In occasione della Giornata Mondiale del Sonno, lo sguardo si sposta sulle abitudini che possono migliorare la qualità del sonno. Ed ecco che la scienza torna su un antico alleato naturale, spesso sottovalutato: l’acqua termale.
Sono diverse le ricerche scientifiche che hanno indagato i benefici del bagno nelle acque termali in virtù di un buon sonno.
Vediamo cosa dice la ricerca in merito a questa pratica e quali sono tutti i benefici.
Dormire meglio con le terme? Cosa dice la scienza
Il sonno incarna un pilastro essenziale della salute e del benessere. Tuttavia, secondo i dati epidemiologici più recenti, una quota crescente della popolazione presenta difficoltà ad addormentarsi e risvegli notturni frequenti.
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L’insonnia cronica, nelle sue varie forme, riguarda fino al 15% degli adulti e il sonno insufficiente è oggi associato a un aumento del rischio di molteplici patologie. Vediamo quali:
- ipertensione;
- diabete;
- depressione;
- declino cognitivo.
Alla luce di questa diffusa problematica, la ricerca scientifica sta riscoprendo il potenziale di pratiche antiche come la balneoterapia, ovvero l’immersione in acque termali o minerali.
Studi recenti mostrano infatti che il bagno caldo prima di coricarsi possa facilitare il passaggio dal periodo di veglia al sonno e migliorare la qualità del riposo notturno.
Il bagno caldo prima di dormire migliora il sonno?
Uno dei lavori scientifici più citati sul tema è una meta-analisi pubblicata su Sleep Medicine Reviews.
Lo studio ha analizzato numerosi lavori clinici sull’effetto del riscaldamento corporeo passivo (come bagni o docce calde) sul sonno. I risultati sono chiari: fare un bagno caldo circa 1-2 ore prima di andare a letto può ridurre significativamente il tempo necessario per addormentarsi e migliorare l’efficienza del sonno.
Secondo quanto emerge dal lavoro il meccanismo principale è legato alla termoregolazione corporea. Quando il corpo viene esposto all’acqua calda si verificano alcuni eventi. Vediamo quali:
- vasodilatazione periferica;
- aumento della temperatura della pelle;
- successiva diminuzione della temperatura corporea centrale.
Questa riduzione della temperatura interna rappresenta uno dei segnali biologici che il cervello utilizza per attivare i processi fisiologici del sonno.
Quando fare il bagno caldo per dormire meglio?
Le ricerche indicano che il momento ideale non è immediatamente prima di coricarsi. L’effetto sul sonno è maggiore quando il bagno viene fatto tra 60 e 120 minuti prima di andare a letto.
Le condizioni più favorevoli sono:
- temperatura dell’acqua tra 38 e 40°C;
- immersione di circa 15-20 minuti;
- ambiente tranquillo e poco illuminato.
In queste condizioni il bagno caldo può diventare un vero e proprio rituale serale capace di preparare il corpo e la mente al riposo.
Sonno: come l’acqua termale agisce sul cervello e sugli ormoni
Accanto all’effetto termico, l’immersione in acqua calda può influenzare anche i sistemi neuroendocrini coinvolti nel sonno.
Alcuni studi di neurofisiologia hanno osservato che il riscaldamento cutaneo attiva aree cerebrali coinvolte nella regolazione dei ritmi sonno-veglia, tra cui l’ipotalamo, una struttura chiave nella gestione del ritmo circadiano.
Un altro studio pubblicato sul Journal of Physiological Anthropology ha analizzato le abitudini di bagno serale in una popolazione adulta. I ricercatori hanno osservato che chi fa regolarmente bagni caldi la sera presenta:
- minore latenza del sonno;
- maggiore profondità del sonno non-REM;
- migliore percezione di riposo al mattino.
Secondo gli autori, oltre alla termoregolazione entrano in gioco anche altri fattori biologici, come la riduzione del cortisolo, l’ormone dello stress, e un aumento della produzione di endorfine e serotonina, molecole che favoriscono rilassamento e benessere psicofisico.
Sonno e acque termali: il ruolo dei minerali
Le acque termali non sono tutte uguali. La loro composizione minerale può contribuire agli effetti sul benessere generale e sul rilassamento.
Tra gli elementi più studiati c’è il magnesio, un minerale coinvolto nella regolazione del sistema nervoso e nella modulazione dei livelli di cortisolo. Livelli adeguati di magnesio sono stati associati a un miglioramento della qualità del sonno e a una riduzione della frammentazione del riposo.
Anche l’idrogeno solforato (H₂S), presente in molte acque solfuree, è oggi considerato una molecola biologicamente attiva con effetti antinfiammatori e antiossidanti.
Bagno caldo e acque termali: ritorno un gesto antico
In un contesto sociale caratterizzato da alti livelli di stress e mancanza di adeguato riposo, dove il sonno è sempre più fragile e disturbato da ritmi irregolari e sovraesposizione agli schermi, la scienza sta tornando a studiare strategie semplici e naturali.
La balneoterapia, praticata da millenni in molte culture, potrebbe rappresentare uno di questi strumenti: un intervento non farmacologico che agisce contemporaneamente su termoregolazione, sistema nervoso e ormoni dello stress, favorendo condizioni fisiologiche più favorevoli al sonno.
E talvolta, per migliorare il riposo notturno, potrebbe bastare un gesto antico quanto l’uomo: immergersi nell’acqua calda.
Fonti:
Il Giornale - Dormire meglio grazie all’acqua termale
Science direct - Before-bedtime passive body heating by warm shower or bath to improve sleep: A systematic review and meta-analysis