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Quali esami fare per scoprire un tumore alla prostata?

Buonasera, mio marito ha 39 anni e suo padre è morto per un tumore ai polmoni, ma poi si è scoperto che aveva anche un tumore alla prostata. Mio marito, a 36 anni, ha eseguito il dosaggio del PSA risultato nella norma, il solo dosaggio del PSA indica se c’è un tumore in corso? La famigliarità è un fattore importante? E se sì, si considera famigliarità se il tumore è insorto in suo padre in età avanzata? Dico questo perché ho letto che non vengono presi in considerazione i tumori per famigliarità dopo i 40 anni, dato che ci si ammala di tumore solo per l’invecchiamento delle cellule dovute all’età che avanza. È così? A che età mio marito deve iniziare i primi controlli? E quali controlli dovrà eseguire? Siccome mio marito va spesso ad urinare, il medico di famiglia gli fece fare l’esame delle urine che andavano bene e così gli disse che sicuramente era un problema d’ansia dato che mio marito è un uomo piuttosto ansioso. Secondo lei, l’esame delle urine poteva bastare? Oppure bisognava prendere in considerazione una malattia prostatica data la famigliarità? Data la famigliarità quasi sicuramente andrà incontro a questo tipo di tumore? Spero potrete darmi tutte le delucidazioni di cui ho bisogno e anche rassicurazioni per quanto possibile. Grazie.

Gentile Signora, buongiorno,

rispondo sinteticamente alle tue domande. Un'incrementata frequenza nello svuotamento vescicale, in un soggetto giovane come tuo marito, può dipendere da numerosi fattori (tra cui: infezioni, patologie del collo vescicale, disturbi neuro-urologici, neoformazioni della vescica). Per tale motivo, ti suggerisco di rivolgerti al suo medico curante per un iniziale inquadramento e, successivamente, effettuare una valutazione urologica specialistica in caso di persistenza della sintomatologia.

Il dosaggio ematico del PSA è un indice indiretto del fatto che a livello prostatico sta accadendo qualcosa (per esempio: infezione, infiammazione, neoplasia); banalmente, una prostata grande produce una quantità maggiore di PSA. Il dosaggio del PSA deve pertanto essere interpretato (non è sufficiente valutare il suo valore assoluto, ma è necessario valutare anche la sua progressione nel tempo).

Ti ricordo infine che l'unico modo per effettuare diagnosi di neoplasia della prostata è l'esecuzione di un'agobiopsia (qualora ve ne fosse indicazione, ovviamente).

I soggetti con familiarità positiva per neoplasia prostatica (padre, fratello, zio) necessitano di effettuare una valutazione urologica già intorno ai 40 anni di età; è sufficiente recare con sé un dosaggio ematico del PSA recente ed un'ecografia dell'addome completo. Eventuali ulteriori accertamenti verranno indicati dallo specialista urologo in relazione a quanto emergerà in corso di visita.

Mi auguro di essere stato di utilità e, con l'occasione, porgo un cordiale saluto.

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Risposta a cura di:
Dr. Tommaso Ciro Camerota
Dr. Tommaso Ciro Camerota
Pavia - Via Salvatore Maugeri
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