Insulina: addio agli aghi? Una nuova pillola per la cura del diabete

Insulina: addio agli aghi? Una nuova pillola per la cura del diabete

Gli scienziati del MIT – Dipartimento di Ingegneria Chimica del Massachusetts Institute of Technology – e dell’Università di Harvard, in collaborazione con l’Istituto Reale di Tecnologia “KTH” di Stoccolma e la casa farmaceutica danese Novo Nordisk, potrebbero aver aperto la strada a un approccio rivoluzionario per il trattamento del diabete di tipo 1. Parliamo, infatti, delle prime “iniezioni in pillole” di insulina che, ingoiate come semplici capsule, permetterebbero il rilascio del farmaco nello stomaco.

🗨 L’insulina in pillole: addio alle iniezioni?

Le pillole di insulina, chiamate SOMA – Self-Orienting Millimeter-scale Applicator, sono composte da materiale biocompatibile. Facili da assumere e accessibili a tutti, migliorerebbero la vita di migliaia di pazienti costretti, ogni giorno, a iniezioni di insulina.

Una volta ingerite, le capsule liberano piccoli aghi in grado di sciogliersi e sono state progettate per essere simili al carapace delle tartarughe, restando così in equilibrio nello stomaco per liberare correttamente gli aghi in questione. Quest’ultimi sono, poi, composti da insulina liofilizzata combinata con ossido di polietilene.

👉 Lo stato della ricerca

Ad oggi, le SOMA sono un prototipo di laboratorio. C’è da dire che hanno superato i test di efficacia e di tollerabilità nella sperimentazione su cavie animali. Ci si augura che presto (nel giro di 3 anni) la sperimentazione clinica sia fatta sull’uomo, come affermato dal professor Giovanni Traverso del Brigham and Women’s Hospital di Boston.

I risultati potrebbero essere sorprendenti e migliorerebbero notevolmente la vita dei diabetici che non proverebbero fastidi; la parete dello stomaco, infatti, è priva di recettori del dolore e, dunque, non si avvertirebbero le “punture”.

Insulina in Pillole

👉 Perché l’insulina è così importante?

La funzione dell’insulina è chiave per la salute dell’uomo. Parliamo, infatti, di un ormone prodotto dal pancreas (in particolare, dalle cellule B delle isole di Langherhans del pancreas – di qui il nome “insula“). Il pancreas è, infatti, un organo deputato alla produzione di enzimi per la digestione. L’insulina serve per metabolizzare gli zuccheri, abbassando i livelli di glucosio nel sangue (glicemia), quando è troppo alto.

Quando l’insulina è insufficiente, nel sangue si avranno livelli di glucosio troppo alti, favorendo la comparsa del diabete.

Non solo insulina…

Tornando alla ricerca, le prospettive si fanno più ampie. La pillola – come formato – potrebbe essere impiegata anche per altri farmaci di ultima generazione, per le nuove tecniche immunoterapiche e di terapia genetica. Insomma, una grande scoperta dai molti risvolti.

Seguiremo man mano l’evolversi del progetto, convinti che la scienza e la ricerca consentiranno di superare alcune difficoltà gravi con cui i pazienti – in primis quelli con malattie croniche – sono costretti a convivere 🤞.


FONTI: 

New pill can deliver insulin – http://news.mit.edu/2019/pill-deliver-insulin-orally-0207

An ingestible self-orienting system for oral delivery of macromolecules | Science (DOI: 10.1126/science.aau2277) (IA) – http://science.sciencemag.org/content/363/6427/611

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