Simona Fenzi
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Le domande più frequenti sul vaccino contro il Papilloma Virus

Pubblicato il 30/05/2016
Le domande più frequenti sul vaccino contro il Papilloma Virus | Pazienti.it

Nel 2006, la FDA ha approvato il vaccino contro il Papilloma virus. Si tratta di un vaccino che va a prevenire l’insorgenza del cancro alla cervice. Ma è davvero sicuro per i bambini? Come funziona?

Prima di rispondere a questa domande andiamo a vedere insieme di che cosa si tratta quando si parla di HPV. Il Papillomavirus umano si trasmette per via sessuale. Anche in caso di sesso orale il virus può andare ad attaccare i genitali, passando dalla bocca e dalla gola e provocare così delle infezioni.

L’HPV si presenta in 40 diverse forme, si va dalle verruche genitali, fino ai più gravi tumori di vulva, vagina, pene, ano, testa e collo. Il papillomavirus è difficile da diagnosticare, perché si presenta in modo asintomatico e si riesce a capire se si è stati infettati solo quando compaiono i sintomi o a seguito di un Pap test.

Esistono ben 3 diversi tipi di vaccino contro questo virus e sono:

  • Cervarix. Protegge da HPV-16 e 18, che sono responsabili di ben il 70% dei casi del tumore alla cervice uterina.
  • Gardasil. La sua copertura è tipizzata su HPV-6 e 11, che causano i 90% delle verruche genitali.
  • Gardasil-9.

In cancro alla cervice uccide, negli USA, circa 4000 donne all’anno, ma il problema ancora più grande è che molte delle persone che sono infettate da HPV non sa di esserlo e questo comporta un’ancora maggiore diffusione della patologia.

Il momento consigliato per la somministrazione del vaccino è quindi intorno agli 11-12 anni, quando i ragazzi e le ragazze non sono ancora sessualmente attivi. Se ne sconsiglia, invece, l’utilizzo dopo i 26 anni, perché non sono stati ancora compiuti studi approfonditi sull’efficacia su questa fascia di età.

Cosa prevede il vaccino?

Se vostro figlio deve sottoporsi a questa vaccinazione è utile sapere che avviene in 3 volte, in un arco di tempo di 6 mesi. Il primo richiamo si avrà dopo 1-2 mesi dalla prima iniezione ed il 2 dopo 6. È necessario fare tutti i richiami perché il vaccino sia efficace.

Ci sono alcuni quesiti che si affollano nella mente di chi ha un figlio che sta per sottoporsi a questa vaccinazione. I principali sono:

  • È possibile essere vaccinati se si ha già l’HPV? No, infatti il vaccino non serve a scacciare il virus. Se siete affetti da questo virus l’unica cosa che potete fare è curare le patologie a esso collegate, come le verruche genitali e i tumori genitali. Utili sono pap-test ed esami pelvici a cadenza costante, per verificare che il papilloma non sia presente.
  •  Il vaccino contro l’HPV protegge per tutta la vita? Dai dati fino ad ora raccolti sembrerebbe di sì, anche se le donne che hanno fatto il vaccino è bene che si sottopongono ugualmente a controlli periodici, perché il vaccino non protegge da tutte le possibili cause di tumore cervicale.
  • Il vaccino è sicuro? Ogni prodotto farmaceutico, prima di essere usato sull’uomo viene sottoposto a test per valutarne i rischi e gli eventuali effetti negativi. Il vaccino contro l’HPV non contiene né mercurio né thimerosal e i rischi di reazioni allergiche sono molto basse.
  • Ci sono motivi per cui sarebbe meglio non usare questo vaccino? Nel caso in cui si siano avute gravi reazioni allergiche a qualcuno dei componenti del vaccino è meglio non assumerlo. Parlate con il medico nel caso in cui si soffra di problemi al sistema immunitario o malattie del sangue. Se siete in stato di gravidanza, aspettate la nascita del bimbo per farvi somministrare il vaccino, infatti, anche se il vaccino non dovrebbe creare problemi, gli studi in tal senso sono ancora in fase iniziale.
  • Quali sono gli effetti collaterali del vaccino contro l’HPV? I più diffusi sono mal di testa, nausea, febbre e dolore o gonfiore nel punto dove è stato iniettato. Nei casi più gravi si hanno giramenti di testa e sensazione di svenimento.
  • È certo che, una volta vaccinati, non si possa davvero essere colpiti dal papillomavirus? No. Il virus che viene inoculato è inattivo e quindi non può andare a provocare l’insorgere della patologia.

 

 

 

 

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Simona Fenzi
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La scrittura mi ha sempre accompagnata durante ogni fase della mia vita, prima per imparare adesso per diffondere un messaggio. Su Pazienti cerco di trasmettere come possiamo prenderci cura di noi ogni giorno seguendo la regola che volersi bene aiuta a vivere meglio.

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