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Ecstasy e droghe sintetiche: i rischi per la salute

Ultimo aggiornamento – Agosto 05, 2015

Ecstasy e droghe sintetiche: i rischi per la salute

Alla fine, la discoteca della morte è stata chiusa. Il questore ha imposto lo stop per 4 mesi dopo la morte del 16enne di Città di Castello, liceale di buona famiglia che aveva acquistato la dose fatale da un compagno di Liceo, identificato qualche giorno dopo dai carabinieri.

L’assurda morte del giovanissimo, causata da un’overdose di ecstasy, ha suscitato molto scalpore e sollevato il velo su un pericoloso fenomeno che, purtroppo, è in grande diffusione negli USA e in Europa, quello della nuova frontiera dello sballo, costituita dalle droghe sintetiche.

Sintetizzate chimicamente, con formule che cambiano spesso, sono difficili da definire, controllare e, quindi, da mettere al bando.

Negli ultimi dodici anni, la lista di droghe sintetiche negli Stati Uniti è cresciuta enormemente ed è in costante evoluzione.

Al 16enne è stata fatale una overdose di metildiossimetilanfetamina, MDMA, più conosciuta come ecstasy, una metanfetamina dagli effetti eccitanti ed euforizzanti tecnicamente definita un empatogeno (generatore di empatia) o entactogeno (generatore di contatto interiore).

Per capirci meglio, si tratta degli stessi effetti della mescalina, la sostanza psicoattiva contenuta nel pejote, il cactus messicano sacro ad alcune culture indigene perché ritenuto in grado di mettere in comunicazione chi lo assume con l’Universo cosmico. Chi assume MDMA entra in uno stato di grazia che facilità i suoi contatti con l’ambiente esterno, evita di sentire fame, sete e stanchezza, gode di una consapevolezza personale che lo porta a pensare di non avere limiti fisici e corporali [1].

Cosa sono le droghe sintetiche?

Le nuove droghe, sintetiche perché interamente prodotte in laboratorio, ripropongono i principi attivi e gli effetti delle droghe naturali, come quelle ottenute dalla cannabis o dall’oppio.

Cannabinoidi: conosciuti tra i consumatori come K2 o Spice, sono versioni sintetiche della marijuana in quanto ne viene prodotto sinteticamente il principio attivo THC (Delta9 tetraidrocannabinolo). Vengono vendute in pastiglie o in polvere da sciogliere in acqua

Catinoni: spesso conosciuti come “sali da bagno” perché venduti in forma cristallina, in confezioni simili a quelle dei sali da bagno, sono noti anche come khat, cristal meth, burn, miraa e sono sostanze di sintesi che agiscono in maniera analoga al catinone, una molecola naturale presente nella pianta del khat. La struttura chimica ricorda quella delle amfetamine. Riproducono gli effetti della cocaina e possono contenere diversi catinoni sintetici come Pentedrone HClMetilone HClMefedrone HCl 4-MEC HCl.

Il più diffuso è il mefedrone, spacciato per concime per le piante e venduto anche sul web.

La maggiore pericolosità delle droghe sintetiche, oltre alla difficoltà legale di metterle al bando, vista la loro continua evoluzione chimica, è nell’impossibilità di controllare la quantità di principio attivo. Essendo prodotte in laboratorio e a costi ridotti, la purezza è elevatissima e il principio attivo può variare in base alla preparazione chimica e alle tendenze del mercato. Nel caso dei cannabinoidi, ad esempio, il THC può essere fino a 500 volte superiore a quello naturalmente ottenuto dalla canapa [2].

Come capire chi ne ha abusato?

Quando gli effetti stimolanti ed eccitanti terminano, si passa dall’euforia e dall’ipereccitazione allo stato opposto: senso di vuoto, stanchezza, malori fisici. Questo stato porta a una situazione simile alle crisi di astinenza delle vecchie droghe e gli utilizzatori sono portati ad assumerne nuovamente per tornare in stato di grazia. Per questo motivo è piuttosto facile finire per abusare e rischiare l’overdose.

Una persona a rischio overdose presenta questi sintomi, dai più lievi ai più gravi:

  • Agitazione e/o ansia
  • Palpitazioni cardiache
  • Sudorazione eccessiva
  • Difficoltà ad articolare frasi di senso compiuto
  • Irrequietezza
  • Stato di euforia
  • Allucinazioni e delirio
  • Tendenze suicide con tentativi di messa in atto
  • Comportamenti aggressivi fino alle tendenze omicide
  • Ipereccitazione
  • Comportamenti paranoici
  • Dal punto di vista fisico possono presentarsi dolori al petto
  • Sindrome del calore, che porta il soggetto colpito a non sopportare gli abiti
  • Dolori anginosi fino a veri e propri attacchi cardiaci che, come nel caso del ragazzo 16enne, possono essere letali

La sintomatologia e i malesseri non sono di breve durata, possono persistere per giorni, e il segnale più evidente è il comportamento simile alla crisi d’astinenza, cioè la spasmodica ricerca di nuove “dosi” nonostante l’evidente e pericoloso stato di malessere che si sta vivendo [3].

Che cos’è l’ecstasy?

Nonostante la sua relativamente recente diffusione tra i giovanissimi, in Italia si stimano circa 100.000 consumatori tra i 15 ed i 20 anni, l’ecstasy è il capostipite delle cosidette “droghe da ricreazione”.

Infatti, ha più di 100 anni essendo stata sviluppata dalla casa farmaceutica Merck nel 1912. Inizialmente utilizzata per scopi diversi, dagli anni ’70 si pensò a un suo utilizzo come droga “ricreativa”, in grado dare effetti simili a quelli delle droghe pesanti allora in voga ma senza presentarne i rischi e le controindicazioni.

