Il volto dell’uomo tra mille anni

Pubblicato il 03/04/2015
Il volto dell’uomo tra mille anni | Pazienti.it

Se ci incuriosisce e affascina osservare come sono cambiati i volti degli esseri umani dalla preistoria a oggi, altrettanto curioso è immaginare come saranno invece gli uomini e le donne del futuro.

L’artista e ricercatore Nickolay Lamm e il dottor Alan Kwan, esperto di genomica computazionale presso la Washington University, si sono posti esattamente questa domanda: come saremo tra 100.000 anni? Unendo quindi le loro rispettive competenze e il comune amore per la tecnologia, hanno elaborato una serie di immagini per “disegnare” i volti delle donne e degli uomini del futuro.

Come saremo?

Secondo il dottor Kwan, “il destino del volto umano sarà sempre più determinato dai gusti umani” e la tecnologia dell’ingegneria genetica si affiancherà ai mutamenti dovuti alla selezione naturale. In base ai dati raccolti e alle loro elaborazioni, i due ricercatori hanno creato una serie di immagini che disegnano i volti che potremmo avere tra 20.000, 60.000 e 100.000 anni.

Teste e occhi saranno grandi

Le nostre teste andranno man mano ingrandendosi per fare posto a cervelli via via più grandi e anche i nostri occhi cresceranno in maniera importante. Il motivo? Secondo Lamm dovranno ingrandirsi per diventare più sensibili e permetterci di vedere anche su pianeti lontani dal Sole dove, nel frattempo, la colonizzazione umana si sarà spinta.

Pelle più scura, palpebre spesse

Anche la nostra pelle cambierà e diventerà più scura per consentirci di proteggerci dai raggi solari in quelle zone, diverse dalla Terra, in cui gli abitanti non avranno la protezione della fascia protettiva di ozono. Per lo stesso motivo, avremo sopracciglia più pronunciate e palpebre più spesse, in grado di proteggere i nostri occhi dai raggi cosmici.

Volti simmetrici

Infine, contrariamente a ciò che avviene oggi, i nostri volti saranno perfettamente simmetrici, i nasi più importanti con le narici più grosse per respirare anche in quei pianeti in cui l’aria è più rarefatta.

E i capelli? Secondo quanto ipotizzato dagli autori di questo studio, saranno per lo più folti e più densi al fine di contenere le perdite di calore dalle nostre enormi teste.

Insomma, è come dire che i veri alieni saremo noi. Ai posteri l’ardua sentenza sui nuovi canoni di bellezza.

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Andrea Salvadori
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