Come fare prevenzione per la prostata? Tutte le indicazioni dello specialista per i giovani e dopo i 40 anni

Dr. Tommaso Ciro Camerota

Cosa si può fare per mantenere la salute della prostata a tutte le età? Tantissime cose! Ce le spiega il dottor Tommaso Camerota, medico urologo.

Cos'è la prostata?

La prostata è una ghiandola esclusivamente maschile che si trova nella pelvi al di sotto della vescica e deve essere immaginata come un frutto, ha cioè una buccia e una polpa; l'uretra, che è il canalino che porta fuori l'urina dalla vescica lungo il pene, attraversa la porzione centrale della ghiandola prostatica.

Che tipo di problemi possono esserci legati alla prostata?

Ci sono due grosse famiglie di problemi per le patologie prostatiche: la prima riguarda i problemi legati a patologie benigne, la seconda le patologie tumorali, che spaventano un po' di più. Per quanto riguarda le patologie benigne la polpa fisiologicamente a partire dai 25/30 anni d'età va incontro ad un'iperplasia, cioè una crescita, che è benigna ma tende ad occludere il volume dell'uretra; potremmo dire che è come il sifone di un lavandino intasato che impedisce all'acqua di scendere bene. Dall'altra parte sempre nelle patologie benigne ci sono tutti i problemi infettivi la cui insorgenza iniziale si ha nei giovani uomini che incominciano ad avere rapporti sessuali non protetti. Un altro tipo di problemi benigni può riguardare il collo della vescica, quindi una rigidità del collo al passaggio con la prostata che crea sempre un disturbo di tipo ostruttivo. I tumori della prostata invece nascono nella corteccia della ghiandola, nella porzione periferica della buccia, e tendenzialmente sono quasi sempre asintomatici, almeno nelle fasi iniziali.

Il famoso esame PSA quindi che cos'è?

Il PSA è un enzima fisiologicamente prodotto dal nostro organismo che si eleva in numerose condizioni, non è specifico per patologia ma per organo, cioè si eleva per patologie prostatiche in atto ma non è indicativo di che cosa sta succedendo. Quindi si può elevare banalmente perchè la prostata è grande e perciò c'è tanto PSA, perchè c'è un'infezione che porta ad un aumento improvviso del PSA, oppure perchè c'è un problema di tipo tumorale e quindi la crescita è differente.

Quali possono essere degli esempi concreti di crescita che deve preoccupare e crescita che non deve preoccupare?

Di base ci sono delle percentuali che devono essere valutate, quindi rimando poi a delle visite specialistiche, ma tendenzialmente se nell'arco degli anni il prelievo viene fatto nello stesso laboratorio di analisi, quindi è affidabile, una lenta crescita nel tempo è fisiologica, la prostata cresce di dimensioni e aumentando di volume aumenta il PSA. Una crescita di tipo logaritmico esponenziale, cioè un anno 1.2, l'anno dopo 1.8, due anni dopo 2.5 e poi 5, è un sospetto di tipo tumorale.

Quali altri esami si eseguono oltre al PSA?

Per inquadrare i disturbi prostatici bisogna chiaramente capire se parliamo di patologie benigne o tumorali, sicuramente si possono fare un'ecografia dell'addome, un'ecografia prostatica transrettale, una uroflussometria, che è un banale esame dove si fa pipì in un bidoncino e intanto si registra una curva di flusso (questo esame viene fatto per pazienti che possono avere dei disturbi ostruttivi nella fase minzionale); altri esami possono essere tac, risonanza magnetica, scintigrafia ossea o pet per pazienti affetti da patologie tumorali. Sarà lo specialista a valutare caso per caso gli esami più adatti al proprio paziente.

In base all'età che tipo di controlli si devono fare e quando iniziare a farli?

I soggetti di sesso maschile che non abbiano familiarità per patologie tumorali della prostata iniziano intorno ai 45 anni a fare il dosaggio del PSA e una prima valutazione di inquadramento. Soggetti invece che abbiano familiarità per patologie neoplastiche iniziano a 40 anni d'età i primi controlli. C'è un'altra fetta di giovani maschi che non deve essere persa nella valutazione, non tanto per le patologie prostatiche ma soprattutto per una buona valutazione delle pratiche sessuali, come evitare la promiscuità e i rapporti non protetti, ed anche per diagnosticare eventuali altre patologie dell'apparato genitale, in quanto non facendo più la visita di leva militare non siamo in grado di diagnosticare tanti casi di varicocele ma soprattutto tanti tumori dei testicoli: la diagnosi precoce sul tumore del testicolo è fondamentale.

Cosa si può fare per prevenire i problemi alla prostata?

Parlando di prevenzione primaria si possono adottare degli atteggiamenti e degli stili di vita che riducano l'incidenza di problematiche, anche se bisogna ancora distinguere tra problemi benigni e maligni: per quanto riguarda la sintomatologia minzionale, i cibi piccanti, la birra, i superalcolici, il fumo, possono aumentare i disturbi ostruttivi in quanto sono forti infiammanti e irritanti della loggia prostatica o comunque dell'area pelvica in generale. Quindi un'alimentazione sana e ridurre la promiscuità sessuale migliora e riduce il rischio di una problematica di tipo ostruttivo. Per quanto riguarda invece le patologie tumorali, educare i propri figli già nell'età giovanile a mangiare in maniera sana (i cosiddetti 5 colori della salute) riduce enormemente il rischio di neoplasie prostatiche, in quanto questi cibi hanno un enorme potere antiossidante.

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