In America, agli inizi degli anni ’80 veniva invece pubblicizzata come “la più grande novità nella continua ricerca della felicità tramite la chimica” e commercializzata con il nome di Ecstasy, diventando così la droga più “in” nelle feste del jet-set. Restò legale fino al 1985 quando, dopo i ripetuti allarmi del mondo medico, venne proibita.

Inizialmente venduta in compresse, che rimane il formato più diffuso, l’evoluzione della chimica ha permesso di sintetizzarla in altre forme e oggi può essere anche sniffata, iniettata o sciolta nell’acqua.

Ne esiste anche una versione liquida ma, la cosidetta Ecstasy liquida è, in realtà, GHB, gammaidrossibutrato, presente naturalmente nel nostro metabolismo, come in quello di tutti i mammiferi viventi. La sua vera natura è ancora oggetto di studi approfonditi da parte di molti ricercatori che, per ora, lo inseriscono nella categoria dei neurotrasmettitori.

Il GHB sintetico è usato in medicina come anestetico chirurgico, nella stimolazione dell’ormone della crescita (GH) o, in alcuni casi, nella cura dell’alcool dipendenza. A basse dosi, infatti, riproduce gli effetti dell’alcool senza provocarne i danni.

A concentrazioni o dosaggi più alti è famoso come fattore “pro-sessuale” in quanto gli effetti comprendono disinibizione, aumento della sensibilità tattile, aumento della capacità erettile nei maschi e una maggiore sensibilità al momento dell’orgasmo [4].

Quali sono i rischi?

Anche se non c’è nessuna evidenza scientifica che dimostri che l’ecstasy, in tutte le sue varianti, provochi tolleranza o dipendenza, tuttavia è una sostanza che produce effetti molto differenti da persona a persona ed è molto difficile da utilizzare, limitando i rischi perché anche piccoli aumenti della dose possono condurre a effetti completamente inaspettati e differenti da quelli preventivati.

Alcuni studi portano al sospetto che, oltre agli effetti già noti, l’ecstasy favorisca la ritenzione di liquidi nell’organismo, provocando gravi problemi renali e con effetti addirittura letali. A queste conclusioni sono giunti esperti inglesi, studiando il caso di una giovane studentessa dell’Essex, morta dopo aver assunto una sola pillola di ecstasy. Si è scoperto che la ragazza aveva bevuto una grande quantità di acqua, circa 7 litri, in un breve lasso di tempo [5].

I rischi si protraggono nel tempo? 

Anche se mancano ancora elementi certi di prova, sembra anche probabile che l’uso a lungo termine di ecstasy possa portare danni cerebrali con decadimento cognitivo simile a quello sperimentato nella demenza.

Infatti, secondo quanto riferisce uno studio della John Hopkins University di Baltimora, Mariland, l’ecstasy può provocare danni cerebrali semipermanenti anche con un uso sporadico e molto limitato nel tempo. In particolare, secondo i ricercatori, l’ecstasy danneggia i neuroni responsabili dei livelli di serotonina, il neurotrasmettitore associato al piacere ed all’umore.

Lo studio, riportato sul Journal of Neurosciences, è stato effettuato su un gruppo di scimmie, alle quali era stata somministrata ecstasy per alcuni giorni. Metà di esse sono state soppresse poco dopo la somministrazione. Nel cervello sono stati rilevati danni alla neocorteccia, la parte più esterna del cervello associata al pensiero cosciente e nell’ippocampo, parte deputata alla gestione della memoria a lungo termine.

Circa sette anni dopo sono state esaminate le altre scimmie. I danni rilevati in precedenza sono risultati ancora presente con i neuroni danneggiati che non si erano rigenerati. “Chi fa uso di ecstasy anche poche volte“, ha commentato il dr. Alan Leshner, direttore del National Institute on Drug Abuse, “rischia problemi a lungo termine, forse permanenti, con l’apprendimento e la memoria“.

L’ecstasy liquida, il GHB, provoca effetti incontrollabili e variabili da persona a persona.

Gli effetti certi vanno dagli stati confusionali a difficoltà di coordinazione e di orientamento spaziotemporale, fino alla sedazione totale. Non mancano gli effetti gravi come attacchi di nausea, vomito, convulsioni, collasso e coma.

In particolare l’assunzione di GHB in associazione con alte dosi di alcool è molto pericolosa e può anche condurre alla morte per arresto respiratorio [6].

Fonti

[1] Sedicenne morto per ecstasy in discoteca al Cocorico’, identificato il pusher http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2015/07/19/sedicenne-in-discoteca-a-riccione-muore-per-ecstasy-_e1e9cb03-040b-4421-855e-8dc62a1ec9a5.html  

[2] WHAT ARE SYNTHETIC DRUGS? http://www.alleganyhealthdept.com/addictions/Synthetic%20Drugs%20-%20ACHD%20web.pdf

[3] Signs and Symptoms of Synthetics Abuse  http://www.narconon.org/drug-abuse/signs-symptoms-synthetic-drugs.html

[4] CHE COS’È L’ECSTASY? http://it.drugfreeworld.org/drugfacts/ecstasy/what-is-ecstasy.html

[5] The health risks of taking ecstasy http://www.telegraph.co.uk/news/health/news/8471281/The-health-risks-of-taking-ecstasy.html

[6] Ecstasy, i danni anche dopo sette anni  http://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/ecstasy/ecstasy/ecstasy.html

 

 

 

 

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