Alterazione dello stato mentale

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L'alterazione dello stato mentale si riferisce a cambiamenti generali delle funzioni cerebrali.

Che cos'è l'alterazione dello stato mentale?

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Uno stato mentale alterato il più delle volte è un cambiamento anomalo nella reattività e consapevolezza del paziente. Può interessare il suo discorso, il pensiero, la mobilità, la memoria, la capacità di attenzione oppure la vigilanza.

Uno stato mentale alterato può presentarsi con diverse entità: da leggera confusione fino ad arrivare a uno stato di coma.

Uno stato mentale alterato può essere un segno di una condizione medica di base grave. Per i pazienti che presentano uno stato mentale alterato è necessaria una veloce valutazione e un adeguato trattamento medico.

Con alterazione dello stato mentale ci si riferisce ad un cambiamento generale delle funzioni cerebrali. Il livello di coscienza (LOC) è definito come la misura di eccitabilità e di reattività agli stimoli ambientali di una persona.

Un diverso livello di eccitazione rispetto al normale è definito livello alterato di coscienza; può essere causata da:

  • alterazioni dell'ambiente chimico cerebrale dovute – ad esempio – all'esposizione a veleni o sostanze tossiche;
  • insufficienza d'ossigeno al cervello;
  • insufficienza di flusso di sangue nel cervello;
  • pressione intracranica troppo elevata.

Quali sono i sintomi dell'alterazione dello stato mentale?

L'alterazione dello stato mentale comporta una serie di sintomi quali:

  • confusione;
  • amnesia;
  • paranoia;
  • perdita di attenzione;
  • perdita di lucidità;
  • perdita di orientamento (non riconoscere se stessi, l'orario o i posti);
  • difetti di giudizio o pensiero;
  • comportamento inusuale o strano;
  • scarsa regolazione di emozioni;
  • scarsa percezione;
  • scarsa abilità psicomotorie.

Quali sono le cause dell'alterazione dello stato mentale?

La cause di uno stato mentale alterato possono essere molto eterogenee e diverse  anche dal punto di vista della gravità.

Come si effettua la diagnosi di uno stato mentale alterato?

Una diagnosi si basa sulla storia clinica del paziente, sintomi, esami fisici e neurologici e test diagnostici. I test diagnostici possono includere:

Qual è il trattamento dello stato mentale alterato?

Il trattamento dipenderà dalla causa individuata. Il trattamento può includere:

  • Gestione di una condizione di salute medica o mentale sottostante.
  • Terapia intensiva o di supporto in ospedale. 

In quali casi di stato mentale alterato occorre allarmarsi?

È fondamentale rivolgersi immediatamente all'assistenza medica nei casi seguenti:

Quali sono alcune patologie che portano a questa alterazione? Come si trattano?

Epilessia

L'epilessia è un disturbo neurologico che colpisce il sistema nervoso centrale. Infatti, l'attività delle cellule nervose nel cervello si interrompe; ciò causa convulsioni, periodi di comportamento insolito e talvolta perdita di coscienza. I sintomi variano in modo massiccio da paziente a paziente e dal tipo di crisi epilettiche che presentano.

Le crisi epilettiche generalizzate si dividono in:

  • “piccolo male". È caratterizzato da rapida e fugace perdita di coscienza. Solitamente i soggetti fissano un punto per alcuni secondi (dai 4 ai 20). Si tratta di una delle forme più comuni nei bambini e nei giovani;
  • convulsioni toniche. Causano un irrigidimento dei muscoli di schiena, braccia e gambe e possono provocare una caduta a terra;
  • convulsioni atone. Causano la perdita del controllo muscolare e sono possibili cadute improvvise;
  • contrazioni cloniche. Si manifestano con movimenti muscolari ripetuti o ritmici. Colpiscono solitamente collo, viso e braccia;
  • crisi miocloniche. Sono improvvisi e brevi sussulti che solitamente interessano braccia e gambe;
  • “grande male” o crisi tonico-cloniche. Rappresentano la forma più grave di crisi epilettica. Ad una fase di contrazione intensa che riguarda tutto il corpo, segue una fase caratterizzata da convulsioni e infine una fase di risoluzione; l'ultima fase è caratterizzata da respirazione affannosa e talvolta perdita di urine. Le crisi durano solitamente 5-10 minuti e nella maggior parte dei casi il paziente non conserva alcun ricordo della crisi.

