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Buon Appetito-Alterazioni e sofisticazioni alimentari

Maria Brigida Deleonardis | Blogger

Ultimo aggiornamento – 07 Settembre, 2010

“- …sono un paio di giorni che ho una strana nausea, spossatezza, emicrania, e poi… scusa se te lo dico, non faccio altro che andare di corpo. Una cosa tremenda. – Intossicazione… – provai a suggerirle. – No, no, un mio amico mi ha detto che il suo medico gli ha detto che mezza città è nelle mie stesse condizioni. Pare sia un virus. Quest’anno l’influenza prende così… Non la volli contraddire. Non provai neppure a ribattere. Quelli erano i sintomi di un’intossicazione alimentare…”. ( Mi fido di te, Carlotto-Abate).
Cibi con uova marce (ovoprodotti composti da uova ammuffite, invase da parassiti, ripulite dalla putrescina e cadaverina, omogeneizzati e pronti da usare dalle industrie dolciarie), grano inquinato da ocratossina (una sostanza tossica e carcinogena), latte contenente diossina e Isopropyl Thioxanthone, polli contaminati da Campylobacter (un batterio che causa gastroenteriti) o trattati con cloramfenicolo (antibiotico cancerogeno per l’uomo), mozzarelle blu (grazie al batterio pseudomonas fluorescens), influenza aviaria, mucca pazza, vino al metanolo.
Per sbiancare le mozzarelle e la ricotta (arrivano in Italia scurite dal tempo e dal viaggio) certi caseifici usano la calce e la soda caustica. “Quando li becchiamo il casificatore si giustifica dicendo che serve per pitturare una parete scrostata” – dice il colonnello Di Gregorio, dal suo ufficio all’ultimo piano di una torre del centro direzionale di Napoli “Sequestriamo di tutto, anche l’inimmaginabile. La calce qui la mettono pure sullo stoccafisso, per sbiancarlo e renderlo più morbido”.

In Italia, secondo quanto rilevato dal Censis nel 43/o rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese, la contraffazione alimentare ha raggiunto un fatturato di 1,1 miliardi di euro nel 2008, e in termini occupazionali riguarda circa 24.282 unità di lavoro dipendente. I Nas del Comando dei Carabinieri per la tutela della salute hanno sequestrato nel 2008 generi alimentari per un valore complessivo di oltre 159 milioni di euro (il 31,4% in più rispetto al 2007), mentre dal 2005 ad oggi il valore degli alimenti sequestrati e di circa 400 milioni di euro.

Le frodi alimentari più comuni, secondo il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, riguardano il settore vinicolo (aggiunta di acqua; impiego di zuccheri o alcoli estranei; uso di additivi, aromi e coloranti non consentiti), caseario (formaggi preparati con l’uso fraudolento di latte in polvere o con caseina o caseinati al posto di latte naturale; uso di formaggi scaduti), conservaturiero (riutilizzo di prodotti scaduti, apportando modifiche alla data di scadenza sulle singole confezioni; indicazione sull’etichetta di un’origine fasulla rispetto a quella reale, presenza di sostanze e additivi illeciti come coloranti, acido malico, amminoacidi; succhi di arancia prodotti con una miscela non dichiarata di succhi di varie specie agrumarie) e ittico (molluschi provenienti da allevamenti abusivi in acque altamente inquinate; vongole con cariche macrobiche superiori ai limiti consentiti; tonno congelato venduto come fresco; mangimi scaduti utilizzati in allevamenti ittici; molluschi contaminati da coliformi fecali e rietichettati per celare la vera data di scadenza).
Il Ministero della Salute, in attuazione ‘art. 8, comma 4 (pubblicazione annuale dell’elenco delle ditte commerciali e dei produttori che abbiano riportato condanne con sentenza penale passata in giudicato per reati di frode e sofisticazione alimentare) della legge 7 agosto 1986, n. 462, recante «Misure urgenti in materia di prevenzione e repressione delle sofisticazioni alimentari», ha emesso l’ordinanza 22 giugno 2010, dove in più di cento pagine viene riportato il nome degli imputati, la sentenza, il tipo di reato, la condanna. Sfogliando le pagine della Gazzetta Ufficiale si possono trovare, tra gli altri, commercianti di “spiedini di pollo nocivi per la presenza di salmonella infantis”, oppure “di polpette crude di carne in alterato stato di conservazione per diffuse colorazioni grigio verdastre”.

L’indagine più completa su tutta la filiera alimentare è fatta annualmente da Legambiente e il Movimento difesa del cittadino: tutti i numeri e i casi delle operazioni dei Carabinieri per la Tutela della Salute, dell’Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari, del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, del Corpo Forestale e Guardia Costiera, dell’Agenzia delle Dogane e dei Carabinieri per le politiche agricole.

Tonnellate di insaccati invase da parassiti, formaggio avariato riciclato e spacciato per buono, prodotti ittici congelati scaduti o in cattivo stato di conservazione.

Alcuni casi riportati:

  • maggio 2008 /Cremona: sequestrato formaggio avariato e putrefatto. Nel formaggio c’era di tutto: vermi, escrementi di topi, residui di plastica tritata, pezzi di ferro, muffe, inchiostro. Era merce che doveva essere smaltita, destinata ad uso zootecnico. E invece i banditi della tavola la riciclavano. La lavoravano come prodotto “buono”, di prima qualità. Quegli scarti, nella filiera della contraffazione, (ri) diventavano fette per toast, formaggio fuso, formaggio grattugiato, mozzarelle, provola, stracchino, gorgonzola. Materia “genuina” – nelle celle frigorifere c’erano fettine datate 1980! – ripulita, mischiata e pronta per le nostre tavole. Venduta in Italia e in Europa. In alcuni casi, rivenduta a quelle stesse aziende – multinazionali, marchi importanti, grosse centrali del latte – che anziché smaltire regolarmente i prodotti ormai immangiabili li piazzavano a quattro imprese con sede a Cremona, Novara, Biella e Woringen (Germania).
  • Dicembre 2008/Bari: sequestrata una tonnellata di pesce congelato, scaduto, mischiato al fresco. Altre cinque tonnellate di cui è impossibile ricostruire la tracciabilità, trattate con monossido di carbonio, quello della morte rosa, per conferire il colore roseo alle carni ormai quasi putrefatte.
  • Ottobre 2008/ Roma: sequestrati ottomila chili di alimenti etnici invasi da parassiti, soprattutto blatte, in un magazzino di Torpignattara.
  • Ottobre 2008/ Ravenna: sequestrati 6.000 quintali di grano tenero stoccati in un ambiente con finestre prive di vetri e di reti metalliche anti intrusione per uccelli e insetti, i quali presentavano evidenti tracce di deiezioni di volatili, corpi estranei di vario genere come cicche di sigarette e calcinacci.
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