Quando si chiede a un genitore cosa sogna per il proprio figlio le prime preoccupazioni riguardano la salute e la crescita; si punta soprattutto su questo cercando di sviluppare una routine quotidiana legata a cosa si mangia, quanto si dorme e il tempo da dedicare allo sport ma il focus deve essere direzionato anche verso la vitamina D che risulta responsabile dello sviluppo osseo, ma non solo. Vediamo insieme di cosa si tratta e perché l’alimentazione e lo stile di vita non sempre bastano.
Cos’è la vitamina D e cosa c’è da sapere
Se dovessimo definire la vitamina D potremmo farlo dicendo che è un pro-ormone solubile che viene autoprodotto dal nostro corpo dopo un’adeguata esposizione alla luce solare; ovviamente può essere assunta anche tramite alcuni alimenti o integrata attraverso prodotti specifici.
Perché è così importante per i bambini? Gli studi mostrano quanto sia fondamentale per lo sviluppo delle ossa, oltre a supportare le funzioni del sistema immunitario.
Anche il rapporto con il sole richiede un po' di equilibrio. Passare tempo all'aperto fa parte di uno stile di vita attivo, ma l'esposizione solare non è identica per tutti e cambia molto nel corso dell'anno. Entrano in gioco la latitudine, le ore della giornata, i vestiti, la stagione e le normali precauzioni adottate per proteggere la pelle. Allo stesso modo, non sempre l'alimentazione quotidiana offre quantità significative di vitamina D.
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L’assunzione di vitamina D nei bambini non è quindi una scorciatoia ma uno degli elementi da considerare, dopo un consulto con il proprio pediatra, per prendersi cura della crescita del proprio figlio.
Il legame tra crescita e vitamina D
La vitamina D è necessaria per la normale crescita e lo sviluppo osseo dei bambini e partecipa al mantenimento di normali funzioni dell'organismo. Sul piano pratico, una parte di essa può arrivare dalla dieta. È presente naturalmente in un numero relativamente limitato di alimenti e le quantità effettivamente introdotte dipendono da ciò che un bambino mangia e dalla frequenza con cui determinati cibi entrano nel menu familiare. La produzione attraverso l'esposizione alla luce solare rappresenta l'altro elemento importante, ma anche in questo caso le condizioni possono essere molto diverse da bambino a bambino.
Cosa fare se la dieta e l’esposizione solare non bastano? A questo punto l’integrazione diventa un nostro alleato prezioso e non come sostituto delle due fondamentali precedenti, quanto più come un supporto extra. Dopo aver fatto una chiacchierata e una valutazione con il proprio pediatra si potrà procedere con una soluzione adatta al proprio bambino.
Dobbiamo però sottolineare che nella crescita dei bambini, così come per noi adulti, non è una sola abitudine da sola a fare la differenza. Conta l’insieme che è fatto di una buona educazione alimentare a tavola, attività sportiva e movimento oltre a un sonno di qualità. Se si favoriscono anche momenti all’aperto e si mantengono ritmi compatibili con l’età del proprio figlio si fa centro.
Per le famiglie, l'approccio più utile resta quindi quello della consapevolezza tenendo d’occhio le abitudini quotidiane, informandosi adeguatamente e confrontandosi con il pediatra per evitare allarmismi e puntare a soluzioni che possano supportare la crescita diventando parte delle buone abitudini da portare avanti con regolarità.