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Maschio alfa: integratori e abitudini quotidiane per aumentare il testosterone

Ultimo aggiornamento – 10 Settembre, 2014

Cos’è il maschio alfa?

Ci sono maschi e maschi. Poi c’è il maschio alfa. Ecco le caratteristiche che accomunano gli uomini di “serie a”.

Abbiamo tutti sicuramente sentito parlare, probabilmente guardando in televisione qualche documentario sugli animali, del cosiddetto “maschio alfa”.  Ma anche l’uomo è un animale e un mammifero, e quindi coinvolto nelle leggi di interazione sociale che caratterizzano la sua specie.

Per questa ragione, ogni volta che due o più persone si riuniscono, una di loro inconsciamente stabilisce una relazione di “dominanza” sugli altri.  La prima domanda che sorge spontanea è: in che modo il nostro cervello individua la persona dominante? Si tratterebbe, a quanto pare, di fenomeni che avvengono molto al di sotto della nostra soglia di consapevolezza.

Ma a cosa è dovuta esattamente quell’aura mistica che aleggia intorno a certi individui, e che induce tutti a rivolgere verso di loro una totale attenzione, senza riuscire a evitare di creare un rapporto di subordinazione e rispetto nei confronti di chi ha “quel qualcosa in più”? E soprattutto, perché alcuni individui ce l’hanno ed altri no?

[1] Studi recenti suggeriscono che il processo che conduce allo stabilirsi della legge di dominanza sia dovuto alla complessa interazione di un piccolo gruppo di ormoni. Tra questi, non ci sorprende che uno dei più importanti sia il testosterone, noto anche come ormone dell’aggressività e del predominio. Questo ormone, prodotto essenzialmente a livello dei testicoli, è fondamentale nella regolazione del comportamento, e promuove infatti un atteggiamento risoluto e determinato.

Ma come fare a identificare il maschio alfa?

Identificare un maschio alfa non è sempre semplice e, a volte, ci si può confondere. Ecco qualche consiglio per capire la loro psiche.

Nell’immaginario comune, [2] il maschio alfa ha sempre rappresentato colui che detiene il comando e il potere. Costituisce, inoltre, l’oggetto di desiderio sessuale da parte delle donne, di timore da parte dei nemici, e di rispetto e ammirazione da parte degli altri maschi “non-alfa”.

È colui che dispone della maggiore influenza sociale, della maggiore quantità di cibo e delle maggiori possibilità di trovare un partner. Nella storia più antica dell’umanità, chi riusciva a uccidere l’orso più grosso, generare la più numerosa quantità di prole, o riusciva a far rotolare la roccia più pesante, poteva fregiarsi del titolo di “maschio alfa”.

È invece concezione erronea e di secondaria importanza quella che associa il maschio alfa a un comportamento aggressivo e autoritario verso gli altri maschi, o che usa la sua supremazia per scopi non primariamente protettivi e di controllo degli altri componenti del clan. Se un tempo il concetto di maschio alfa era quasi un’istituzione, oggigiorno può essere più difficile identificarlo rispetto a quanto non lo fosse nella Preistoria o nell’Antichità.

Ma come abbiamo detto all’inizio, l’uomo è un mammifero e come tale è inevitabilmente subordinato alle regole e agli istinti che governano la propria specie. Quindi, come lo identifichiamo nel complesso mondo contemporaneo? Si può dire che in un gruppo di amici o di colleghi, il maschio alfa è individuabile nel soggetto che mostra una serie di toni comportamentali e modi di fare che lo contraddistinguono rispetto agli altri.

