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Isotol 20% soluzione iniettabile 1 flacone da 500 ml

Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio, 2021
Tipologia:
Principio attivo:
Casa produttrice:
Anno:
Prezzo:
1. Indicazioni terapeutiche
Riduzione della pressione endocranica e della massa cerebrale: – per facilitare l’intervento chirurgico sulle strutture più profonde; – per impedire danni cerebrali nei casi di ipertensione endocranica quando si debba aprire la dura madre; – per diminuire l’ipertensione endocranica e l’ernia cerebrale prima o durante studi diagnostici; – per il trattamento dell’edema cerebrale post–operatorio; – per ridurre la pressione cerebro–spinale nello "pseudotumor cerebri"; Riduzione della pressione intraoculare quando questa non risponda ad altri trattamenti: – per facilitare la chirurgia oculare; – per ridurre temporaneamente l’ipertensione endoculare; – per ridurre l’ipertensione nel glaucoma maligni nel periodo pre–operatorio; – per ridurre i pericoli chirurgici del glaucoma maligno.
2. Posologia
Somministrare esclusivamente per via endovenosa. La dose totale, la concentrazione e la velocità di somministrazione dipendono dal tipo e dalla gravità delle condizioni del paziente, nonché dalle sue necessità di fluidi e dall’escrezione urinaria. La dose normale per gli adulti varia da 50 a 200 g di mannitolo nelle 24 ore. Nella maggior parte dei casi si otterrà un’adeguata risposta con dosi di circa 100 g/24 ore. Di solito la velocità di somministrazione va regolata in modo da mantenere un flusso urinario di almeno 30–50 ml /ora. Dose "test": prima di istituire una terapia con dosi elevate di mannitolo nei pazienti con marcata oliguria o nei casi in cui si suppone che la funzionalità renale sia inadeguata, somministrare una dose "test" di mannitolo. Questa dose "test" sarà di circa 0,2 g/kg (circa 75 ml di una soluzione al 20% oppure 100 ml di una soluzione al 15%) somministrati in 3 – 5 minuti in vena per produrre un flusso urinario di almeno 30 – 50 ml/ora. Se il flusso urinario non aumenta, si potrà somministrare una seconda dose "test". Se la risposta permane inadeguata, si dovrà esaminare lo stato del paziente prima di somministrare altro mannitolo. Riduzione della pressione endocranica ed intraoculare: somministrare in vena una dose di 1,5 – 2,0 g/kg come soluzione al 20% (7,5 – 10 ml/kg) in circa 30 minuti per ottenere un effetto massimo ed immediato. Se il mannitolo viene usato in fase pre–operatoria, la dose va somministrata da 1 ora a 1 ora e mezza prima dell’intervento per ottenere la massima riduzione della pressione prima dell’intervento stesso. In certi pazienti sono stati somministrati 15 ml di Soluzione di Mannitolo al 20% "Isotol" (pari al 3 g di mannitolo) per Kg di peso corporeo. I pazienti che non rispondono con la produzione di oltre 100 ml di urina per ora dopo somministrazione in vena di mannitolo, non devono ricevere più di 500 ml di Soluzione di Mannitolo al 20% "Isotol" (100 g di Mannitolo) nelle 24 ore. Potrà essere necessario cateterizzare il paziente per essere certi che la insufficiente gettata urinaria non sia dovuta ad impedimenti meccanici. BAMBINI Nei bambini la sicurezza e l’efficacia di mannitolo non sono state determinate.
3. Controindicazioni
– Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti – Anuria dovuta a grave compromissione renale – Congestione polmonare o edema polmonare – Emorragia cerebrali e intracraniche in atto, eccetto durante craniotomia – Disidratazione grave Peggioramento della lesione e della funzionalità renale dopo terapia con mannitolo, con diminuzione della diuresi ed aumento dell’azotemia. Deficit cardiaco o congestione polmonare progressiva dopo terapia con mannitolo. In concomitanza di trasfusioni di sangue, le soluzioni di mannitolo non devono essere somministrate tramite lo stesso catetere di infusione con sangue intero per il possibile rischio di pseudoagglutinazione. Il medicinale non deve essere utilizzato come veicolo di altri farmaci.
