Angelica Sandrini
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Linfonodi ingrossati sotto le ascelle: quando preoccuparsi davvero?

Pubblicato il 17/05/2017
Linfonodi ingrossati sotto le ascelle: quando preoccuparsi davvero? | Pazienti.it

I linfonodi rappresentano uno dei sistemi di allarme “più validi” del nostro corpo. Vederli ingrossati può essere il segnale che qualcosa non funziona nel modo corretto… ma qual è il momento in cui iniziare a preoccuparsi davvero?

Linfonodo ascellare ingrossato: semplice follicolite, infiammazione o linfoma?

Il linfonodo ascellare è forse il più visibile del nostro corpo, per questo ci accorgiamo subito se si ingrossa. Nella maggioranza dei casi non c’è da preoccuparsi, in quanto si tratta di semplice follicolite, un’infezione che colpisce il follicolo pilifero e, di conseguenza, la ghiandola sudorale che si trova in corrispondenza.

Con la fuoriuscita di sudore, vi è un accumulo di batteri che dà vita a una protuberanza, che può essere di diverse dimensioni e più o meno dolorosa.

Si tratta di un’infezione abbastanza innocua, anche se fastidiosa, che tendenzialmente scompare da sola nel giro di un paio di giorni. A volte, però, una semplice follicolite potrebbe aggravarsi, rendendo necessarie cure mirate, soprattutto antibiotici, che dovranno essere prescritti da un medico. Se anche in questo modo la protuberanza non scompare, si renderà necessario un piccolo intervento chirurgico di rimozione.

La seconda causa più comune di linfonodo ingrossato è un’infiammazione, la linfadenite. Nella zona sottostante le ascelle, sono presenti numerosi vasi linfatici, che si ramificano e che servono a trasportare la linfa all’interno del sangue, per filtrarlo e depurarlo. Talvolta, questi vasi possono essere colpiti da un virus o da batteri che li indeboliscono e che riescono a penetrare, infiammando i linfonodi.

In questo caso, è meglio rivolgersi al proprio medico, che analizzerà la linfa del vostro sistema linfatico per capire qual è l’agente che ha provocato l’infiammazione. Una volta ottenuti i risultati delle analisi, sarà il medico stesso a decidere qual è il trattamento più adatto al vostro caso.

Una delle possibili cause può anche essere un linfoma, che causa un’infiammazione nel linfonodo e conseguente gonfiore. Esistono due tipi di linfomi: non Hodgkin e Hodgkin. Si tratta di un tipo di cancro, che guarisce abbastanza facilmente nell’80% dei casi (soprattutto se diagnosticato sotto i 30 anni), tramite chemioterapia e che origina nei linfociti B (globuli bianchi).

Si distingue da una semplice follicolite in base ai sintomi che si presentano: solitamente, in caso di linfoma, il gonfiore al linfonodo è accompagnato da febbre, problemi di insonnia, sudorazione eccessiva (soprattutto notturna) e perdita di peso. Uno specialista vi prescriverà degli esami e saprà così dirvi quali sono le cause dei vostri linfonodi ingrossati.

Allarme linfonodo: spia di quali malattie?

Il termine corretto per indicare l’aumento nelle dimensioni di un linfonodo è “linfoadenopatia”. Questo incremento di volume non è per forza il sintomo di qualche malattia; spesso si tratta solamente di uno stato infiammatorio generale.

Ma quando lo è, tra le sue cause – oltre quelle sopracitate – possono anche esserci malattie sistemiche come:

  • sarcoidosi;
  • AIDS;
  • tumori del sangue;
  • metastasi di altre forme di cancro.

Per questo, le protuberanze dei linfonodi – soprattutto di quelli ai lati del collo, a livello toracico, ascellare e inguinale – vanno sempre fatte controllare dal medico. Nella maggioranza dei casi, probabilmente, scopriremo che non si tratta di nulla di rilevante; ma se così non fosse, potrebbe essere il primo passo verso una diagnosi meno positiva.

Evitare che i linfonodi si ingrossino: come fare?

Se si tratta di malattie sistemiche o di infiammazioni, non c’è molto che possiamo fare per evitare che i nostri linfonodi si trasformino in fastidiose e dolorose protuberanze. Ma nel caso di follicoliti, che colpiscono principalmente i linfonodi ascellari, esistono alcuni piccoli accorgimenti.

Quindi, cosa possiamo fare per prevenire lo sviluppo di follicoliti sotto le ascelle? Alcune persone hanno una pelle molto più delicata rispetto alle altre e tendono quindi a essere dermatologicamente più sensibili a questo tipo di problemi.

Se vi capita di soffrire spesso di follicolite, in commercio è possibile trovare creme antisettiche pensate appositamente per questo genere di disturbi, che servono ad evitare l’infezione dovuta ad agenti batterici.

In ogni caso, durante e dopo la depilazione, le nostre ascelle sono più sensibili. Quindi, oltre all’utilizzo di queste creme, è bene lavarsi spesso e non utilizzare deodoranti aggressivi o chimici, che rischiano di irritare e danneggiare la zona ascellare.

Anche le nostre ascelle esigono rispetto!

 

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Scritto da:

Angelica Sandrini
Angelica Sandrini

Sono una studentessa di Biotecnologie e, negli anni, ho sviluppato una vera e propria passione per tutto ciò che riguarda la medicina e la scienza in generale. Amo da sempre leggere e scrivere. Grazie a Pazienti.it, posso tenermi aggiornata sulle ultime notizie in questione di salute e dare spazio al mio amore per la scrittura.

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