Basta pensare ad alcuni grandi personaggi del mondo del Cinema (come Sean Connery, per esempio) per aiutarci a ricordare quali sono questi tratti:

  • Non è mai a disagio nell’ “eye contact” con gli altri e non è mai quello che lo interrompe per primo (se non perché è annoiato);
  • tocca liberamente le persone senza timidezza;
  • interrompe senza problemi le conversazioni o i monologhi altrui;
  • quando qualcuno fa un’affermazione importante, tutto il gruppo lo osserva per vederne la reazione;
  • è lui che regola la conversazione, come se avesse un telecomando invisibile. Decide su quali argomenti deve vèrtere e per quanto tempo ciascuno degli altri potrà parlare;
  • si prende il lusso di fare tutto con la più assoluta calma e lentezza: se suonano alla porta, potrebbe tranquillamente decidere di finire il suo drink prima di rispondere;
  • il modo stesso in cui parla, con pause importanti ed enfatiche anche nel bel mezzo di una frase o di una stessa parola, mostra come voglia dare la massima importanza e una forte carica emotiva a ogni suono che viene emesso dalla sua bocca;
  • anche nel suo modo di stare in piedi o seduto cerca di apparire dominante: siede infatti più in alto degli altri, e tiene le spalle allargate, gonfiando la cassa toracica, nel tentativo di occupare più spazio. Anche le gambe sono posizionate in modo comodo e tutt’altro che dimesso (idealmente sul tavolo);
  • il timbro della sua voce vuole essere profondo e risonante (e spesso è così, anche se questa non è certamente la caratteristica primaria o determinante della sua mascolinità).

Ma in che modo, quindi, il testosterone e il suo incrementato livello nei maschi alfa, aiutano a manifestare tutte queste caratteristiche, sia comportamentali che fisiche?

Testosterone: ecco una delle cause che porta l’uomo a diventare un maschio alfa. I livelli in eccesso possono condizionare atteggiamenti e fisicità. Scopriamo come. 

Parliamo dell’influenza del testosterone in ambito comportamentale [3]. Per quanto riguarda la sfera sessuale, bisogna introdurre il concetto dei ferormoni. Sicuramente ne avrete già sentito parlare. Si tratta di sostanze bio-chimiche, difficilmente rintracciabili, che innescano attraverso stimoli olfattivi un interesse sessuale nel sesso opposto. È stato visto, in uno studio su cavie da laboratorio, che i due ferormoni androsterone e androstadienone (derivati del testosterone), quando vengono prodotti dal maschio, provocano attrazione e addirittura dipendenza (se ripetutamente esposte allo stesso stimolo olfattivo per un certo periodo di tempo) nelle femmine in ovulazione con cui il maschio interagisce.

Da qui si può quindi spiegare la maggiore attrattiva sessuale rappresentata da maschi con più alti livelli di testosterone rispetto alla media (maschi alfa). Alti livelli di testosterone prima di una competizione sono inoltre associati a una forte carica e a una grande spinta motivazionale verso la vittoria (specialmente quando la motivazione è il desiderio di potere e di riconoscimento sociale). Se la competizione si conclude (come è molto probabile) in una vittoria, i livelli di testosterone risulteranno ulteriormente rialzati.

Il maschio alfa, quindi, sperimenta regolarmente dei circoli “virtuosi” in cui alti livelli di testosterone che si autoalimentano, permettendogli di avvertire una costante sensazione di “invincibilità”, di impossibilità a essere sconfitto. Questo quadro si contrappone invece a quello che sperimentano solitamente i maschi “beta”, nei quali prima di una competizione sono presenti alti livelli di cortisolo, ormone associato a stress e ansia.

Per quanto riguarda l’influenza del testosterone sulle caratteristiche fisiche del maschio alfa, l’ormone è di insostituibile importanza per mantenere e regolare:

  • densità ossea
  • distribuzione di grasso
  • forza e massa muscolare
  • produzione di globuli rossi
  • impulso sessuale
  • produzione di liquido seminale o sperma

Alti valori di testosterone sembrano inoltre essere associati a un tono di voce più profondo e grave.

Quali sono le abitudini quotidiane del maschio alfa?

