Medicina generale

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Con medicina generale si intende l'approccio globale al paziente. Il medico tiene conto del racconto spontaneo dell'eventuale disturbo, della storia clinica e dell'auscultazione e rilevazione della pressione sanguigna per fare una diagnosi o prescrivere esami clinici ed eventuali consulti con medici specialisti. Tutti i cittadini iscritti al servizio sanitario hanno diritto alla scelta del proprio medico di famiglia (medico di medicina generale o medico di base). Per scegliere il medico di famiglia è necessario rivolgersi agli uffici delle aziende sanitarie di riferimento. Il medico scelto fa parte del Servizio Sanitario Nazionale ed è convenzionato con l'azienda sanitaria locale o provinciale. Il medico di medicina generale opera per mantenere in buona salute i cittadini che l’hanno scelto attraverso la prevenzione e l’educazione alla salute, l’attività ambulatoriale e domiciliare, la prescrizione di terapie e di esami di laboratorio e, se necessario, di visite specialistiche. Il medico di medicina generale, al di fuori degli obblighi e dei compiti previsti, può svolgere attività libero professionale segnalandola all’Azienda Sanitaria con cui è convenzionato.

Domande correlate

    Cosa fare in caso di acalasia esofagea?
    L’acalasia è una malattia dalle cause sconosciute caratterizzata da completa assenza di movimenti nel corpo dell’esofago e dal mancato o incompleto rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore. E' una patologia rara che si manifesta con uguale incidenza in entrambi i sessi e ogni età può venire colpita; solitamente si riscontra in pazienti tra i 40 e i 60 anni. I sintomi più frequenti sono: la disfagia (difficoltà nel deglutire che può essere più o meno grave), il rigurgito, ma anche sintomi respiratori accompagnati da tosse, polmoniti ricorrenti, dolore retrosternale, odinofagia (dolore alla deglutizione), aumento della salivazione e calo del peso corporeo. Il trattamento di questa condizione è di solito endoscopico: il paziente viene sedato e vengono ripetute sedute di dilatazione con palloncini calibrati o ad infiltrazione con tossina botulinica, che, provocando una paralisi dello sfintere, lo rilascia. Quando la soluzione sia invece chirurgica (miotomia extramucosa) va detto che l'avvento delle tecniche mini-invasive laparoscopiche viene associato ad una plastica antireflusso per evitare l'insorgenza di una malattia da reflusso gastroesofageo post-operatoria. Con l'intervento si ottengono risultati buoni od ottimi in più del 90% dei pazienti trattati. Il trattamento chirurgico laparoscopico è quindi il trattamento di scelta della acalasia, riservando il trattamento endoscopico (con dilatazione o con iniezione di tossina botulinica) ai pazienti con rischio operatorio elevato o che rifiutino l'intervento.

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