Aumenta l’efficacia del vaccino contro il papilloma virus: ecco perché

Pubblicato il 13/11/2017
Aumenta l’efficacia del vaccino contro il papilloma virus: ecco perché | Pazienti.it

I tumori causati dal papilloma virus, responsabile annualmente di circa 6.500 casi di neoplasie in entrambi i sessi, potrebbero scomparire? Forse sì, e il merito sarà del nuovo vaccino anti-Hpv capace di prevenire i tumori causati da nove tipi di questo virus.

Fino a ieri, infatti, il vaccino del papilloma virus era attivo contro quattro ceppi virali. Quello di ultima generazione, in uso all’Istituto Europeo di Oncologia, sembra invece essere decisamente più efficace: la protezione sarà certamente contro il tumore al collo dell’utero ma si estenderà anche ad altre forme di cancro correlate all’Hpv.

Tra queste, ricordiamo il tumore all’ano, alla vulva e alla vagina, per i quali non esiste altro strumento di prevenzione né di diagnosi precoce. Vediamo dunque l’importanza di questo vaccino.

Il papilloma virus: perché è importante proteggersi

Come sappiamo, il papilloma virus è responsabile di infezioni molto diffuse tra la popolazione, sia maschile sia femminile. E il virus si presenta particolarmente insidioso.

Come se non bastasse, ne sono stati identificati più di un centinaio di tipi: la maggior parte di questi causa delle semplici verruche, altri, invece, quando attaccano le mucose, si rendono responsabili di forme tumorali. In particolare, i sierotipi che colpiscono le mucose si dividono in:

  • Sierotipi a basso rischio non oncogeni, che causano lesioni benigne a basso rischio di trasformazione maligna
  • Sierotipi ad alto rischio oncogeni, che determinano circa il 70% dei tumori del collo dell’utero

L’Hpv, come abbiamo già visto, è inoltre responsabile di numerose tipologie di neoplasie come – per esempio – il tumore all’ano, al pene, alla cavità orale e all’orofaringe. E, purtroppo, l’utilizzo del preservativo nei rapporti genitali non elimina del tutto il rischio di contagio. È per questo che entra in gioco il vaccino Hpv che consente di scongiurare il rischio di infezione: per essere efficace, però, deve essere somministrato prima che l’organismo sia entrato in contatto con il papilloma.

La vaccinazione, già prevista per le ragazze dodicenni, è stata anche estesa ai maschi della stessa età dal nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019, incluso nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), con l’obiettivo di ottenere il massimo dell’immunizzazione contro le malattie correlate al papilloma virus. L’obiettivo di medici e istituzioni è quello di condurre alla vaccinazione il maggior numero possibile di famiglie, per poter ridurre drasticamente l’incidenza del tumore al collo dell’utero e di altri tumori correlati al papilloma virus.

Ad oggi, nel nostro Paese sono disponibili due vaccini, composti da particelle associate a sostanze adiuvanti, prodotte mediante DNA ricombinante e dunque senza utilizzare il DNA del virus. In particolare:

  • Vaccino Hpv Bivalente: somministrato solo alle femmine, contenente i sierotipi 16 e 18 (responsabili di oltre il 70% di tutti i tumori del collo dell’utero). Si inietta per via intramuscolare nella regione deltoidea del braccio
  • Vaccino Hpv Quadrivalente: per maschi e femmine, contenente i sierotipi 6, 11 (responsabili di oltre il 90% dei condilomi ano-genitali), 16, 18. Si inietta per via intramuscolare nell’area anterolaterale superiore della coscia.

La protezione però sembra diventare più efficace, grazie al nuovo vaccino del papilloma virus nonavalente disponibile.

Il vaccino Hpv nonavalente

Il nuovo vaccino nonavalente disponibile presso l’Istituto Europeo di Oncologia ha dimostrato un potenziale di prevenzione molto alto. In particolare, si stima che il vaccino del papilloma virus possa coprire:

  • 90% per il cancro del collo dell’utero
  • 75-85% per le lesioni precancerose CIN 2/3
  • 85-90% per il cancro della vulva
  • 80-85% per il cancro della vagina
  • 90-95% per il cancro dell’ano
  • 90% dei condilomi genitali

«Con il nuovo vaccino nonavalente – commenta Eleonora Preti, dell’Unità di Ginecologia preventiva IEO – raggiungiamo una copertura vaccinale per il tumore della cervice fino al 90%, rispetto al 70% di quello precedente. Sin dall’introduzione del primo vaccino anti-Hpv, IEO è stato un promotore delle campagne vaccinali e oggi siamo felici di poter proporre alle nostre donne il
miglior vaccino reso finora disponibile dalla ricerca internazionale. E anche alle loro figlie e i loro figli adolescenti».

«Il nuovo vaccino nonavalente – conclude Preti – ha dimostrato di essere ben tollerato. In pochi mesi in IEO abbiamo somministrato quasi 100 dosi senza avere praticamente alcun effetto collaterale indesiderato».

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