Ogni uomo ha le sue abitudini. I maschi alfa, poi, ne hanno alcune ben riconoscibili. Colpa del testosterone? Forse sì. Di certo ecco cosa spicca della loro quotidianità.

Un buon livello di testosterone non può essere mantenuto se, per prima cosa, non ci si attiene a un corretto stile di vita e a delle corrette abitudini quotidiane.

La prima regola è un buon riposo notturno, in termini sia di qualità che di quantità: è stato dimostrato che sono necessarie almeno 7 ore di sonno. L’importanza di dormire il giusto è dovuta sia al fatto che il corpo utilizza proprio le ore di riposo per produrre nuovo testosterone, sia al fatto che essere privati del sonno aumenta la quantità di cortisolo in circolo (l’ormone dello stress), e alti livelli di questo ormone hanno a loro volta un impatto negativo sui livelli di testosterone. Per migliorare la qualità del sonno, è buona norma evitare di guardare la televisione o usare altri dispositivi elettronici già a partire da un’ora prima di coricarsi. Anche evitare di consumare caffeina la sera, e fare una doccia calda favoriscono il buon sonno.

Evitare gli alcolici. L’alcol influenza negativamente il sistema endocrino (sistema che regola la produzione di tutti gli ormoni), impedendo ai testicoli di produrre il testosterone. La birra, nella fattispecie, è il peggior nemico del testosterone poiché contiene il luppolo, ricco di estrogeni (ormoni femminili). Quando si beve quindi, è importante limitarsi a due o tre bevande, senza eccedere.

Non consumare droghe. Molte, tra cui spiccano la cannabis e la cocaina, hanno un effetto catabolico (ossia di demolizione) sul testosterone, oltre che un’inibizione della spermatogenesi e della mobilità degli spermatozoi. La sensazione di onnipotenza che la cocaina genera in chi ne fa uso, è molto diversa da quella che vive il maschio alfa nella sua condizione di circolo positivo e invincibilità di cui abbiamo parlato nel precedente paragrafo: la prima è infatti drammaticamente dannosa per la salute del soggetto, ed è dovuta a una falsa percezione della realtà causata dalla sostanza; la seconda è invece uno stato fisiologico e desiderabile che caratterizza il maschio alfa nella sua relazione con le sfide e la competizione.

Anche il fumo va eliminato dalle abitudini del maschio alfa: è dimostrato [4] infatti come il consumo di sigarette (anche meno di dieci al giorno) sia associato ad una precoce insorgenza dei sintomi derivati dalla carenza di testosterone.

Evitare lo stress è un’altra ottima abitudine del maschio alfa: se si è costantemente sotto stress, infatti, il corpo produrrà grandi quantitativi dell’ormone cortisolo, che abbiamo già visto essere uno dei principali nemici. Quindi, se per troppi giorni di fila ti ritrovi a rimanere in ufficio fino a tarda ora, non sei sulla strada giusta: cerca di ridurre gli orari lavorativi a meno di dieci ore al giorno. E per almeno due ore nell’arco della giornata è buona abitudine dedicarsi ad attività piacevoli che non implichino il lavoro o l’attività fisica, come leggere un libro o ascoltare della musica.

Infine, ma non certo per importanza, il maschio alfa ha uno stile di vita molto attivo e si dedica con regolarità a una corretta attività fisica. Sappiamo tutti quanto sia enfatizzato, nell’ambito del fitness, il concetto di testosterone associato a una maggior quantità di massa magra (muscolo) rispetto a quella grassa. In effetti, se il soggetto è sovrappeso e lo stile di vita è sedentario, il cervello riceve il messaggio che non sia necessario produrre grande quantità di testosterone che vada a supportare ossa e massa muscolare. Quando invece il soggetto è fisicamente attivo, il cervello manda il segnale per la produzione di una maggiore quantità di ormone.

