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Un test rileva il cancro al collo dell’utero: l’efficacia è del 100%

Angelica Sandrini | Studentessa di Biotecnologie

Ultimo aggiornamento – Gennaio 17, 2019

Un test rileva il cancro al collo dell’utero: l’efficacia è del 100%

Nonostante i numerosi studi sul cancro stiano portando a cure sempre più efficaci, una diagnosi di tumore resta – ovviamente – spaventosa per chi la riceve.

Certo, i trattamenti e le terapie si stanno facendo sempre più mirati, ma la migliore cura resta la prevenzione. Insomma, identificare le cellule tumorali ai primi stadi della patologia può davvero cambiare le carte in tavola.

In particolare, il tumore della cervice uterina (o tumore del collo dell’utero) è piuttosto diffuso nelle donne. Nella maggior parte dei casi è causato da un virus, il Papilloma virus umano, noto anche come HPV. Si trasmette principalmente attraverso l’attività sessuale e, tra gli oltre cento tipi diversi esistenti, solo una piccola parte è responsabile del cancro alla cervice.

Fortunatamente, questo tipo di tumore ha una crescita molto lenta e ciò permette di individuare le cellule neoplastiche ai primi stadi, così da offrire prevenzione, diagnosi precoci e trattamenti alle pazienti. Strumenti di diagnosi sempre più mirati hanno, inoltre, determinato un significativo declino nel numero di donne affette da cancro alla cervice negli Stati Uniti.

Ma non finisce qui. Arriva oggi un nuovo tipo di test diagnostico per il cancro al collo dell’utero, con una percentuale di successo del 100%. Sembra essere la rivoluzione.

Il nuovo test batte il Pap test e il test HPV

Avete letto bene, stiamo parlando di un nuovo metodo diagnostico con un altissimo tasso di successo, tale da superare di una spanna i test utilizzati fino ad ora.

L’attuale test dell’HPV rileva la presenza del Papilloma virus e non il rischio effettivo di tumore al collo dell’utero. Teniamo ben presente che solo una piccola parte tra i numerosi tipi di HPV può essere responsabile per il cancro. Anzi, spesso il virus non causa alcun problema in chi ne è affetto. Le donne che si sottopongono a questo test e risultano positive al virus, quindi, rischiano di subire uno stress non necessario.

Anche il Pap test, che consiste nel prelevare un campione di cellule dalla cervice ed esaminarle al microscopio, non è infallibile. Ecco perché avevamo bisogno di un nuovo strumento di diagnosi.

Un team di ricercatori, guidati dalla Queen Mary University di Londra, ha sviluppato questo nuovo test. Per sperimentarlo ha condotto uno studio clinico randomizzato su 15.744 donne di età compresa tra 25 e 65 anni in Canada.

Non solo il test ha dimostrato un’efficacia del 100%, ma è stato anche in grado di individuare tutti e otto i tipi di cancro cervicale invasivo che si sono sviluppati nelle donne, mentre il Pap-test ha rilevato solo un quarto dei tumori e il test HPV la metà.
Il nuovo test ha così dimostrato di essere un passo significativo nella giusta direzione quando si tratta di diagnosi precoce. I risultati, considerati straordinari, sono stati pubblicati sull’International Journal of Cancer.

Super efficacia: come funziona?

Dove sta la novità che rendere questo test così efficace? La risposta è l’epigenetica, ovvero il modo in cui i geni sono espressi. In breve, i geni specifici possono essere in modalità “on” oppure “off”, ovvero “accesi” o “spenti”. I ricercatori non si sono quindi concentrati sulle mutazioni del DNA come avevano fatto gli scienziati degli studi precedenti, ma sul lavoro dei geni.

Il dr. Attila Lorincz, ricercatore capo del progetto, ha spiegato che il nuovo test rileva i cambiamenti che si verificano sia nell’HPV che nel paziente. Incrociando i dati di entrambi risultati, si ottiene un “classificatore combinato”, ovvero una classificazione più precisa che vede la combinazione non più di un unico fattore, ma di due.

Contrariamente a quanto afferma la maggior parte dei ricercatori e dei clinici, stiamo esaminando sempre più prove a sostegno dell’epigenetica, e non delle mutazioni del DNA, che guida una vasta gamma di tumori precoci, tra cui cervicale, anale, orofaringeo, colon e prostata ” – ha dichiarato il professore Lorincz.

Le “capacità” del test non finiscono qui. Il team ha esaminato anche 257 donne positive all’HPV. Il nuovo test è riuscito a rilevare il 93% delle lesioni pre-cancerose. Una combinazione di Pap test e test dell’HPV ha avuto un tasso di successo dell’86%, mentre il Pap test da solo ha rilevato le lesioni solo il 61% delle volte.

Stiamo davvero parlando di qualcosa di rivoluzionario, anche se è importante notare che il test richiederà probabilmente circa cinque anni per diventare un metodo consolidato utilizzabile nelle cliniche e negli ospedali. Tuttavia, potrebbe avere un impatto positivo significativo in futuro.

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