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È possibile agevolare il risveglio di una persona in coma?

Mio zio è stato colpito da ictus emorragico, dopo un tempestivo soccorso è stato operato d'urgenza, ricoverato in rianimazione e mantenuto in coma farmacologico. Dopo 3 giorni,è stato rioperato e ci è stato detto che l'intervento consisteva nel dare spazio al cervello per potersi allargare. Dopo questo, non è stato più sedato ed ora è in coma naturale da una settimana. Ci è stato detto che oltre all'emorragia, si sono verificate una o più ischemie che hanno provocato non pochi danni celebrali. L'encefalogramma al momento non è piatto perché avverte il dolore, ma ancora non dà segni evidenti di ripresa. C'è la possibilità che lo stato attuale di coma possa evolversi in meglio? E se sì, cosa possiamo fare noi familiari per agevolare il risveglio? Confido in una vostra risposta e vi ringrazio anticipatamente.

Sono numerosi i fattori che possono contribuire alla persistenza dello stato di coma (entità del danno cerebrale in primis) e, non avendo accesso agli esami e soprattutto alle neuroimmagini (risonanza magnetica cerebrale) di tuo zio, formulare previsioni è arduo.
Voi familiari potete contribuire alla ripresa di un’attività di coscienza tramite stimoli tattili ed uditivi condotti al paziente (televisione, voci, suoni, contatto fisico), fermo restando che non è possibile, al momento e sulla base di queste informazioni, formulare una prognosi. 
Esistono, comunque, strutture post acuzie che si occupano, specificatamente, della riabilitazione cognitiva di pazienti in coma; potete parlare di queste possibili soluzioni con il vostro medico referente. 
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Risposta a cura di:
Dr.ssa Beatrice Condrò
Dr.ssa Beatrice Condrò
Roma - largo Agostino gemelli, 8
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