Le convulsioni focali o parziali, invece, sono caratterizzate da scariche improvvise delle cellule nervose in una singola regione della corteccia cerebrale. Si dividono in:

  • semplici, senza perdita di coscienza. Sono caratterizzate da manifestazioni motorie, (come convulsioni limitate ad una specifica area del corpo), da manifestazioni sensitive (come formicolio) e da manifestazioni sensoriali (come allucinazioni, alterazioni del gusto, dell'olfatto, del tatto, dell'udito);
  • complesse, con perdita di coscienza. Durante una crisi parziale complessa, si può fissare il vuoto e non rispondere agli stimoli oppure eseguire movimenti ripetitivi, quali masticare, deglutire, camminare in cerchio o sfregarsi le mani.

Tutte le crisi devono essere trattate perché possono risultare pericolose durante le diverse attività, come la guida, il nuoto, ecc. Il trattamento è di tipo farmacologico e/o chirurgico e permette all'80% dei soggetti di controllare le crisi, vivendo una vita normale.

Ictus

L'ictus è chiamato anche colpo o stroke in inglese. Si manifesta con la chiusura o rottura di un vaso cerebrale, che interrompe l'apporto di ossigeno in nell'area del cervello interessata alla lesione. L'area interessata perde le funzioni ad essa deputate, come linguaggio, udito, vista, movimento dell'arto superiore o inferiore, ecc. È una malattia che solitamente colpisce individui sopra i 65 anni, ma non è raro che ne siano soggetti individui giovani e in pieno benessere.

Esistono diversi tipi di ictus:

  • ictus ischemico. Corrisponde a circa l'80% di ictus che si verificano. Le arterie cerebrali sono ostruite in seguito alla formazione di una placca aterosclerotica e/o da un embolo. I principali fattori di rischio sono: aritmie cardiache, diabete mellito, ipertensione, dislipidemie e segni di aterosclerosi vasale;
  • ictus emorragico. È causato dalla rottura di un'arteria cerebrale, solitamente dovuta all'ipertensione;
  • attacco ischemico transitorio (TIA). Si differenzia dalle prime due forme perché i sintomi regrediscono entro 24 ore.

Se un individuo è colpito da ictus, deve essere trasportato urgentemente in ospedale, preferibilmente in uno dotato di Stroke Unit.

Questa è un'unità di terapia intensiva in grado di ridurre, nelle prime ore dall'episodio, la mortalità e l'invalidità derivanti da ictus attraverso terapie specifiche. È dunque fondamentale agire entro poche ore dall'evento, per ridurre o evitare le complicanze e per garantire al paziente una ripresa migliore.

Per ridurre il rischio di ictus, è importante condurre uno stile di vita sano: attenendosi ad una dieta adeguata, svolgendo regolarmente attività fisica ed evitando il fumo.

Disturbo dissociativo

Per dissociazione si intende la perdita di controllo delle proprie funzioni mentali senza riportare nessun tipo di conseguenze.

Esperienze di questo tipo avvengono nella vita quotidiana, ad esempio quando si è immersi nella lettura di libro appassionante.

Queste manifestazioni transitorie non sono in alcun modo patologiche; denotano, anzi, la capacità dell'individuo di lasciarsi coinvolgere dalle proprie fantasie senza preoccupazioni o disagio conseguenti.

Invece, si tratta di patologie se è presente una diagnosi di disturbo dissociativo o di disturbo post traumatico da stress. In questo caso la dissociazione non è usata in modo adattativo per l'individuo. Queste solitamente comportano:

  • disagio clinicamente significativo;
  • menomazioni nel funzionamento sociale, lavorativo o in altre importanti aree;
  • ricerca di aiuto;
  • nei casi più gravi, possono sfociare nella patologia della dissociazione d'identità.

Compromissioni del tronco encefalico

Il tronco encefalico può essere colpito da affezioni di natura circolatoria, infiammatoria, tumorale, traumatica e degenerativa. Questo comporta:

  • la traduzione dell'interruzione delle vie nervose motorie e sensitive lungo il tronco encefalico;
  • la compromissione dei nuclei dei nervi cranici e di altre strutture grigie (come il nucleo rosso e la sostanza nera);
  • l'alterazione della formazione reticolare.

I sintomi che ne conseguono sono:

  • paralisi;
  • anestesia agli arti;
  • paralisi dei nervi cranici;
  • compromissione dello stato di coscienza, fino ad arrivare al coma.

Argomenti: confusione morbo di Alzheimer schizofrenia schizzo affettività alterazione dello stato mentale
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