Tumore al pancreas: un test per la diagnosi precoce

Tumore al pancreas: un test per la diagnosi precoce

Nel solo 2016 si contano circa 13500 nuovi casi di tumore al pancreas nella sola Italia, dove il carcinoma pancreatico è tra le prime quattro cause di morte per cancro.

E il senso che si vuole dare alla quarta Giornata sul tumore al pancreas, promossa da 60 associazioni di pazienti, medici e cittadini di 27 diversi paesi, è proprio questo: sensibilizzare la popolazione sull’importanza di una diagnosi precoce, sulla necessità di una riduzione dei fattori di rischio, ricordando al contempo l’importanza della prevenzione, attraverso l’alimentazione, l’attività fisica e la lotta al fumo.

Nel campo della ricerca, però, qualcosa si sta muovendo: la possibilità di una precoce diagnosi del tumore al pancreas non sembra essere più così remota.

Diagnosi del tumore al pancreas? Tramite un esame del sangue

Oggi, una speranza di diagnosi precoce del tumore al pancreas arriva dagli Stati Uniti: secondo un nuovo studio pubblicato di recente sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences, un team di scienziati americani ha messo a punto un test per la diagnosi precoce del tumore al pancreas, capace di individuare l’eventuale presenza di cellule cancerose circolanti nell’organismo, quando ancora la massa tumorale non è visibile, mediante un esame ematico che mette insieme biomarker e biopsia liquida.

In particolare, il team statunitense, capeggiato da Bert Vogelstein della Johns Hopkins University di Baltimora, ha individuato un metodo che fonde alcune proteine che fungono da marcatori della presenza di carcinoma del pancreas con la «biopsia liquida», ovvero la ricerca nel sangue attraverso un semplice prelievo di mutazioni del genoma tumorale rilasciato in circolo (ctDNA), tecnica nella quale il team della Johns Hopkins di Baltimora eccelle.

Nel corso dello studio, gli scienziati, al fine di incrementare e perfezionare il potere diagnostico, hanno combinato la ricerca sul ctDNA di una mutazione tipica dei tumori del pancreas, il gene KRAS, con l’analisi di alcune proteine correlate a questo tipo di neoplasie: ciò ha permesso di effettuare una corretta diagnosi di tumore nei partecipanti allo studio realmente affetti dalla neoplasia pancreatica mentre nei 182 volontari sani facenti parte del «gruppo controllo» il test è risultato negativo facendo così emergere l’evidente sensibilità e specificità dell’innovativo metodo diagnostico.

Ovviamente, le evidenze di questo studio necessitano di ulteriori approfondimenti e di conferme derivanti da studi scientifici condotti su più ampia scala, volti al superamento di alcuni limiti della metodica che, tuttavia, rappresenta il primo importante passo verso la diagnosi precoce del tumore al pancreas.

Se il tumore viene diagnosticato quando la massa neoplastica è ancora localizzata, infatti, è possibile ricorrere all’asportazione chirurgica che risulta differente in funzione della parte del pancreas interessata dal tumore. Al contrario, chemioterapia e radioterapia rappresentano l’unica forma di cura per i tumori non operabili benché oggi anche per il tumore al pancreas esistano possibilità di trattamento mediante farmaci biologici.

Insomma, la diagnosi di un tumore al pancreas, se effettuata precocemente, può letteralmente salvare la vita. Vediamo perché.

Perché è importante riconoscere un cancro al pancreas

Come sappiamo, il tumore al pancreas è una malattia spesso subdola e difficile da individuare: è asintomatica e i campanelli di allarme eventualmente presenti risultano vaghi o comuni ad altri disturbi. Tra i sintomi del tumore al pancreas, si individuano:

  • Perdita di peso e di appetito
  • Ittero
  • Dolore nell’addome superiore o nella schiena
  • Debolezza
  • Nausea
  • Vomito

Solo in un secondo momento, il cancro al pancreas si manifesta con sintomi più evidenti quando, però, si è già diffuso ad organi attigui o ostruisce i dotti biliari: proprio a causa della diagnosi spesso effettuata quando la malattia si è già estesa ad altri organi, secondo le stime, a 5 anni dalla diagnosi è vivo solo l’8% percento dei pazienti affetti da questa terribile malattia.

In altre parole, le neoplasie che colpiscono la ghiandola pancreatica sono spesso asintomatiche per lungo tempo fino al momento in cui la massa tumorale diviene di grosse dimensioni e/o ostruisce importanti vasi. In linea generale, il tumore al pancreas può dare spesso luogo a metastasi poiché le cellule neoplastiche dei tumori pancratici migrano facilmente verso i linfonodi ma anche altri organi quali polmoni, fegato e agli organi presenti a livello dell’addome.

La diagnosi precoce risulta dunque di fondamentale importanza, essendo i sintomi del tumore al pancreas pressoché inesistenti: da Baltimora arriva la speranza per il futuro.

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