Curare l’artrosi con le cellule del naso: scopriamo come

Pubblicato il 10/02/2017
Curare l’artrosi con le cellule del naso: scopriamo come | Pazienti.it

Il mondo della medicina è in continuo movimento e ogni giorno nuovi studi vengono portati avanti per migliorare le nostre vite. Sul fronte artrosi arriva una novità dall’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi. Si tratta di una nuova tecnica che prevede l’utilizzo di cellule del naso per rigenerare la cartilagine laddove vi sono danni causati dall’artrosi.

Artrosi: una malattia degenerativa

L’artrosi, conosciuta anche come osteoartrosi o chiamata impropriamente artrite, è una malattia cronica degenerativa che colpisce le articolazioni. Si tratta dell’usura delle porzioni di cartilagine poste tra le giunture.

A causa del continuo sfregamento che viene esercitato nel corso degli anni, questa cartilagine piano piano scompare. Ciò comporta una maggiore difficoltà di movimento, che si traduce anche in un forte dolore.

È una malattia che colpisce soprattutto le donne, con una maggiore frequenza dopo i 55 anni. Tra i 45 e i 55 anni uomini e donne vengono colpiti pressoché nello stesso numero. In Italia, l’artrosi rappresenta il 72,6% delle malattie reumatiche, che colpiscono un decimo degli abitanti, circa 5 milioni e mezzo.

Ecco perché per i ricercatori è così importante trovare cure sempre più efficaci per l’artrosi.

La ricerca dell’Istituto Galeazzi per la cura dell’artrosi

I ricercatori dell’Istituto Ortopedico Galeazzi stanno mettendo a punto un nuovo sistema che potrebbe risolvere alcuni problemi legati all’artrosi, rigenerando la cartilagine del ginocchio.

Questa tecnica, innovativa sotto alcuni aspetti, prevede l’utilizzo dei condrociti nasali, ovvero cellule cartilaginee, per attivare il processo di rigenerazione.

Queste cellule, conosciute per la loro efficienza nell’attività rigenerativa, sono state selezionate dai ricercatori non solo per la loro capacità di duplicarsi in vitro, ma anche perché riescono ad adattarsi bene all’ambiente articolare delle ginocchia e perché sono più resistenti sia al processo di invecchiamento che all’infiammazione a cui potrebbe essere soggetta la cartilagine articolare.

Inoltre, a differenza di quelli di altre parti del corpo, i condrociti nasali sono quelli più facili da prelevare, senza causare danno estetico al paziente da cui si estraggono.

Al momento, lo studio clinico dell’Istituto Ortopedico Galeazzi si trova al secondo step della ricerca, dopo aver superato i controlli sulla sicurezza della sperimentazione. Attualmente, i ricercatori stanno iniziando la fase di arruolamento di pazienti disposti a sottoporsi a due anni di studi, in cui verranno valutati clinicamente e con imaging.

A questa fase di reclutamento, seguirà un’altra di confronto tra i benefici di questa tecnica e i vantaggi di quelle attualmente utilizzate, che prevedono l’utilizzo di condrociti prelevati dall’articolazione stessa.

In cosa consiste questa nuova tecnica?

I condrociti vengono prelevati tramite biopsia dal setto nasale del paziente per poi essere portati in laboratorio, dove verranno fatti replicare in coltura per un paio di settimane e applicati a una membrana di collagene.

Questa membrana dev’essere tagliata su misura per la lesione che si intende andare a curare e fissata con piccoli punti di sutura, attraverso un intervento poco invasivo.

Anche se ci toccherà aspettare fino ad 8 anni per vedere questa sperimentazione portata a termine in tutte le sue fasi, essa rappresenta sicuramente qualcosa di innovativo sul fronte artrosi che potrebbe aiutare milioni di italiani a migliorare la propria salute. Ci auguriamo quindi che abbia successo.

 

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Angelica Sandrini
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Categoria: Salute

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