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Linfonodo sentinella: cosa è bene sapere (e quando preoccuparsi)

Roberta Nazaro | Blogger

Ultimo aggiornamento – 07 Giugno, 2019

Linfonodo sentinella: cosa è bene sapere (e quando preoccuparsi)

Il linfonodo sentinella fa parte del sistema linfatico ed è il primo che riceve il drenaggio linfatico dei tumori. La tecnica del linfonodo sentinella consiste nella palpazione con lo scopo di identificare un eventuale ingrossamento dei linfonodi.

Insomma, per linfonodo sentinella si intende il primo linfonodo a essere raggiunto da eventuali metastasi di tumori maligni, che si diffondono per via linfatica.

Cerchiamo di capirne di più.

Perché è importante il linfonodo sentinella

Se – ad esempio – un linfonodo ascellare è intaccato dal tumore al seno, lo trasmette agli altri linfonodi sparsi nell’organismo. La tecnica del linfonodo sentinella sfrutta proprio questo principio per determinare l’avanzamento dello stato tumorale.

Dunque, se il linfonodo sentinella non è stato ancora raggiunto dalle cellule tumorali, è molto probabile che anche i linfonodi sparsi nell’organismo non siano stati raggiunti. Pertanto, il tumore non ha ancora iniziato a diffondersi e a intaccare l’organismo.

Per verificare lo stato di avanzamento di un tumore si utilizza il sistema TNM, una sigla che indica:

  • T, estensione del tumore;
  • N, assenza o presenza di metastasi ai linfonodi regionali;
  • M, assenza o presenza di metastasi a distanza.

Nella valutazione sono inoltre aggiunti una numerazione che va da 0 a 3 per ogni singolo valore, in base alla gravità di espansione del tumore.

Determinare che il linfonodo sentinella non sia stato intaccato permette al paziente di risparmiarsi un intervento molto invasivo, cioè lo svuotamento del cavo ascellare, che prevede l’asportazione di tutti i linfonodi ascellari.

Linfoscintigrafia per visualizzare il linfonodo sentinella

Per visualizzare il linfonodo sentinella viene impiegata la tecnica della linfoscintigrafia. Questa procedura viene eseguita iniettando sottopelle nella mammella una quantità irrisoria di isotopo debolmente radioattivo, che si blocca proprio nel primo linfonodo. Il linfonodo viene così identificato e rimosso con una piccola incisione (linfoadenectomia). Il tessuto rimosso viene poi impiegato per la biopsia, cioè per determinare l’eventuale presenza di cellule maligne. Questa tecnica di intervento non è necessaria se il linfonodo sentinella non risulta intaccato perché significa che l’eventuale tumore è circoscritto al seno.

Negli ultimi tempi l’utilizzo della tecnica del linfonodo sentinella è ampiamente utilizzata per determinare con estremo successo i primi stadi di tumore alla mammella e melanomi. Sono in corso eventuali studi per determinare se questo metodo possa essere impiegato anche per il cancro a:

  • Colon
  • Prostata
  • Testicoli
  • Pene
  • Reni

Quando si ingrossano i linfonodi

I linfonodi si ingrossano quando avviene un incremento delle cellule immunitarie. Pertanto l’ingrossamento non avviene solo per presenza tumorale, ma anche per cause del tutto benigne, molto comuni, quali:

  • Mal di gola
  • Malattie infettive
  • Malattie infiammatorie

Solo in rari casi, i linfonodi si ingrossano a causa della presenza di un tumore. Inoltre, il gonfiore dei linfonodi deve comunque essere associato a diversi sintomi, quale perdita di peso significativa, febbre, linfonodi che si gonfiano nel tempo, in un solo lato del corpo oppure sopra la clavicola.

In caso di linfonodo ingrossato è consigliabile farsi visitare dal proprio medico curante per determinare le cause scatenanti e intervenire tempestivamente con la terapia migliore.

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