“Eliminare l’epatite” grazie ai vaccini: ecco come agiscono

Pubblicato il 28/07/2017
“Eliminare l’epatite” grazie ai vaccini: ecco come agiscono | Pazienti.it

Eliminare l’epatite” è uno degli obiettivi primari che l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) ha fissato nella sua agenda 2030. L’incidenza dell’infezione tocca numeri troppo, troppo elevati, con 1,4 milioni di decessi all’anno.

L’OMS parla chiaro, in occasione della Giornata Mondiale dell’Epatite, lanciata proprio per il 28 luglio. Per raggiungere questo obiettivo serve prima di tutto un alto grado di consapevolezza, maggior capacità di diagnosi e interventi mirati su scala universale, per poter arrivare a trattare meno di 1 milione di pazienti nel 2030.
Ogni attività, dunque, rappresenta un passo verso l’eliminazione dell’epatite.

Le strategie vincenti? Test e vaccini.

Cos’è e i tipi di epatite

È fondamentale, prima di tutto, capire cos’è l’epatite, data la sua diffusione su scala internazionale. Si tratta, in particolare, di un processo infiammatorio a carico del fegato, che ne danneggia le cellule: l’epatite può presentarsi in forma acuta o in forma cronica. Nel primo caso si avrà un’insorgenza rapida, che evolve nel giro di pochi giorni e con un decorso molto variabile. L’epatite cronica, invece, si instaura in seguito ad un episodio acuto, con un andamento lento e talora progressivo.

All’origine di questa patologia, si hanno cause del tutto differenti. Esistono infatti epatiti tossiche, contratte in seguito all’avvelenamento da funghi, alcool e farmaci ed epatiti autoimmuni. Le più diffuse, comunque sia, sono quelle di origine virale.

Ecco quali sono i tipi di epatite di origine virale:

  • Epatite A – ha generalmente un decorso benigno e non sono rare le forme asintomatiche, soprattutto nel caso in cui il virus venga contratto da un bambino. La diffusione avviene per via oro-fecale o tramite cibo e acqua contaminati.
  • Epatite B – nella maggior parte dei casi, la trasmissione avviene attraverso i fluidi corporei, tra cui il sangue e lo sperma. Non sono rari i casi in cui il contagio si verifica per via verticale: da madre a figlio durante o subito dopo il parto.
  • Epatite C – colpisce circa il 3% della popolazione mondiale e, a differenza di altre forme di epatite, si cronicizza facilmente, con una probabile evoluzione in cirrosi. In questo caso, la trasmissione avviene principalmente tramite sangue.
  • Epatite D – è causata da un virus “satellite”, che richiede la presenza di un altro virus per potersi replicare. Nella maggior parte dei casi si presenta in forma acuta, con gravità variabile. L’infezione, però, tende a cronicizzare nel 90% dei casi. Come per l’epatite B, le possibilità di contagio sono varie.
  • Epatite E – si presenta esclusivamente in forma acuta. È molto simile all’epatite A, con una più elevata percentuale di forme fulminanti. Anche in questo caso, la trasmissione avviene per via oro-fecale. In Italia, però, è una forma molto rara.

Prevenire l’epatite A e l’epatite B con il vaccino: ecco come fare

Come suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione di questa giornata dedicata all’epatite, una delle strategie vincenti per combattere l’epatite A e l’epatite B è proprio quella di far ricorso al vaccino. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Vaccini contro l'epatite: ecco come agiscono

Vaccino anti-epatite A

Il vaccino è costituito dal virus dell’epatite A inattivato, coltivato su cellule diploidi umane, altamente sicuro ed estremamente efficace in più dell’80% dei casi.

Il farmaco viene somministrato per via intramuscolare in un’unica dose: 1 al giorno 0, la seconda a distanza di 6-12 mesi. Le norme di Sanità prevedono un richiamo ogni 20 anni. Chi deve eseguire la vaccinazione? Alcuni soggetti sono maggiormente a rischio di altri. In particolare:

  • Viaggiatori che si rechino in aree endemiche, come in alcune zone dell’Africa, del Sud-Est Asiatico e del Sud America
  • Tossicodipendenti
  • Addetti alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti
  • Detenuti

Ovviamente, chi è in contatto con queste categorie di persone dovrebbe prendere le dovute precauzioni e, dunque, ricorrere al vaccino. Il rischio di contagio, come abbiamo visto, è molto alto.

Vaccino anti-epatite B

La vaccinazione anti-epatite B, invece, è effettuata somministrando dei frammenti del virus ottenuti in laboratorio per via intramuscolare in tre occasioni diverse.

In Italia, il vaccino è obbligatorio dal 1991 per tutti i nuovi nati ed è inoltre fornito a determinate categorie a rischio. Tra queste, indichiamo:

  • Conviventi e persone a contatto con soggetti che risultano positivi al virus
  • Vittime di punture con aghi potenzialmente infetti
  • Soggetti affetti da lesioni causate da eczema o psoriasi sulle mani
  • Persone che si rechino all’estero in aree geografiche ad alta endemia di epatite B
  • Tossicodipendenti
  • Personale sanitario impegnato in attività a rischio di contagio
  • Addetti alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti

E voi siete vaccinati contro l’epatite? Ricordate il motto, condiviso con tutto il mondo: “eliminate hepatits”.

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