La quotidianità quanto può venire sconvolta da un trauma emotivo?

"Salve, sono una ragazza di 23 anni. Circa un anno e mezzo fa, sono stata lasciata senza una spiegazione ed un confronto dal mio ragazzo, dopo 6 anni di relazione, poi ho scoperto che lui aveva un'altra. È stato un trauma. Da allora, ho iniziato ad avere dei disturbi nella concentrazione e della memoria mentre studiavo. Dopo questo periodo iniziale, dopo circa 6 mesi dall'accaduto, una mattina mi sono alzata e mi sono accorta che vedevo doppio dall'occhio sinistro, soprattutto gli oggetti in lontananza. Ho fatto una visita oculistica e mi è stato detto di non avere nulla all'occhio sinistro e che è stato un episodio di aura e che ne avrei avuti altri. Dopo quasi un anno dalla visita, ho iniziato ad avere dei disturbi digestivi, andavo male in bagno e di notte ho iniziato di colpo a svegliarmi con palpitazioni, spasmi involontari della muscolatura scheletrica, sempre disturbo della visione all'occhio sinistro e si è aggiunta anche una sensazione di suoni ovattati all'orecchio sinistro durante gli episodi. Di notte durano massimo 20 minuti e poi scompaiono e mi riaddormento. Ho consultato un neurologo ed altri medici e tutti sostengono che sia aura senza emicrania, infatti non ho mai dolore alla testa se non rarissime volte. Il neurologo mi fa prendere il Serem. Da quando lo prendo, a volte, la notte passa tranquilla, ma altre no, mi sveglio lo stesso anche se l'episodio si riduce a 10 minuti massimo e non ho più spasmi e neanche problemi digestivi, da quando lo prendo vado in bagno normalmente e con feci normali. Il neurologo sostiene che io abbia avuto un forte trauma. Il fatto è che è difficile convivere con questa condizione e svegliarsi quasi sempre di notte nonostante il Serem."

Buonasera,

se dovessi rispondere con due parole alla tua domanda se "la quotidianità può essere sconvolta da un trauma emotivo?" ti risponderei assolutamente sì.

La psicosomatica è un ampio campo della patologia che si colloca a metà strada tra la medicina e la psicologia, in quanto indaga la relazione tra mente e corpo, ovvero tra il mondo emozionale, affettivo e il soma.

I sintomi psicosomatici coinvolgono il sistema nervoso autonomo e forniscono una risposta vegetativa a situazioni di disagio psichico o di stress. Le emozioni negative, come il risentimento, il rimpianto e la preoccupazione, possono mantenere il sistema nervoso autonomo (sistema simpatico) in uno stato di eccitazione e il corpo in una condizione di emergenza continua, a volte per un tempo più lungo di quello che l’organismo è in grado di sopportare. I pensieri troppo angosciosi, quindi, possono mantenere il sistema nervoso autonomo in uno stato di attivazione persistente, il quale può provocare dei danni agli organi più deboli.

Ti consiglio di avviare un percorso con uno psicologo o psicoterapeuta, i quali, attraverso opportune tecniche come l'EMDR (desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) possono aiutarti a rielaborare il trauma, nonchè a gestire le emozioni e lo stress.

Spero di essere stato esaustivo. Non esitare a scrivermi in caso di chiarimenti o altro. Ti auguro una buona serata

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