I gatti potrebbero svelare il segreto dei tumori negli esseri umani

Mattia Zamboni | Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano
A cura di Mattia Zamboni
Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano

Data articolo – 25 Febbraio, 2026

Due cuccioli di gatti che dormono

Il cancro non colpisce solo gli esseri umani: anche i gatti domestici sono vulnerabili a questa malattia, ma fino a oggi la genetica dei loro tumori è rimasta largamente inesplorata. Una ricerca internazionale ha cambiato radicalmente questa prospettiva, offrendo una visione senza precedenti dell’oncogenoma felino.

I ricercatori hanno analizzato circa 500 campioni tumorali provenienti da gatti di cinque Paesi, confrontandoli con tessuti sani. Sono stati sequenziati circa 1.000 geni associati a tredici tipologie di tumore, creando una risorsa genetica di accesso libero per la comunità scientifica globale.

Geni “driver” e analogie con l’uomo

L’analisi ha messo in luce mutazioni “driver”, ovvero alterazioni genetiche che guidano la crescita dei tumori. Tra queste, il gene FBXW7 emerge come protagonista nel carcinoma mammario felino, presente in oltre il 50% dei casi.

Negli esseri umani, mutazioni in questo stesso gene sono correlate a una prognosi peggiore, mostrando un parallelo sorprendente tra specie.

Altre somiglianze genetiche sono state identificate nei tumori del sangue, delle ossa, dei polmoni, della pelle, del tratto gastrointestinale e del sistema nervoso centrale, mentre oncogeni chiave come TP53 presentano una prevalenza simile nei gatti e negli uomini.Due gatti che dormono

Queste scoperte non solo aiutano a comprendere meglio l’insorgenza del cancro nei felini, ma offrono anche spunti preziosi per la medicina umana, aprendo la strada a possibili strategie terapeutiche condivise.

Alcuni farmaci chemioterapici, per esempio, si sono dimostrati più efficaci nei tumori mammari felini con mutazione di FBXW7, suggerendo potenziali applicazioni trasversali tra specie.


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Dall'analisi delle sequenze genetiche è emerso che, per alcune forme di tumore, le mutazioni che causano lo sviluppo dei tumori nei gatti potrebbero rispecchiare quelle osservati nei tumori umani

I gatti domestici vivono negli stessi ambienti dei loro proprietari e condividono rischi ambientali, stili di vita simili e, talvolta, comorbidità come il diabete. Questo li rende modelli naturali preziosi per studiare l’influenza dell’ambiente sullo sviluppo del cancro.

Verso l’oncologia di precisione felina

L’approccio adottato nello studio rientra nel concetto di “One Medicine”, che promuove la collaborazione tra medicina veterinaria e medicina umana, con uno scambio bidirezionale di dati e conoscenze a beneficio di entrambe le specie.

La creazione di un atlante genetico dei tumori felini permette di identificare mutazioni utili per test diagnostici mirati e per la sperimentazione di nuove terapie veterinarie.


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Allo stesso tempo, le informazioni ricavate possono guidare studi clinici sull’uomo, accelerando la comprensione dei meccanismi oncologici e l’innovazione terapeutica.

Come sottolineano gli autori dello studio, l’oncogenoma felino rappresenta ora uno strumento concreto per comprendere le cause del cancro, sviluppare trattamenti più efficaci e migliorare la qualità della vita dei gatti.

Ma l’impatto va oltre: ogni scoperta in medicina veterinaria può offrire indizi preziosi per l’oncologia umana, in un’ottica di ricerca condivisa tra specie.

La mappatura dei tumori felini segna, quindi, un passo decisivo: dalla “scatola nera” della genetica felina emerge una risorsa aperta, capace di rafforzare la prevenzione, la diagnosi e le terapie oncologiche, promuovendo un futuro in cui la salute di uomini e animali si intreccia in maniera sempre più stretta.

Fonti:

ScienceThe oncogenome of the domestic cat

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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