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In gravidanza si possono assumere farmaci: vero o falso?

Elisabetta Ciccolella | Farmacista

Ultimo aggiornamento – 26 Aprile, 2018

In gravidanza si possono assumere farmaci: vero o falso?

Se si è già in dolce attesa o se si desidera programmare l’arrivo di una bambino, è utile acquisire il maggior numero di informazioni possibili relativamente alla possibilità di assumere farmaci in gravidanza, un momento unico ma allo stesso tempo delicato nella vita di ogni donna.

Gran parte delle donne incinte temono che l’assunzione di farmaci possa determinare potenziali danni al feto e, di conseguenza, non assumono medicinali anche laddove essi non creino alcun pericolo. Cerchiamo di capirne di più.

Farmaci che si possono assumere in gravidanza? Consultate il vostro ginecologo

Durante le settimane o i mesi di gestazione, si assiste spesso alla comparsa di disturbi e malesseri che, in gran parte dei casi, possono e devono essere trattati facendo riferimento alle possibili cure disponibili, in totale sicurezza.

Ovviamente, per far fronte alle patologie più diffuse quando ci si trova in stato interessante, è sempre opportuno consultare il medico di base o il ginecologo che potrà fornire le adeguate informazioni e suggerire stili di vita e comportamenti sani e sicuri per la futura mamma e il feto.

Secondo l’Agenzia italiana del farmaco, curarsi in gravidanza si può, anzi si deve. In altre parole, l’AIFA ritiene che sia fondamentale curarsi in gravidanza anche se questo comporta l’assunzione di medicinali: non farlo, può rivelarsi più pericoloso per lo stato di salute della donna incinta e del bambino che porta in grembo.

In altre parole, molti farmaci non vanno assunti nel corso della gestazione ma altri sono sicuri o determinano rischi potenziali meno importanti rispetto a quelli legati alla mancata assunzione. Ad esempio, se una gestante contrae una infezione batterica, questa può essere trattata in modo corretto mediante la somministrazione di antibiotici mentre ben più gravi sarebbero gli effetti dell’infezione non curata rispetto all’assunzione del medicinale stesso.

Quindi, secondo l’AIFA, nel corso dei nove mesi di attesa, possono essere assunti con tranquillità quei farmaci necessari e prescritti dal medico.

Evitate il fai-da-te e l’assunzione di farmaci “inutili” in gravidanza

Al contrario, è necessario che ogni gestante eviti il fai da te: evitare l’acquisto di farmaci di banco e integratori alimentari, ma anche l’assunzione di farmaci inutili.

In ogni caso, nell’eventuale prescrizione, il medico si deve attenere a taluni criteri di precauzione optando per la scelta di farmaci che, a parità di efficacia terapeutica, siano presenti in commercio da un tempo maggiore: gli eventuali effetti indesiderati, in questi casi, sono generalmente ben delineati.

Laddove sussistano malattie croniche che necessitano di cure farmacologiche costanti, quali epilessia o fibrosi cistica, è opportuno ricordare come non sempre i trattamenti farmacologici atti alla cura di queste patologie siano incompatibili con la gravidanza: se si soffre di una patologia cronica e si desidera un bambino, è fondamentale affidarsi al parere del proprio medico, che consiglierà la soluzione più adatta quale, ad esempio, una rimodulazione del dosaggi.

Quindi, se il farmaco viene consigliato, indicato e prescritto dal medico può essere assunto in modo tranquillo anche se si è in dolce attesa. Al contrario, i foglietti illustrativi dei medicinali contengono sovente la dicitura “farmaco controindicato in gravidanza ed in allattamento”, e questo incrementa l’ansia delle mamme che per questo sospendono terapie croniche o l’allattamento al seno.

In sintesi, in gravidanza e nel corso dell’allattamento, i farmaci vanno assunti se strettamente necessario e sotto stretto controllo medico per tutelare la salute di mamma e bambino. Più in particolare, la donna gravida deve indicare al ginecologo le medicine assunte fino a quel momento, affinché egli possa consigliare se e come continuare ad assumerle.

In definitiva, i farmaci in gravidanza devono evitati solo se vi sono fattori fondati che ne sconsiglino l’utilizzo e la sospensione dell’allattamento deve avvenire soltanto in caso di un fondato rischio di salute per il bambino.

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