Zanzare e malaria: il rischio è davvero tornato? Cosa sapere oggi sui pericoli per la salute

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Alessandra Familari
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Data articolo – 24 Aprile, 2026

Test per la malaria presa da zanzare.

Le zanzare possono rappresentare un rischio reale per la salute anche in Europa? E la malaria, malattia che molti considerano ormai lontana, è davvero solo un ricordo del passato?

Negli ultimi anni, tra cambiamenti climatici, viaggi internazionali e nuove condizioni ambientali, il tema è tornato al centro dell’attenzione scientifica. 

Ma cosa c’è di vero e cosa, invece, è frutto di percezioni distorte?

Zanzare e malattie: sono tutte sono pericolose?

Non tutte le zanzare rappresentano un rischio per l’uomo. Esistono migliaia di specie, ma solo alcune sono in grado di trasmettere agenti patogeni.


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In particolare:

  • le zanzare del genere Anopheles sono le uniche responsabili della trasmissione della malaria; 
  • altre specie, come Aedes, possono trasmettere virus come dengue, Zika e chikungunya; 
  • il genere Culex è coinvolto nella diffusione del virus del Nilo occidentale. 

È importante sottolineare che solo le femmine pungono, perché necessitano di sangue per lo sviluppo delle uova.

Cos’è la malaria e come si trasmette

La malaria è una malattia infettiva causata da parassiti del genere Plasmodium, trasmessi all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette.

Una volta entrato nell’organismo, il parassita si moltiplica prima nel fegato e poi nei globuli rossi, provocando una sintomatologia caratteristica.

I vediamo quali sono i sintomi più comuni:

  • febbre alta intermittente; 
  • brividi intensi; 
  • sudorazione profusa; 
  • mal di testa; 
  • dolori muscolari; 
  • nausea e vomito. 

Nei casi più gravi, soprattutto legati a Plasmodium falciparum, la malaria può evolvere rapidamente e diventare potenzialmente mortale.

Dove è ancora diffusa la malaria (e perché riguarda anche noi)

Oggi la malaria è presente soprattutto in Africa subsahariana, nel Sud-est asiatico e in alcune aree dell’America Latina. In queste regioni rappresenta ancora una delle principali cause di malattia e mortalità.

In Italia e in Europa, la malaria è stata eradicata da decenni. Tuttavia, il tema resta attuale per diversi motivi:

  • i casi importati, legati a viaggi in aree endemiche, sono ancora presenti; 
  • le zanzare del genere Anopheles esistono anche sul territorio europeo; 
  • il cambiamento climatico sta modificando habitat e stagionalità dei vettori. 

Questi elementi non indicano un ritorno imminente della malaria in Italia, ma rendono necessario mantenere alta l’attenzione.

Il rischio di malaria in Italia: reale o percepito?

Ad oggi, il rischio di contrarre la malaria in Italia è considerato estremamente basso. I casi segnalati sono quasi esclusivamente importati e diagnosticati in persone rientrate da viaggi.

Eventi autoctoni sono rarissimi e legati a circostanze molto particolari, come la presenza simultanea di un vettore competente e di una persona infetta.

Il messaggio chiave è chiaro: la malaria non è una minaccia quotidiana nel nostro Paese, ma non può essere completamente ignorata.

Malaria oggi: cosa dice davvero la ricerca scientifica

Secondo i dati più recenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la malaria resta una delle principali minacce infettive globali, con circa 282 milioni di casi e oltre 600.000 decessi nel 2024, concentrati soprattutto nell’Africa subsahariana . 

Questo conferma che, nonostante i progressi degli ultimi decenni, la malattia non è affatto scomparsa, ma continua a evolvere sotto la spinta di fattori come cambiamenti climatici, resistenze ai farmaci e mobilità internazionale. 

La ricerca sottolinea anche che si tratta di una patologia prevenibile e curabile, ma ancora sottostimata nei Paesi non endemici, dove il rischio è percepito come distante ma non nullo.

Prevenzione della malaria: cosa funziona davvero

La prevenzione incarna lo strumento più efficace, soprattutto per chi viaggia in aree a rischio.

Le principali misure da seguire sono:

  • uso di repellenti cutanei efficaci (come quelli a base di DEET o icaridina); 
  • utilizzo di zanzariere, preferibilmente trattate con insetticidi; 
  • abbigliamento protettivo nelle ore serali e notturne; 
  • profilassi farmacologica su indicazione medica prima della partenza. 

Una corretta informazione e una valutazione del rischio personalizzata sono fondamentali per ridurre al minimo la possibilità di infezione.

Zanzare e malaria: cosa sapere davvero oggi

Le zanzare continuano a rappresentare un vettore importante di malattie infettive a livello globale, ma il rischio varia enormemente in base al contesto geografico.

Comprendere la differenza tra rischio reale e percepito è essenziale:

  • in Italia il pericolo è molto basso; 
  • nei Paesi endemici la malaria è ancora una minaccia concreta; 
  • la prevenzione è efficace e accessibile; 
  • l’informazione corretta è il primo strumento di difesa. 

In un contesto globale che diventa sempre più interconnesso, il tema non riguarda solo chi vive nelle aree più colpite, ma anche chi viaggia o si espone senza adeguate precauzioni.


Fonti:

Organizzazione mondiale della Sanità - Malaria

 

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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