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Misuratevelo

Ezia Campise | Blogger

Ultimo aggiornamento – 13 Dicembre, 2010

Vi ricordate il bombardamento mediatico negli anni 80 e 90 sull’uso del preservativo? Le campagne d’informazione per la lotta all’AIDS che se lo evitavi non ti uccideva, e l’aurea viola pulsante che faceva venire i brividi? E poi, poco e niente.

Secondo quanto riportato nell’ultimo notiziario dell’Istituto Europeo di Sanità, la principale via di trasmissione dell’HIV è rappresentata dai contatti sessuali non protetti (dal 7,8% del 1985 al 75,7% del 2008), che tuttavia non vengono percepiti come a rischio, in particolare dalle persone di età matura. Sulla base delle stime effettuate risulta che in Italia siano attualmente presenti circa 160.000 persone HIV positive, di cui circa 22.000 affette da AIDS, e che un sieropositivo su quattro non sappia di essere infetto.

La faccenda è ancora più critica se si considera la situazione delle donne: secondo quanto riportato dalla LILA (lega italiana per la lotta contro l’aids), sulla base di uno studio condotto dall’Italian CohOrt of Naive Antiretroviral patients, si rileva che l’80% delle donne infette siano state contagiate per via sessuale dal partner stabile.

La risposta a tutto questo – e a molto altro, cioè a tutte le malattie sessualmente trasmissibili – la sa anche Jovanotti (…che un tempo erano piattole e adesso si muore) e quindi anche noi: il preservativo.

Secondo uno studio condotto dai ricercatori del Centre for Sexual Health Promotion presso l’Indiana University, tutta la scomodità e la ritrosia ad usare i preservativi dipenderebbe semplicemente da una questione di taglia: occorre trovare la misura giusta, e il gioco è fatto.

Per capire l’impatto della taglia sul comfort hanno preso un campione rappresentativo della popolazione suddividendo i partecipanti in tre categorie: dimensioni del pene piccole (lunghezza media di 11 cm e circonferenza media di 9), medie (lunghezza media di 14 e larghezza media di 13) e grandi (lunghezza media di 18 e larghezza media di 14).

Hanno quindi fatto provare dei preservativi “standard” ai partecipanti, scoprendo che gli uomini taglia “L” erano quasi impossibilitati ad indossarli (trovandoli troppo corti o troppo stretti, con conseguenti strozzamenti, problemi di srotolazione e blocco di circolazione che non ho bisogno di spiegarvi) mentre gli uomini “S” ed “M” si lamentavano molto meno, seppur più soddisfatti e più “nature” una volta trovata la perfetta taglia “calzante”.

In conclusione, siccome la taglia delle scarpe la si sa di per certo, e nessuno si sognerebbe mai di indossarne un paio di cinque numeri in meno o in più salvo lamentarsi della scomodità, l’invito è quello di capire la taglia giusta e scegliere la tipologia più adatta prima di dire che il preservativo è fastidioso e desensibilizzante.

Qui si può scaricare un pratico misuratore per scoprire la giusta taglia – da ritagliare per bene, senza barare – ed una pratica tabella che indica la marca più adatta a seconda del risultato: non ci sono più scuse.

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