4. Avvertenze
Il medicinale deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con scompenso cardiaco congestizio, insufficienza renale grave e in stati associati a edemi e ritenzione idrosalina, acidosi e disidratazione marcata, in pazienti in trattamento con farmaci corticosteroidei e corticotropinici. Nel caso in cui sia necessaria la somministrazione del medicinale contemporaneamente ad una trasfusione di sangue, aggiungere al medicinale 20 mEq di sodio cloruro per ogni litro di soluzione di mannitolo. Durante la somministrazione di mannitolo è necessario monitorare: – il bilancio dei fluidi, gli elettroliti e l’osmolarità plasmatica; – la funzionalità renale per prevenire una nefrosi osmotica irreversibile; – la diuresi per evitare accumulo di mannitolo, possibile causa di scompenso cardiaco; – la pressione di perfusione cerebrale, che deve essere sempre mantenuta al di sopra dei 70 mmHg. Se si usano a lungo dosi elevate di Isotol, la nefrosi osmotica, che è una vacuolizzazione reversibile dei tubuli, può trasformarsi in una grave nefrosi irreversibile; anche la funzionalità renale deve essere attentamente controllata durante la somministrazione di mannitolo al 20%, soprattutto in dosi elevate e ripetute. Il passaggio di liquido intracellulare privo di sodio nei compartimenti extracellulari in seguito a somministrazione di mannitolo può ridurre la concentrazione del sodio nel siero ed aggravare una iposodiemia preesistente. Provocando una diuresi continua ed accentuata, la somministrazione di mannitolo può mascherare od aggravare un’idratazione inadeguata o l’ipovolemia. Eccessive perdite di acqua e di elettroliti possono comportare seri squilibri. La risposta diuretica obbligatoria dopo rapida infusione di Soluzione di Mannitolo al 20% può aggravare una preesistente emoconcentrazione. Se si continua la somministrazione di mannitolo, le perdite di acqua in eccesso rispetto a quelle elettrolitiche possono causare ipersodiemia. Se l’escrezione urinaria continua a diminuire durante l’infusione, lo stato clinico del paziente va attentamente riesaminato e, se necessario, l’infusione di mannitolo va sospesa. Un accumulo di mannitolo può comportare una espansione eccessiva del liquido extracellulare che può aggravare un collasso cardiaco in atto o latente. Durante la somministrazione ricontrollare il flacone almeno una volta ogni ora. Se il paziente manifesta febbre o brividi, sospendere immediatamente la somministrazione ed informare il medico. Si deve esaminare attentamente lo stato cardiovascolare del paziente prima di procedere alla somministrazione rapida endovenosa di mannitolo poiché l’espansione improvvisa del liquido extracellulare può provocare deficit cardiaci fulminanti. Nei pazienti con grave diminuzione della funzione renale si dovrebbe utilizzare una dose "test" (vedere paragrafo 4.2 Posologia e Somministrazione). Una seconda dose "test" può essere provata se la risposta è inadeguata; comunque non si devono impiegare più di due dosi "test". La somministrazione lenta della Soluzione di Mannitolo al 20% può dar luogo facilmente a flocculazione nel flacone e nel raccordo; in questi casi, interrompere la fleboclisi; per ritardare la flocculazione, riscaldare il flacone a 60° C prima di liberare il tappo e di iniziare la somministrazione. Nelle somministrazioni lente è tuttavia preferibile ricorrere a Soluzioni di Mannitolo meno concentrate.
5. Interazioni
Il mannitolo potenzia gli effetti tossici degli aminoglicosidi. Il mannitolo potrebbe determinare un aumento degli effetti tossici dei curari e può aumentare il rischio di tossicità da digossina in caso di comparsa di ipokaliemia.
6. Effetti indesiderati
Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati di mannitolo organizzati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati. Patologie del sistema nevoso Cefalea, convulsioni, senso di svenimento, vertigini. Patologie dell’occhio Visione confusa. Patologie cardiache Scompenso cardiaco congestizio, tachicardia, dolori anginosi Patologie gastrointestinali Nausea, vomito, diarrea, bocca secca. Patologie renali e urinarie Ritenzione urinaria. Patologie vascolari Ipotensione, ipertensione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Edema polmonare, rinite Disordini dell’equilibrio idrico ed elettrolitico Disordini elettrolitici e dell’equilibro acido–base, ipernatriemia, disidratazione. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Reazioni febbrili, brividi, dolore e infezione nella sede di infusione, trombosi venosa, flebite venosa che si estende dal sito di infusione, necrosi tissutale, sete, edema. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Orticaria
7. Gravidanza e allattamento
Non sono disponibili dati su possibili danni provocati dal medicinale quando somministrato durante la gravidanza o l’allattamento o sulla capacità riproduttiva. Pertanto, il medicinale non deve essere usato durante la gravidanza e durante l’allattamento, se non in caso di assoluta necessità e solo dopo aver valutato il rapporto rischio/beneficio.
8. Conservazione
La conservazione a temperatura inferiore a 20° può causare la formazione di un precipitato cristallino che può essere ridisciolto scaldando o autoclavando il flacone; raffreddare fino a temperatura corporea prima della somministrazione. Conservare in normali condizioni ambientali.
9. Principio attivo
100 ml contengono: Mannitolo 20 g. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
10. Eccipienti
Acqua per Preparazioni Iniettabili q.b. a ml 100
11. Sovradosaggio
La dose va regolata in base alla funzione cardiovascolare ed alla risposta che il paziente dà alla prima somministrazione. Il rischio di deficit cardiaco congestizio e di edema polmonare aumenta nelle somministrazioni ripetute e pertanto queste richiedono particolare attenzione. In caso di eccessiva infusione accidentale, il trattamento dovrà essere sospeso ed il paziente dovrà essere tenuto sotto osservazione per valutare la comparsa di eventuali segni e sintomi correlabili al farmaco somministrato, garantendo al paziente le relative misure sintomatiche e di supporto a seconda della necessità.
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