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Come si cura la toxoplasmosi congenita?

Buonasera, mia figlia ha 22 mesi ed è affetta da toxoplasmosi congenita. A settembre del 2014 quando aveva circa 6 mesi ha avuto uno stato di male epilettico per il quale è stata ricoverata nel reparto di rianimazione e successivamente trasferita al reparto di neuroscienze. Ha eseguito tc al cranio risultata nella norma mentre l'esito della rm è stato il seguente: nei limiti risolutivi della metodica non si apprezzano areole di blooming artifact nella sequenza ffe t2* da riferire a nuclei calcifici a livello encefalico. Aspecifiche areole puntiformi di ipersegnale nelle sequenze a tr lungo si apprezzano a carico della sb sottocorticale a sede occipitale bilaterlamente. Sistema ventricolare sopra e sotto tentoriale in sede di regolare taglia. Spazi liquorali periencefalici nei limiti della norma per l'età. Data: 09/10/2014 da allora ha assunto 1 compressa e 1/2 di luminale da 15 mg al giorno e ogni sei mesi fa una visita neurologica ed eeg per cui presa visione del dosaggio del fenobarbitale basso a giugno 2015 le è stata aumentata la dose a 2 compresse al giorno. I tre eeg finora eseguiti risultano sempre nella norma quindi mi chiedevo perchè deve continuare ancora la cura? Per quanto tempo ancora dovrà assumere questi farmaci? Ad oggi le analisi ggt e azotemia risultano: ggt 25 (cinetico 37c 1-14 u/l) azotemia 36 ( cinetico 37c 10-32).

Buongiorno. Il trattamento dei bambini sintomatici e asintomatici può contribuire a migliorare la prognosi. La terapia con pirimetamina (1 mg/ kg/die per bocca, dose massima 25 mg), sulfadiazina (85-100 mg/kg/die per bocca, dose massima 4 g in 2 dosi al giorno), insieme alla leucovorina (10 mg per bocca 3 volte a settimana) è raccomandato insieme alla consulenza da parte di un esperto.

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Risposta a cura di:
Prof. Francesco Maria Paone
Prof. Francesco Maria Paone
Roma - Via di Porta Castello 13
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