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Manganese, per prevenire osteoporosi e radicali liberi

Tania Catalano | Biologa

Ultimo aggiornamento – Gennaio 24, 2019

Manganese, per prevenire osteoporosi e radicali liberi

Sono noti a tutti i benefici di elementi come la vitamina C, la vitamina D, il ferro, l’acido folico, il complesso delle vitamine B e di minerali come il calcio e il magnesio. Ma cosa sappiamo del manganese?

Si tratta di un elemento essenziale e vitale per la nostra salute, un metallo il cui simbolo chimico è Mn. In particolare, viene immagazzinato nelle ossa, nei reni e nel pancreas, ed è presente nell’organismo in piccolissime quantità. Ciò ovviamente non lo rende meno importante. Piuttosto, il corpo umano lo richiede per importanti funzioni.

Ma a cosa serve il manganese? Cerchiamo di capirne di più.

Di quanto manganese abbiamo bisogno

L’assegno dietetico raccomandato non è stato stabilito, ma i livelli di assunzione di manganese adeguati dovrebbero essere i seguenti:

  • Dalla nascita a 6 mesi – 3 mcg (microgrammi) per ambo i sessi
  • 7-12 mesi – 600 mcg per ambo i sessi
  • 1-3 anni – 1,2 mg (milligrammi) per ambo i sessi
  • 4-8 anni – 1,5 mg per ambo i sessi
  • 9-13 anni – 1,9 mg (maschi); 1,6 mg (femmine)
  • 14-18 anni – 2,2 mg (maschi); 1,6 mg (femmine)
  • 19 anni e oltre – 2,3 mg (uomini); 1,8 mg (donne)
  • Donne in stato di gravidanza – 2 mg
  • Donne in fase di allattamento al seno – 2,6 mg

Manganese: quali sono le sue proprietà

Il manganese apporta diversi benefici per la salute del nostro corpo, essendo un cofattore che aiuta gli enzimi a svolgere le loro funzioni.

Non a caso, il manganese è essenziale per il metabolismo del colesterolo, dei carboidrati e delle proteine.

Come componente dell’enzima antiossidante superossido dismutasi (SOD), aiuta a combattere gli effetti dannosi dei radicali liberi convertendo il superossido in molecole più sicure, utili a non causare danni cellulari.

Potrebbe inoltre esserci una relazione tra manganese e livelli di glucosio nel sangue. Gli studi hanno rivelato che i pazienti diabetici hanno bassi livelli di manganese nel sangue. Purtroppo, però, non si è ancora in grado di comprendere se il diabete causa la caduta dei livelli di manganese o se livelli ridotti di manganese contribuiscono allo sviluppo del diabete.

Il manganese fa bene alle ossa (e cosa comporta una sua carenza)

Il manganese è essenziale per la salute delle ossa. Quando combinato con le giuste quantità di calcio, zinco e rame, il manganese contribuisce alla normale densità ossea, specialmente a livello della colonna vertebrale e delle gambe. Questo è particolarmente importante per gli anziani a rischio di osteoporosi, specialmente per le donne in postmenopausa. Inutile ribadire che il 50% delle donne in postmenopausa e circa il 25% degli uomini soffre di una frattura correlata all’osteoporosi.

Ci sono anche prove che suggeriscono che il manganese, se assunto insieme a glucosamina e condroitina, può ridurre il dolore dell’osteoartrite. In uno studio, il 52% della popolazione sottoposta ai test che ha assunto tale combinazione ha riportato un miglioramento. Sfortunatamente, questo beneficio sembra confinato solo a soggetti affetti da osteoartrite lieve. Nessuna riduzione significativa è stata osservata nelle persone che soffrivano di artrosi grave.

Sebbene la carenza di manganese sia rara, gli esperti stimano che ben il 37% della popolazione americana non assuma la quantità raccomandata di manganese tramite la dieta.

Gli studi hanno dimostrato che l’assunzione inadeguata di manganese è associata a malattie croniche come il diabete, l’osteoporosi e l’epilessia. Poiché il manganese è necessario per il normale sviluppo scheletrico, bassi livelli possono contribuire alle anomalie scheletriche e posturali.

Dove si trova il manganese

Come già accennato, il manganese occupa un ruolo importante nella salute delle ossa. Una carenza di questo minerale ci espone maggiormente al rischio di soffrire di osteoporosi.

Tra gli alimenti ricchi di manganese troviamo in prima posizione l’ananas. Ma ci sono molti cibi che rappresentano una buona fonte di manganese, come:

  • Noci
  • Semi
  • Amaranto
  • Nocciole
  • Fagioli bianchi
  • Fagioli Neri
  • Verdure a foglia verde

Il contenuto di manganese negli alimenti, come per tutti i nutrienti, può variare in base al terreno e alla regione in cui è stato coltivato.

Attenzione a non esagerare

Quantità eccessive di manganese possono causare tossicità. Quanto segue riflette i livelli tollerabili di assunzione per l’uomo:

  • 1-3 anni – 2 mg
  • 4-8 anni – 3 mg
  • 9-13 anni – 6 mg
  • 14-18 anni – 9 mg
  • 19 anni e più – 11 mg

Il manganese è considerato un metallo pesante così come zinco, rame, selenio e ferro che possono influire negativamente sulla salute, in particolare sulla salute del cervello. L’eccesso di manganese è, infatti, immagazzinato nel tessuto cerebrale. Se raggiunge livelli tossici, possono derivarne danno neurale e disturbo neurodegenerativo. Il manganismo, che ha sintomi simili al morbo di Parkinson, si verifica quando il manganese si accumula nei gangli della base: attenzione, quindi.

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