Il nuovo Codice della strada introduce misure per migliorare la mobilità delle persone con disabilità: dall'adesione obbligatoria dei Comuni alla piattaforma CUDE alle nuove disposizioni sui monopattini elettrici.
Le modifiche, approvate preliminarmente dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026, dovranno però completare l'iter legislativo prima di diventare operative.
CUDE, tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale
Tra le novità più rilevanti c'è il rafforzamento del sistema del Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE), lo strumento che permette alle persone con disabilità di usufruire delle agevolazioni previste per la circolazione e la sosta.
Il problema, finora, è stato soprattutto organizzativo: la piattaforma nazionale CUDE, istituita per consentire il riconoscimento del contrassegno anche quando ci si sposta fuori dal Comune di residenza, non ha trovato un'adesione uniforme da parte delle amministrazioni locali.
La riforma punta a superare questa frammentazione. Secondo quanto comunicato dal Ministero per le Disabilità, tutti i Comuni saranno tenuti a iscriversi alla piattaforma nazionale, rendendo più semplice la gestione delle autorizzazioni.
Il vantaggio riguarda soprattutto chi viaggia frequentemente tra territori diversi. Invece di dover affrontare procedure separate per comunicare la presenza del veicolo autorizzato, il sistema dovrebbe permettere un riconoscimento più omogeneo del contrassegno.
Monopattini elettrici, nuove tutele per pedoni e persone con disabilità visiva
Un secondo capitolo riguarda l'utilizzo dei monopattini elettrici, soprattutto negli spazi pedonali. Il testo della riforma prevede il divieto di circolazione quando questi mezzi rappresentano un intralcio o un pericolo per i pedoni. In situazioni del genere, il monopattino dovrà essere condotto a mano.
La questione interessa direttamente le persone che utilizzano una carrozzina, ma anche chi ha una disabilità visiva. Un mezzo lasciato in mezzo a un marciapiede, magari senza alcuna segnalazione, può diventare un ostacolo difficile da individuare e aggirare.
Sono previste anche disposizioni sulle aree di parcheggio. I Comuni potranno individuare, attraverso apposite ordinanze, spazi riservati alla sosta dei monopattini anche sui marciapiedi, purché le dimensioni lo consentano e rimanga una porzione sufficiente per il transito sicuro delle persone.
Il Ministero per le Disabilità ha inoltre indicato il miglioramento dell'accessibilità delle aree di sosta per i monopattini come uno degli obiettivi della riforma, con particolare attenzione alle esigenze delle persone con disabilità visiva.
Non si tratta, quindi, soltanto di disciplinare il parcheggio di questi mezzi, ma di ridurre le barriere che possono compromettere l'autonomia negli spostamenti quotidiani.
Contrassegni falsi e criteri uniformi: cosa cambia
La riforma interviene anche sull'utilizzo improprio del contrassegno. Sono previste sanzioni amministrative più severe per chi lo utilizza in maniera fraudolenta, ad esempio per usufruire indebitamente degli stalli riservati.
L'obiettivo dichiarato è proteggere chi possiede effettivamente i requisiti per ottenere il documento. A questo si aggiunge la previsione di criteri uniformi per il rilascio del CUDE e di linee guida nazionali per favorire valutazioni medico-legali omogenee.
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È un passaggio che merita attenzione: quando le procedure differiscono sensibilmente da un territorio all'altro, anche l'accesso a un diritto può diventare meno semplice. Le indicazioni nazionali dovrebbero contribuire a ridurre queste differenze, pur lasciando da definire gli aspetti applicativi.
Quando entreranno in vigore le nuove regole?
Il via libera del Consiglio dei ministri del 13 ottobre 2026 non equivale all'approvazione definitiva. Lo schema di decreto legislativo, identificato come Atto del Governo n. 448, risulta ancora all'esame parlamentare.
Il calendario prevede il passaggio al Consiglio di Stato, alla Conferenza unificata e alle Commissioni parlamentari competenti. Per queste ultime, la Camera indica il 12 gennaio 2027 come termine per l'espressione dei pareri.
La legge 23 settembre 2026, n. 171, ha inoltre prorogato i termini della delega al Governo per la revisione del Codice della strada, prevista dalla legge n. 177 del 25 novembre 2024.
Resta dunque da completare il percorso normativo. Fino alla pubblicazione del decreto definitivo e alla sua entrata in vigore, continueranno ad applicarsi le disposizioni attualmente vigenti.
Le novità bastano a garantire una mobilità più accessibile?
Le misure annunciate intervengono su problemi concreti: riconoscimento del contrassegno tra Comuni, controlli sulle soste irregolari e ostacoli provocati dai monopattini. Tuttavia, tra una norma e la sua applicazione esiste una distanza che non va sottovalutata.
L'obbligo di adesione alla piattaforma CUDE, per esempio, dovrà tradursi in aggiornamenti amministrativi e sistemi informatici effettivamente funzionanti. Analogamente, le nuove regole sui monopattini richiederanno controlli e una gestione degli spazi pubblici coerente con le esigenze di accessibilità.
Va considerato anche ciò che la riforma, almeno nelle informazioni finora diffuse, non affronta direttamente: non emergono nuove agevolazioni specifiche per l'acquisto di automobili adattate, né modifiche sostanziali alle disposizioni sulle patenti speciali.
Il passaggio successivo sarà quindi verificare il testo definitivo e le modalità con cui le amministrazioni locali applicheranno le nuove disposizioni. Per le persone con disabilità, la differenza si misurerà soprattutto nella possibilità di spostarsi senza dover affrontare ogni volta ostacoli burocratici o fisici.
Fonti:
- Ministro per le disabilità – Codice della strada, Locatelli: obbligo di iscrizione per i Comuni alla piattaforma CUDE
- Camera dei deputati – Atti del Governo e proposte di nomina sottoposti a parere
- Normattiva – LEGGE 23 settembre 2026, n. 171