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Sotto accusa i prodotti per sbiancare i denti: i risultati di una nuova ricerca

Redazione

Ultimo aggiornamento – 21 Maggio, 2019

Sotto accusa i prodotti per sbiancare i denti: i risultati di una nuova ricerca

Cattive notizie per i prodotti per sbiancare i denti gialli.

Secondo recenti studi, potrebbero rovinare la dentina, la parte proteica – e che dà forza – al dente stesso. I tre studi saranno presentati dal team di ricerca coordinato dal dr. Kelly Keenan, della Stockton University nel New Jersey, in occasione del meeting annuale dell’American Society for Biochemistry and Molecular Biology.

Cerchiamo di capirne di più.

Prodotti per sbiancare i denti: nemici di collagene e dentina

Fino ad oggi, le indagini scientifiche sull’effetto dei prodotti da farmacia per dare vitalità ai denti ingialliti si erano concentrate esclusivamente sull’effetto dato allo smalto. Purtroppo, però, le conseguenze sulla dentina, costituita da proteine e collagene, erano state ignorate.

Così, perché nulla fosse lasciato al caso, il team di ricerca ha svolto una serie di esperimenti usando il principio attivo dei prodotti sbiancanti – dunque l’acqua ossigenata – su fibre di collagene, così come sui denti in provetta e sul materiale che costituisce la dentina.

Sono subito balzati all’occhio risultati perlopiù sconcertanti. Le fibre di collagene, infatti, si sono disgregate nel giro di dieci minuti, non resistendo al contatto con l’acqua ossigenata a dosi equivalenti a quelle contenute nei prodotti per sbiancare i denti che troviamo comunemente in commercio.

Gli effetti sulla dentina, invece, si sono visti trattando i denti in provetta con il principio attivo dei prodotti sbiancanti.

Scegliere con un professionista la procedura più corretta, raccomandano gli esperti

Sebbene in vitro, questi studi pongono l’accento sul fatto che lo sbiancamento è una procedura che inevitabilmente comporta delle alterazioni della struttura dello smalto e della dentina” – ha sottolineato il dr. Cristiano Tomasi, dell’Università di Göteborg e membro della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia.

Bisogna però ricordare che queste alterazioni sono normalmente transitorie – ha continuato l’esperto – Poiché il dente è un organo che ha una sua dinamicità, e scambia sostanze con l’ambiente circostante. Quindi, ad esempio, è possibile indurre una ri-mineralizzazione del dente stesso“.

Gli autori hanno dunque posto l’accento sui rischi connessi alle procedure domiciliari di sbiancamento, spesso molto pubblicizzate. ”Credo che, come sempre, ogni procedura vada valutata in termini di costo-beneficio, ove alla voce costi vanno aggiunti i rischi anche potenziali. Quindi – raccomanda l’esperto – è importante valutare sia se lo sbiancamento sia effettuato in presenza di evidenti alterazioni del colore dei denti (sia congenite sia per cause diverse), sia se la procedura scelta potrà avere benefici concreti se effettuata correttamente“.

Insomma, la morale è abbastanza semplice. Lo sbiancamento fai-da-te può portare a un eccesso di cure, con conseguenze talvolta sgradevoli. Per la valutazione sulla necessità di questa procedura, così come sulla metodica più corretta, ci si dovrebbe rivolgere a un professionista del settore, che consiglierà con quale approccio trattare la problematica.

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