È necessario fare quotidianamente una camminata a passo veloce di almeno 20 minuti, e settimanalmente, in palestra, privilegiare l’esercizio cardiovascolare e di incremento della forza mediante esercizi di sollevamento pesi, meglio ancora se su una superficie non stabile, come una pedana curva. Questo tipo di esercizi è fondamentale, ma è necessario farlo nel modo corretto, con il giusto carico e la giusta quantità di pausa tra una serie e l’altra. L’ideale, per essere sicuri di non esagerare, è avvalersi del consiglio e della supervisione di un personal trainer (una quantità eccessiva di esercizi o un carico eccessivo potrebbero avere l’effetto contrario di abbassare il livello di testosterone).

Assolutamente controindicato e sconsigliato, nello stile di vita del maschio alfa, il ricorso a steroidi e similsteroidi per l’aumento di testosterone in soggetti che non soffrono di una diminuzione dell’ormone a causa di un’altra patologia.
Il testosterone, inoltre, diminuisce naturalmente con l’età, ma il ricorso a una terapia di incremento non naturale presenta vari possibili effetti collaterali come:

  • apnee notturne, che possono portare il soggetto allo sviluppo di disturbi del sonno permanenti nei quali il respiro è costantemente interrotto e incostante;
  • rischio di infarto;
  • acne, o altre reazioni cutanee;
  • crescita non cancerogena della prostata (iperplasia prostatica benigna) o sviluppo di un carcinoma da una preesistente iperplasia benigna;
  • diminuzione della produzione di sperma o contrazione dei testicoli;
  • rischio di formazione di un coagulo di sangue (trombo) a livello di una vena profonda, che potrebbe liberarsi, viaggiare lungo il sistema vascolare fino a raggiungere i polmoni, dove bloccherebbe il flusso sanguigno causando quella che viene chiamata embolia polmonare.

A causa di questi rischiosi effetti collaterali, dunque, dove non vi sia un quadro patologico che lo richieda e una stretta supervisione medica, è del tutto sconsigliabile ricorrere a una terapia di incremento del testosterone.

Qual è l’alimentazione del maschio alfa?

L’alimentazione e la dieta seguita possono aiutare nell’identificazione del maschio alfa. Ecco quali sono gli alimenti che predilige e quali esclude.

Passiamo ora all’altro grande capitolo nella decifrazione della quotidianità ideale del maschio alfa: l’alimentazione.

Nella società di oggi c’è una generale tendenza ad avere timore di qualsiasi alimento contenente grassi (o lipidi). La sola parola “grasso” ci rende riluttanti a introdurre nel nostro corpo alimenti ricchi di questa categoria nutrizionale. Una paura eccessiva di questo tipo, che può avere diversi gradi di severità, è considerata una vera e propria patologia nervosa chiamata “grasso fobia” [5]. La patologia porta il soggetto che ne è affetto a evitare qualsiasi cibo contenente questo tipo di nutriente, che in realtà, se assunto nelle giusta qualità e quantità, è indispensabile al corretto funzionamento del nostro organismo.

I grassi insaturi, per lo più quelli contenuti in cibi derivanti dalle piante (avocado, noci, olii) sono benefici per la salute dell’uomo in generale, in quanto favoriscono la circolazione del sangue e quindi il miglior funzionamento di tutti gli organi e gli apparati. Per di più, nel caso del maschio alfa, che mira ad avere elevati livelli di testosterone, neanche gli altri grassi (saturi) sono considerati dannosi. Il maschio alfa dovrà quindi essere tutt’altro che “grasso fobico” e dovrà anzi ricercare nella sua alimentazione un’alta quantità di grassi. [6] Studi recenti hanno evidenziato infatti che una dieta ricca di lipidi corrispondente almeno al 40% dell’introito calorico quotidiano, è associata a maggiori livelli di testosterone rispetto ad una dieta povera di grassi (equivalente cioè a circa il 20% dell’apporto calorico quotidiano). Il colesterolo, inoltre, che si associa ad un consumo di grassi saturi, non è nemico del maschio alfa, in quanto è precursore diretto del testosterone.

