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L’olfatto sta calando? Di certo, non è un buon segno

Tania Catalano | Biologa

Ultimo aggiornamento – Maggio 13, 2019

L’olfatto sta calando? Di certo, non è un buon segno

È possibile che il nostro senso dell’olfatto ci segnali incombenti problemi di salute? Secondo una nuova ricerca, sembrerebbe proprio di si. Insomma, l’olfatto potrebbe essere un indicatore di imminente malattia.

Nessun allarmismo. Non si parla di certo di una perdita temporanea dell’odorato, anzi. Lo studio si è infatti concentrato su soggetti anziani che, nel tempo, hanno visto ridurre progressivamente questo senso.

Quindi? Ecco i dettagli.

Quando l’olfatto non aiuta più

Come già saprai, i cinque sensi sono la vista, l’udito, il gusto, il tatto e l’olfatto.

Sono composti da strutture più o meno complesse specializzate nella ricezione di stimoli provenienti dall’esterno o dall’interno, con il compito di trasformarli in impulsi nervosi e infine di trasmetterli al sistema nervoso centrale.

L’olfatto è, dunque, uno dei cinque sensi: ci permette di relazionarci con il mondo attorno a noi grazie alla percezione dell’odore (e dei profumi!) emanato da tutto ciò che ci circonda. Grazie all’olfatto siamo in grado di riconoscere sensazioni piacevoli, poco gradevoli così come imminenti pericoli, come per esempio fughe di gas o incendi nelle vicinanze.

Una ricerca pubblicata sugli Annals of Internal Medicine suggerisce che nelle popolazioni più anziane coloro che non hanno un buon senso dell’olfatto hanno quasi il 50% di probabilità di andare incontro alla morte nei dieci anni successivi.

Le persone vengono regolarmente sottoposte a screening per l’udito e per la vista – ha sottolineato il dr. Honglei Chen, epidemiologo presso la Michigan State University e autore principale dello studio – Ma, in futuro, poiché stiamo collegando l’olfatto alla salute, forse non sarà una cattiva idea controllare l’olfatto in occasione di esami di routine“.

Olfatto e salute? Gli studi che li collegano sono tanti

Studi precedenti avevano indicato la carenza di olfatto come possibile predittore precoce della malattia di Parkinson. È stata questa ricerca che ha intrigato il Dr. Chen – “Sono un epidemiologo del Parkinson – ha spiegato – A mano a mano che la ricerca andava avanti, ho compreso quanto un deficit olfattivo sia, probabilmente, molto più importante nelle popolazioni più anziane, al di sopra e al di là del morbo di Parkinson“.

Gli studi precedenti sono stati abbastanza limitati in termini di follow-up, mostrando maggior interesse rispetto ai dati che mettono in relazione deficit olfattivo e mortalità. La nuova ricerca di cui il dr. Chen mira dunque a comprendere se, a lungo termine, l’olfatto possa essere predittivo della mortalità complessiva nella popolazione anziana.

I ricercatori hanno esaminato i dati di quasi 2.300 partecipanti per un periodo di 13 anni, con un’età compresa tra i 71 e gli 82 anni. I ricercatori hanno riferito che diversi fattori demografici hanno avuto un effetto minimo, ma il senso dell’olfatto è stato un importante fattore predittivo: pare che coloro che mostravano deficit olfattivi avessero il 46% di andare incontro ad eventi avversi nei 10 anni successivi.

Qual è la relazione tra deficit olfattivo e mortalità?

Se è vero che si è trovata una connessione tra senso dell’olfatto e mortalità, è anche vero che le ragioni esatte che spieghino questa connessione non sono ancora state del tutto chiarite. Le scoperte della squadra di Chen spiegano solo il 30% dei casi di aumento della mortalità in pazienti con ridotto senso dell’olfatto. Ma perché? Cosa potrebbe collegare la carenza di olfatto alla morte?

In questo 30% di casi, l’aumento del rischio di morte può essere collegato al morbo di Parkinson o alla demenza, mentre negli altri casi in cui un cattivo senso dell’olfatto predice la morte di una persona, le cose sono un po’ più oscure.

Questo studio ha rilevato che il 72% del rischio che collega un deficit olfattivo alla morte è una incognita, ma può essere correlato a problemi di salute insidiosi o cronici che spesso progrediscono nel tempo, come l’ipertensione e le malattie cardiovascolari – ha spiegato il dr. Robert Glatter, medico del pronto soccorso del Lenox Hill Hospital di New York che ha concluso – La misurazione dell’olfatto potrebbe diventare uno strumento utile per esaminare la salute generale e il rischio di morte in una popolazione anziana e in buona salute“.

Screening precoce sull’olfatto?

Secondo Glatter, la misurazione dell’olfatto nei pazienti anziani potrebbe essere un nuovo parametro da tenere in considerazione per la valutazione della salute del paziente. “Lo studio apre un’interessante domanda sul fatto che lo screening sull’olfatto alterato delle persone anziane quando si presentano al pronto soccorso possa essere un modo potenziale per stratificarle per futuri esiti avversi” – ha concluso Glatter.

 

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