SOS calli ai piedi: cosa fare quando le scarpe chiuse fanno male

Pubblicato il 11/10/2017
SOS calli ai piedi: cosa fare quando le scarpe chiuse fanno male | Pazienti.it

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo avuto piedi doloranti: tacchi alti, scarpe scomode, lunghi periodi di tempo trascorsi in piedi, vesciche, duroni e posture sbagliate rappresentano le più comuni cause di questo disturbo che, tuttavia, può costituire uno dei sintomi di patologie quali sciatica o osteomielite.  Tra i tanti problemi, spesso sono proprio i calli ai piedi a non farci dormire di notte. Ecco cosa fare per eliminarli.

Cosa sono i calli e i duroni?

In particolare, un callo rappresenta un ispessimento localizzato della cute del piede che si forma in seguito ad una pressione o frizione continua e/o ripetuta su una data porzione di pelle: per “proteggere” la pelle da questa eccessiva pressione, l’organismo produce una grande quantità di cellule cutanee determinando così lo sviluppo di uno strato di pelle morta, indurita e spessa. In seguito, la pressione continua induce le cellule morte a introdursi negli strati cutanei più profondi fino ad arrivare al contatto con le terminazioni nervose e, a questo punto, il callo provoca dolore.

Allo stesso modo, un durone è costituto da uno strato di pelle spesso e indurito formato da cellule morte e causato da continue e ripetute pressioni e/o frizioni su una area specifica del piede in risposta alla quale, mediante un meccanismo di difesa dell’organismo rispetto alla pressione e all’attrito prolungato su quella zona, si assiste ad una eccessiva produzione di cellule della pelle con conseguente ispessimento cutaneo o, più tecnicamente, ipercheratosi.

In altre parole, calli e duroni sono apparentemente la medesima cosa: tuttavia, un callo costituisce un ispessimento cutaneo localizzato e più profondo mentre un durone, generalmente, è diffuso su un’area più ampia, è meno profondo di un callo e si sviluppa quasi sempre in corrispondenza di avampiede o tallone.

Calli e duroni possono svilupparsi a seguito di anomalie relative all’anatomia delle dita del piede o del piede stesso, quali alluce valgo o dita a martello, oppure come conseguenza di un modo di camminare o dell’uso di calzature troppo strette che provocano attrito o frizione in particolari punti particolari del piede.

Come togliere i calli?

Calli, duroni e altri ispessimenti cutanei possono essere trattati mediante l’utilizzo di dispositivi medici che sono formulati con principi attivi atti a contrastare l’ipercheratosi cutanea.

La maggior parte di questi dispositivi contiene acido salicilico: questa sostanza chimica è un cheratolico, dunque capace di “sciogliere” la cheratina, la molecola di natura proteica che costituisce gran parte dell’inspessimento cutaneo.

L’acido salicilico permette quindi la dissoluzione del callo favorendone la rimozione. Attualmente, questa sostanza è presente in patch (associato a cerotti di materiale idrocolloidale), collodi, creme e unguenti che vengono utilizzati per contrastare le callosità della pelle del piede: questi prodotti, se utilizzati correttamente, sono estremamente sicuri benché siano controindicati in caso di talune patologie quali il diabete mellito.

Se l’uso di formulazioni a base di acido salicilico non risulta sufficiente per togliere i calli, è necessario rivolgersi ad un podologo o, se il callo mostra segni di infezione (dolore eccessivo, presenza di pus, gonfiore e rossore), è sempre meglio contattare il proprio medico di base.

Come sempre, però, prevenire è sempre meglio che curare fastidiose antiestetiche callosità: diventa dunque di fondamentale importanza la scelta di scarpe comode che non provochino eccessiva pressione su alcune aree del piede.

Inoltre, è possibile prevenire la comparsa di calli e duroni ricorrendo a dispositivi quali, ad esempio, cuscinetti per dita (dei piedi) in gel che proteggono da sfregamenti e pressioni derivanti dalle calzature o cuscinetti paracalli o solette in schiuma di polietilene. Ed ecco che i vostri calli e duroni appariranno solo come un lontano ricordo!

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Elisabetta Ciccolella
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Categoria: Salute

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