: circa 3.400 decessi al giorno, 1,3 milioni l’anno. Gli anziani, di certo, non se la passano meglio: tra under 10 o over 50, gli italiani colpiti sono circa 250 mila all’anno.

Il motivo risiede nel fatto che spesso, soprattutto di inverno, la polmonite può essere confusa con una semplice influenza: eppure, esistono molti campanelli di allarme che indicano che qualcosa, in quella tosse che non vuole mai passare, si sta complicando. Non sono nemmeno rari i casi in cui vi sia la presenza di una polmonite senza febbre. E riconoscerla diventa ancora più complicato. Quando, dunque, si tratta di polmonite? Quali sono i sintomi che è bene tenere sempre monitorati? Cerchiamo di capirlo insieme.

Riconoscere la polmonite: i sintomi

«I sintomi della polmonite che si possono avvertire sono molto simili a quelli di una normale influenza» – ha dichiarato il dr. Marco Castellazzi, medico chirurgo – «I sintomi più comuni sono la febbre oltre i 39 gradi, il dolore al petto, le difficoltà respiratorie, come affanno e aumento della respirazione, la tosse secca stizzosa, talvolta con strie di sangue, il mal di testa, la nausea ed il vomito» – ha concluso.

Polmonite: la tosse come sintomo principale

Seppur si è soliti credere che la febbre sia una costante, fate attenzione anche a una temperatura corporea più bassa del normale: questo sintomo è solito comparire tra le persone anziane con un sistema immunitario particolarmente debole. In questi casi, è possibile che si stia manifestando una polmonite senza febbre.

È dunque necessario fare attenzione ad altri sintomi della polmonite, tra cui:

  • Eccesso di sudorazione
  • Senso di spossatezza
  • Diarrea
  • Inappetenza
  • Unghie delle mani tendenti al bianche
  • Senso di confusione
  • Dolore articolare e addominale
  • Battito cardiaco accelerato

E la tosse, invece? Rappresenta un sintomo comune a molte patologie. La discriminante – per capire se si tratta di tosse da polmonite oppure no – è la sua durata. Se dopo cinque o sei giorni dalla sua prima manifestazione non tende a scomparire, non insistete con gli sciroppi e i rimedi naturali. Contattate il vostro medico, che saprà indirizzarvi verso una corretta diagnosi.

La colpa è di quel batterio

È importante inoltre ricordare che la sintomatologia può variare anche in base agli agenti patogeni che determinano la malattia. I microrganismi più frequenti sono batteri che causano la maggior parte delle polmoniti diffuse sul territorio italiano.

Tra questi, segnaliamo:

  • Streptococco pneumoniae
  • Mycoplasma pneumoniae
  • Chlamydia pneumoniae
  • Legionella pneumophila

Se la sintomatologia dell’infezione da streptococco è maggiormente identificabile, gli altri patogeni – definiti, appunto, come “atipici” – possono scatenare campanelli di allarme molto più sfumati ed essere preceduti da affezioni a carico delle alte vie respiratorie prima di attaccare quelle basse.

Insomma, non è raro che una polmonite possa essere preceduta da una bronchite, una faringite e, perché no, da una laringite. Queste patologie, però, essendo generalmente causate da virus, non vengono curate con gli antibiotici: ecco allora che, nell’arco di sette giorni, si manifesta la polmonite vera e propria, dovuta a batteri non immediatamente identificati.

Insomma, quando la tosse non passa, recatevi sempre dal vostro medico di fiducia: la sua diagnosi partirà da una auscultazione dei polmoni e, in caso di sospetta polmonite, vi indirizzerà verso gli esami del sangue, la radiografia al torace (rx al torace) e l’esame dell’espettorato. E voi potrete stare più tranquilli!

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Categoria: Salute

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