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Cosa deve fare un uomo di 74 anni con un'occlusione carotidea dell'80%?

Buongiorno dottori, mio padre ha 74 anni, fumatore da una vita e sicuramente una dieta sempre poco equilibrata e pesante. Circa 20 anni fa, ricoverato per acqua nelle pleure e soggetto a problemi respiratori (cure continue con broncodilatatori e cortisonici). Un anno e mezzo fa, gli viene diagnosticata una stenosi aortica medio severa che, in primo luogo, viene data da operare da parte dell'ospedale e poi ritrattata dal cardiologo che lo segue privatamente e che ha ritenuto aspettare finchè non fossero sopraggiunti sintomi più allarmanti. Dopo qualche mese, visto dal cardiologo che lo segue privatamente, per controllo periodico, la situazione sembra essere passata da medio severa a grave, ma ancora il cardiologo avrebbe aspettato altri sintomi prima di operare (nonostante gonfiori alle gambe, ma senza altri sintomi). In tutto questo periodo, ha subito 2 interventi alla cataratta, entrambi andati bene. Dopo qualche tempo, ha lamentato l'appannamento della vista ad intermittenza dall'occhio sinistro. Subito si pensava ad un discorso prettamente oculistico, ma dopo alcuni controlli e una eco doppler, si è riscontrata un'occlusione della carotide sinistra all'80% che provocava questi blocchi visivi momentanei. I medici dell'ospedale hanno segnalato massima urgenza nel dover intervenire sulla carotide dandogli 2 alternative: palloncino per dilatare la vena (sconsigliatoci dal chirurgo in quanto più rischioso e nel tempo poco duraturo); togliere l'occlusione con vera e propria operazione. Il giorno del prericovero viene lasciato tutto in stand-by perché il cardiologo dell'ospedale, allarmato dalla situazione, sconsiglia un intervento sulla carotide se prima non si effettua intervento sul cuore. Entrambi gli interventi comunque, a detta del cardiologo, sono uno in simbiosi all'altro ed entrambi ad alto rischio (operando la carotide, l'aorta non reggerebbe causa stenosi e ci sarebbero problemi legati all'affaticamento respiratorio, operando l'aorta la carotide occlusa potrebbe causare delle ischemie). Il cardiologo che invece lo ha in cura privatamente sostiene che l'operazione alla carotide si può fare nonostante le problematiche legate all'aorta. Delineando questo quadro clinico, cosa dovremmo fare a questo punto noi? Pareri troppo discordanti ci mettono seriamente in dubbio. A completare il piano anche l'insicurezza di mio padre che vorrebbe far riferimento a strutture fuori città per effettuare o uno o altro intervento. Qual è il vostro consiglio in merito? La situazione so che è grave, ma pensate ci siano buone possibilità che si possano risolvere attraverso la chirurgia le condizioni in essere? Vi ringrazio molto anticipatamente per l'attenzione e per una vostra risposta.

Una soluzione può essere intervenire per prima cosa sulla carotide e, previa coronarografia, agire sulla stenosi aortica con una metodica detta TAVI, ossia la sostituzione della valvola per via percutanea e non chirurgica.

Tuo padre deve rivolgersi ad un centro cardiochirurgico di alta specializzazione.

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Risposta a cura di:
Dr. Domenico Miceli
Dr. Domenico Miceli
Napoli - Via Francesco Cilea, 265/b
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