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Anche gli uomini soffrono di depressione post-partum

Ultimo aggiornamento – 12 dicembre, 2017

Depressione post-partum negli uomini: le cause e i sintomi
Indice

La depressione post-partum, come ben sappiamo, è spesso associata alle madri. Tuttavia, secondo le ricerche più recenti, questa affermazione non sembra essere del tutto vera.

Un nuovo studio, infatti, dimostra che i padri ricorrono ad un rischio elevato di depressione post-partum se i livelli di testosterone si riducono dopo la nascita del proprio figlio. Non tutti i mali vengono per nuocere: un eventuale testosterone basso del padre può anche influenzare la partner ma in un modo, inaspettatamente, del tutto positivo, scongiurando eventuali sintomi della depressione nei mesi seguenti al parto che potrebbero manifestarsi alla madre del nuovo arrivato. Vediamo insieme di cosa si tratta.

I sintomi della depressione post-partum

La depressione post-partum è una particolare forma di depressione che colpisce alcune donne subito dopo la gravidanza. In alcuni casi può colpire anche gli uomini. Nei giorni che seguono il parto, oltre il 70% delle madri manifestano una leggera depressione, una sorta di stato di malinconia, una reazione psicologica i cui sintomi possono includere crisi di pianto immotivato, irritabilità, inquietudine, ansia: è questa la condizione di maternity blues è anche detta sindrome del terzo giorno, che  emerge tipicamente 2-3 giorni dopo il parto e scompare entro un decina di giorni circa.

Più gravi e duraturi sono i sintomi della depressione post partum, che comprendono:

  • improvvisi cambiamenti di umore
  • esaurimento
  • disperazione
  • paura di far male al bambino o a se stessa
  • inappetenza

E ancora:

  • affaticamento
  • insonnia o sonno eccessivo
  • confusione
  • pianto inconsulto
  • disinteresse per il bambino

Le donne, però, non sono le uniche “colpite” da questo male. Vediamo perché!

Depressione post-partum al “maschile”

Il cambiamento dei livelli ormonali cui è sottoposto il corpo femminile, in particolare nel calo del livello degli estrogeni e del progesterone, è il maggiore imputato della depressione post-partum. Altri fattori che concorrono alla comparsa della depressione post-partum sono legati agli eventi immediatamente successivi al parto, come il cambiamento di ruolo della donna in ambito sociale, il timore per le sue imminenti responsabilità, il proprio aspetto fisico. Per questi motivi siamo abituati ad attribuire il disturbo esclusivamente alle mamme.

Uno studio, pubblicato lo scorso 1° settembre sulla rivista Hormones and Behaviour condotto da Darby Saxbe, assistente di psicologia presso l’USC Dornsife College of Letters, ha dimostrato che anche gli uomini sono soggetti a depressione post-partum così come le donne.

«I risultati dello studio mostrano che anche gli uomini hanno risposte biologiche alla paternità – ha spiegato Saxbe – pensiamo spesso alla maternità come guidata biologicamente perché le madri hanno una diretta connessione biologica con i loro bambini, attraverso l’allattamento e la gravidanza. Non siamo infatti abituati a pensare alla paternità negli stessi termini biologici. Sappiamo che i bambini crescono più equilibrati in un contesto familiare completo in cui padre e madre sono presenti in ugual misura. Quindi – ha concluso Saxbe – è importante capire quali fattori influenzano il coinvolgimento psicologico paterno tanto quanto è importante comprendere quello materno, al fine di poter dare un corretto supporto psicologico tanto ad una madre quanto ad un padre il cui stato, invece, potrebbe essere sottovalutato».

Quali possono essere le cause della riduzione del testosterone paterno?

Lo studio in questione ha dimostrato che i padri con livelli di testosterone più bassi hanno riportato maggiore stress genitoriale.

«È possibile che i livelli di testosterone si abbassino nei padri che trascorrono più tempo a prendersi cura del bambino – ha affermato Saxbe – Se per le madri, esiste un sostegno sociale adeguato, lo stesso non si può dire per i padri».

Per lo studio, i ricercatori hanno esaminato i dati provenienti da 149 coppie della Community Network per la Ricerca sul Bambino. Durante lo studio sono stati monitorati i livelli di testosterone, in un dato periodo, nei padri e contemporaneamente venivano poste loro delle domande per misurare il loro livello di stress genitoriale.

Diversi partecipanti di sesso maschile hanno risposto a domande specifiche sulla loro percezione genitoriale, dichiarandosi intrappolati dalle eccessive responsabilità o sommersi da richieste da parte dei figli percepite come eccessivamente pretenziose.  Insomma, è inutile negare come siano emerse risposte che mettono in luce una effettiva condizione di stress. Non solo: queste risposte erano associate, nella maggioranza dei casi, a livelli piuttosto bassi di testosterone.

Sorprendentemente, invece, le risposte delle madri erano correlate alle risposte del partner ma in maniera opposta. Se risultava essere stressato il padre, la madre non lo era. Se ad essere stressata era la madre, il partner, invece, lo era molto bene. Lo studio, dunque, ha rivelato che il testosterone basso del padre può influenzare la partner in modo positivo. Le donne i cui mariti o compagni (nel periodo post partum) avevano livelli più bassi di testosterone non hanno riportato sintomi di depressione nei mesi seguenti il parto. Alti livelli di testosterone provocano l’effetto opposto: i padri non sperimentavano sintomi di depressione e le madri sì.

I livelli di testosterone maschile, dunque, sono stati collegati sia ai sintomi depressivi paterni sia ai sintomi depressivi materni ma in direzione opposta per uomini e donne. Strano, vero?

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