Sì al consumo abbondante di proteine, sia vegetali (legumi, cereali integrali, noci) che animali (uova, pesce, carne, latticini), il tutto biologico, per quanto possibile, poiché è stato dimostrato che alimenti privi di pesticidi e altre sostanze chimiche favoriscono livelli di testosterone più alti.

Gli integratori del maschio alfa

Gli integratori alimentari, così dibattuti in campo medico, forniscono forza e vigore, elementi chiave e punti vincenti del maschio alfa. Ma qual è il loro uso?

Per quanto riguarda gli integratori, sono ancora molti i dibattiti in corso circa la reale efficacia dell’assunzione di aminoacidi, primo fra tutti l’acido D-aspartico. Uno studio recente [7] del 2013 dimostra l’inefficacia di questo integratore nell’aumentare il rilascio di testosterone, la massa o forza muscolare.

Un’alternativa agli aminoacidi che ha ultimamente acquisito popolarità e sembra essere efficace, è il consumo di tribulus terrestris [8], una pianta della famiglia delle Zygophyllaceae, diffusa in Europa, Asia, Africa e nelle zone calde tropicali. I semi di tribulus terrestris sono ricchi di saponine steroidi, la cui azione si manifesta nell’uomo mediante un’aumentata secrezione dell’ormone luteinizzante (LH). Questo si traduce in effetti benefici per la dieta e le abitudini quotidiane del maschio alfa, in quanto stimola a livello del testicolo la produzione di testosterone e la spermatogenesi, e, più in generale, ha proprietà anabolizzanti e tonico-stimolanti.

Infine dobbiamo citare la Damiana [9], un arbusto appartenente alla famiglia delle Turpinacee, proveniente dal Messico, dal Texas, dai Caraibi e dal Sudamerica. Storicamente è stata usata come afrodisiaco, ma anche come antidoto contro la depressione, l’emicrania e la costipazione. Agisce come stimolante della zona pelvico sacrale dove risiede il centro dell’erezione, e interviene anche sulla diminuzione della libido, avendo un effetto terapeutico generale sia sul sistema nervoso che quello genitale.

Prima di assumere questo tipo di integratori, anche il “maschio alfa”, è quindi il caso di dire nessuno escluso, deve consultarsi con il proprio medico di fiducia che saprà guidarlo e consigliarlo al meglio.

Bibliografia e fonti

[1] Who’ll Be the Alpha Male? Ask the Hormones http://www.psychologytoday.com/blog/extreme-fear/201010/wholl-be-the-alpha-male-ask-the-hormones

[2] Anatomy of the Alpha Male From Identification to Impersonation http://www.bodylanguageuniversity.com/public/239.cfm

[3] Testosterone therapy: Key to male vitality? http://www.mayoclinic.org/healthy-living/sexual-health/in-depth/testosterone-therapy/art-20045728

[4] Smoking, sperm quality and testosterone level http://humrep.oxfordjournals.org/content/17/12/3275.full

[5] Fat phobia: measuring, understanding, and changing anti-fat attitudes. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8293029

[6] Protein http://www.hsph.harvard.edu/nutritionsource/what-should-you-eat/protein/

[7] D-aspartic acid supplementation combined with 28 days of heavy resistance training has no effect on body composition, muscle strength, and serum hormones associated with the hypothalamo-pituitary-gonadal axis in resistance-trained men. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24074738

[8] Tribulus http://www.webmd.com/vitamins-supplements/ingredientmono-39-TRIBULUS.aspx?activeIngredientId=39&activeIngredientName=TRIBULUS

[9] Damiana www.webmd.com/vitamins-supplements/ingredientmono-703-DAMIANA.aspx?activeIngredientId=703&activeIngredientName=DAMIANA

 

 

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