Trovata la cura contro la scartoffia

– Gino hai preso i risultati delle analisi da far vedere al dottore?

– Quali, quelle del 2009 o quelle del 2011?

– Quelle che sono nella cartella clinica.

– Quale, quella del 2010 o quella del 2012?

– Quelle che sono insieme alle prescrizioni della terapia.

– Quale, quella per il fegato o quella per il diabete?

– Gino, perché non ti avveleni con una delle tue pillole?

– Quale, quella di cianuro o quella di arsenico?

Probabilmente non in questi termini, ma chissà quante volte abbiamo visto e vissuto scene simili nelle nostre case.

Uno degli incubi maggiori per qualsiasi paziente è mantenere in ordine la documentazione relativa all’iter patologico, fatta di cartelle, ricette, prescrizioni, analisi, lastre, etc. Oltre al danno fisico già subito, si arriva sempre al punto di affliggersi ulteriormente con questa pratica che è faticosa per tutti, nonché fonte d’ansia, dato che il foglio che cerchiamo è sempre quello che non troviamo.

Maggiori sono le magagne e i ricoveri, maggiori sono i volumi di documenti svolazzanti ovunque. La scartoffia è una brutta bestia. Perdi un foglio e rischi la pelle.

Inoltre, anche qualora si riesca a mettere insieme un fascicolo completo del proprio passato ammalato, si presenta poi un altro problema che consiste nello spiegare a ogni medico chi sei, cos’hai, quando e come e perché, roba da ammalarsi di nuovo. Non solo è un dialogo complicato dal fatto che non tutti i pazienti si muovono a proprio agio nella terminologia medico-scientifica, ma anche i più esperti non sempre riescono a chiarire per bene i termini della questione, con una gran dispendio di tempo, denaro e salute.

Grazie alla rivoluzione digitale appena promossa, che crea tra le altre cose un fascicolo digitale per ogni paziente, ci sentiremo tutti molti meglio: lo Stato Italiano risparmierà un sacco di soldi, lo stato di salute degli italiani avrà molte preoccupazioni in meno.

Con il fascicolo digitale, i medici sapranno subito chi hanno davanti, senza costringerci in patetiche spiegazioni fantozziane. Nel tentativo di normalizzare i valori di glicemia, anemia, azotemia, bilirubinemia, forse col Decreto Sviluppo riusciremo a battere uno dei mali peggiori della sanità italiana: la burocrazia.

comments powered by Disqus